Piano clima e energia /5 – E’ l’ora di “decombustere”

Piano clima e energia /5 – E’ l’ora di “decombustere”

Nel Piano Clima ed energia del governo, come abbiamo visto nelle precedenti puntate dell’inchiesta si predica bene e si razzola male. Invece, come spiega Giuseppe Cristoforoni nella quinta puntata del suo dossier, le alternative ci sarebbero…

E’ ORA DI DECOMBUSTERE!

LA GEOTERMIA, A BASSA ENTALPIA: Proponiamo, data la disponibilità naturale della fonte geotermica nella nostra Nazione,
di improntare studi atti ad individuare l’opportunità di realizzare centrali geotermiche,
a BASSA ENTALPIA, nelle zone atte a riceverle, e, di promuovere e sovvenzionare anche impianti privati e per singole utenze.

IL FOTOVOLTAICO:
Il fotovoltaico era un settore di sicuro sviluppo che però è stato stroncato, soprattutto per le piccole utenze che si sviluppino su strutture architettoniche esistenti, i mega impianti che tendono ad occupare suolo libero, in parte anche agricolo, vanno con fermezza ostacolati e vietati .
Il futuro del fotovoltaico è ricco di buoni auspici, allo studio è un prodotto al mirtillo che funzionerà per fotosintesi clorofilliana, capace di produrre energia con la sola presenza della luce e non per solo irraggiamento, fotovoltaico trasparente, sono inoltre allo studio sistemi di captazione solare a minor impatto ambientale; i costi di produzione sono destinati ancora a calare progressivamente nel tempo, in rapporto inversamente proporzionale alla diffusione del prodotto.
Proponiamo di sostenere e diffondere il fotovoltaico, nella ricerca e nella sperimentazione, favorendo i piccoli impianti domestici.
Dove è finito il tanto urlato slogan: “La Terza rivoluzione industriale, sarà sorretta da una rete internet energetica, collegata a trasporti plug-in a zero emissioni capace di generare migliaia di imprese e milioni di occasioni di lavoro sostenibile.”

L’EOLICO:
Rispetto all’energia eolica la Nazione si è impegnata nei mega parchi eolici, tralasciando gli impianti eolici offshore, che andrebbero presi in considerazione.
Proponiamo anche in questo caso di sostenere e diffondere il microeolico a dimensione domestica contro il proliferare massiccio ed altamente impattante dei mega campi eolici la cui realizzazione va valutata razionalizzata e controllata sul tutto il territorio Nazionale con opportunità e logica. Il recupero dell’energia dal vento generato nelle linee Ferroviarie, nelle autostrade, tramite le“Turbine T-BOX o similari.

MOTO ONDOSO:
Il progetto Pelamis (che prende il nome da una specie di serpente di mare) è costituito da un sistema con galleggianti che utilizza l’ampiezza dell’onda. Ha una struttura semisommersa che trasferisce il movimento delle onde a pistoni idraulici accoppiati a loro volta con generatori elettrici. Impianti composti da 5 elementi congiunti, aventi un diametro totale di 3,5 m e lunghi 150 m, esprimono una potenza di 750 kW. Impianti di prova saranno installati al largo della Scozia (750 kW) e al largo dell’isola di Vancouver, in Canada (2 MW).

Gli impianti commerciali dovrebbero produrre 30 MW e coprire 1 km quadrato di mare. I primi sistemi commerciali saranno installati davanti alle coste del Portogallo. Il primo impianto è in via di completamento e ha una potenza di 2,25 MW.

CORRENTI MARINE:

Il sistema GEM, l’aquilone del mare:
La Turbina marina ad asse orizzontale GEM – I’Aquilone del mare è una turbina idrocinetica progettata per produrre energia pulii da correnti manne e fluviali.

Sviluppata a partire dal 2005. La turbina nata da un progetto di ricerca in collaborazione con l’ing. Nicola Mortone. autore del brevetto insieme al Prof Domenco Coiro.

Posizionato sott’acqua alla profondità voluta, funziona come un aquilone, allineandosi alla direzione della corrente in modo autonomo.

