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Le frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità – con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – continuano a crescere senza sosta e nei primi 6 mesi del 2018 in Italia hanno superato i 12.100 casi,contro i circa 11.000 del corrispondente semestre 2017, per un danno stimato pari a circa 72 milioni di Euro. Sulla base delle rilevazioni presentate nella 27^ edizione dell’Osservatorio sulle Frodi Creditizie realizzato da CRIF e Mister Credit – la divisione di CRIF dedicata ai servizi ai consumatori – si registra però un netto calo del valore medio delle frodi, che nel periodo di osservazione è risultato pari a 5.929 Euro contro i 7.047 Euro del 2017, a conferma della consolidata tendenza da parte dei criminali a orientare la propria attività anche verso l’acquisizione fraudolenta di beni e servizi di importo più contenuto.

In prossimità del periodo natalizio, che tradizionalmente vede un forte incremento dei casi, diventa pertanto quanto mai rilevante elevare il livello di attenzione nei confronti di un fenomeno criminale che continua a crescere anno dopo anno. La situazione in Lazio Per quanto riguarda nello specifico il Lazio, sono stati ben 1.360 i casi di frode registrati nel I semestre 2018 contro i 951 casi del corrispondente periodo del 2017, dato che posiziona la regione al 3° posto della graduatoria nazionale alle spalle di Campania (1.758 casi) e Lombardia (1.505 casi). A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato nella provincia di Roma, con 953 casi (dato che la colloca al2° postonel ranking nazionale alle spalle di Napoli), che da sola supera il dato cumulato a livello regionale nei primi 6 mesi del 2017.

In estrema sintesi, si tratta di più di 5 casi al giorno. Relativamente alle altre province del Lazio, seguono Latina, con 163 casi (17^ posizionenella graduatoria assoluta), Frosinone, con 142 casi, Viterbo, con 76 casi, e Rieti, con 26. Il profilo delle vittime L’Osservatorio CRIF presenta anche un’analisi del profilo delle vittime di furto di identità utilizzato per portare a termine una frode creditizia. Nello specifico, la distribuzione delle frodi per sesso della vittima evidenzia una prevalenza di uomini (63,4%), che vedono anche aumentare il peso sul totale (+12,2%) mentre la fascia di età maggiormente colpita è risultata essere quella compresa tra 41 e 50 anni(con il 25,6%del totale, per la precisione). Sono però gli over 60 ad aver fatto registrare l’incremento più consistente(+8,8% rispetto al I semestre 2017).

Le principali tipologie di beni e servizi acquistati attraverso…

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Il Sud che si rimbocca le maniche

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“Il presepe, oltre ad essere un’alta testimonianza di fede, rappresenta un’occasione per stare insieme, per ricordare l’infanzia, per ritrovarsi in famiglia. Un presepe, durante il periodo natalizio, dovrebbe stare in

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L’edizione di martedì 18 dicembre 2018 del “Sud On Line”, il giornale dedicato al Mezzogiorno. Ma non solo. Notizie, approfondimenti, inchieste
/ Dic 18
Terzo Tempo
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Da qualche decennio, ormai, non pochi «buchi» della storia, talvolta mitizzati dal Risorgimento, si stanno via via colmando per dare dignità ad una guerra insidiosa e spietata, combattuta senza regole e traboccante di violenze e di disprezzo nei confronti degli avversari, braccianti senza terra e paesani che rifiutavano la leva obbligatoria, tra i quali vi furono pure i briganti senza scrupoli, in un’Italia appena unificata, da un’armata che certo non è stata quella propostoci dall’apologetica costruita dalla tradizione risorgimentale, comandata da un generale, Cialdini, che parlando del Sud della penisola non si era fatto scrupolo di affermare «Questa è Africa! Altro che Italia! I beduini a riscontro di questi cafoni, sono latte e miele».
Valentino Romano, un ricercatore ormai molto apprezzato tra coloro che si interessano di storiografia meridionalista, nella sua ultima pubblicazione (Dalle Calabrie Agli Abruzzi. Il generale José Borges tra i briganti di re Francesco II), senza delegittimare lo Stato italiano e senza schierarsi nella logica dei neoborbonici, dà il peso che merita ad una pagina quasi completamente negletta dalla storiografia ufficiale, l’infelice impresa del generale José Borges, un ufficiale con alle spalle l’esperienza di comandante di brigata delle milizie combattenti, nel 1840, per la difesa del diritto al trono di Spagna di Carlo Maria Isidoro di Borbone e che, spinto da ideali legittimisti, accettò di tentare la riconquista del Regno delle Due Sicilie con una spedizione militare simile a quella messa in atto sessanta anni prima dal cardinale Fabrizio Ruffo.
L’impresa di Borges, per la prima volta esaminata minuziosamente nel volume di Romano, dimostra, ammesso che ce ne fosse ancora bisogno, che ad opporsi al regno sabaudo, nell’ex regno delle Due Sicilie, non furono solo dei delinquenti come Ferdinando Mittica, Carmine Crocco, Luigi Chiavone e qualche centinaio di altri briganti e che non è più possibile considerare il brigantaggio come un fenomeno esclusivamente criminale che, subito dopo l’unificazione italiana, non poteva essere combattuto se non con la durissima e immediata repressione, resa spettacolare dalle pubbliche esecuzioni nelle piazze, davanti a folle atterrite.
Dopo la pubblicazione di volumi come Brigantesse (Controcorrente, 2007), Nacquero contadini, morirono briganti (Capone Editore, 2010), Briganti e galantuomini, soldati e contadini (Laruffa editore, 2016) e, con Enzo Di Brango, Brigantaggio e rivolta di classe. Le radici sociali di una guerra contadina (Nova Delphi, 2017), questo nuovo volume è il frutto di più di venti anni di ricerche condotte dallo studioso pugliese negli archivi di mezza Italia. L’analisi della spedizione di Borges, che si avvale anche e principalmente dei diari del generale spagnolo (pubblicati in appendice al volume), non trascura una efficace, seppur breve, disamina della contraddittoria realtà in cui si trovò ad operare il governo in esilio di Francesco II, in una Roma…

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Le reti
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Arrivano le nuove norme per distinguere in etichetta il pane fresco da quello “conservato o a durabilità prolungata” con specifiche prescrizioni in merito alla denominazione e alla modalità di esposizione in vendita di quest’ultimo. Lo rende noto la Coldiretti in riferimento all’entrata in vigore il 19 dicembre 2018 del Decreto 1° ottobre 2018, n. 131 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 novembre. Il pane che ha subito processi di surgelazione e congelamento o che contiene additivi chimici e conservanti – sottolinea la Coldiretti – non potrà essere piu’ venduto per fresco e dovrà obbligatoriamente avere una etichetta con la scritta “conservato” o a durabilità prolungata.

Potrà quindi ora essere denominato “pane fresco” – continua la Coldiretti – solo il pane preparato secondo un processo di preparazione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, ad eccezione del rallentamento del processo di lievitazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante. Per “processo di preparazione continuo” – precisa la Coldiretti – si intende un processo per il quale, dall’inizio della lavorazione alla messa in vendita al consumatore, non trascorrano più di 72 ore. Sono infatti previste norme – precisa la Coldiretti – per il “pane conservato o a durabilità prolungata”, nel caso venga utilizzato un metodo di conservazione ulteriore rispetto ai metodi già sottoposti agli obblighi informativi previsti dalla normativa (ad es. pane precotto surgelato o meno).

Per questa tipologia di pane nel momento della vendita deve essere fornita una adeguata informazione, al fine di evitare che il consumatore possa essere indotto in errore, riguardo il metodo di conservazione utilizzato nel