Prestazioni del prototipo da 100 kw:

Produzione media annua per un sito con velocità della corrente massima di 2,5 m/s circa 300 MWh.

FUSIONE FREDDA:
La validità della fusione nucleare fredda è stata dimostrata scientificamente.
L’inerzia dello Stato verso la ricerca e lo sviluppo di un sistema pulito ed efficiente di questo tipo è inspiegabile.

PILA A COMBUSTIBILE:
La pila a combustibile (o cella a combustibile, dall’inglese “fuel cell”) è un dispositivo elettrochimico che permette di ottenere elettricità direttamente da certe sostanze, tipicamente da idrogeno e ossigeno, senza che avvenga alcun processo di combustione termica.
L’efficienza delle pile a combustibile può essere molto alta. Una delle critiche mosse all’energia solare e all’energia eolica è spesso che, non essendoci sempre sole o vento, e non essendo questi comunque costanti, la quantità di energia disponibile è variabile e non corrispondente al bisogno.

PARCO IDROELETTRICO:
In dettaglio, per quanto riguarda l’idroelettrico, sono presenti tutte le tipologie di impianto: ad acqua fluente a bacino a serbatoio e di pompaggio; ne proponiamo una messa in efficienza con manutenzione costante, degli impianti esistenti.

LO STOCCAGGIO DELL’ENERGIA:

Con l’uso di elettrolizzatori, dall’acqua marina ; [“Un team di ricercatori della Stanford University ha sviluppato un sistema per produrre grandi quantità d’idrogeno utilizzando l’acqua marina: chiave dell’innovazione è il perfezionamento del processo di elettrolisi grazie a materiali che proteggono gli elettrodi dalla corrosione del cloruro di sodio presente nelle acque salmastre”].
L’utilizzo delle unità di stoccaggio dell’idrogeno e di pile a combustibile , ci permetterebbe, di conservare l’energia in eccesso per i momenti in cui la fonte di energia non è disponibile (notte, inverno, vento debole o troppo forte).
Questi sistemi autonomi a idrogeno consistono spesso in una o più sorgenti primarie quali
(sole, vento, energia idroelettrica, Onde, Correnti Marine), un ciclo a idrogeno (elettrolisi, stoccaggio, consumo) associata ad una batteria per lo stoccaggio di breve periodo,
“la batteria è giustificata dal fatto che il ciclo a idrogeno ha, tipicamente, delle efficienze da giro completo tra il 30% e il 40%, e andrebbe utilizzato solo per il lungo periodo. Con questi sistemi combinati è possibile arrivare a efficienze del 65% o oltre, dove l’efficienza è definita come l’energia consegnata alle utenze diviso quella proveniente dalla fonte.

PERDITE DI RETE:
Con il termine “perdite di rete” si intendono le inevitabili dispersioni di energia elettrica che avvengono durante
il trasporto e la distribuzione dell’elettricità dalla centrale elettrica al luogo di fornitura.
Tali perdite sono convenzionalmente fissate dall’Autorità che ne definisce un valore percentuale sull’energia prelevata ed il valore percentuale stabilito dall’AEEG che è pari al 10,4%.

SISTEMI DI ACCUMULO:
Il futuro dei sistemi di accumulo sarà l’idrogeno; l’idrogeno è il gas più diffuso nell’universo e sulla terra è molto abbondante nella forma combinata con altri elementi, come l’acqua, ma anche composti organici; dalla reazione di idrogeno con ossigeno viene emesso vapore acqueo.
L’elettrolisi è il processo chimico utilizzato per estrarre idrogeno dall’acqua che viene poi accumulata in una cella a combustione (fuell cell).

Qui le precedenti puntate del dossier

Piano energia e clima, il cambiamento che non c’è /1

Piano Energia e Clima /2. Sorpresa, si punta ancora sugli inceneritori

Piano Energia e Clima /3. Il metano ti dà una mano? E’ falso…

Piano energia e clima /4: “Decarbonizzare”: non basta la parola

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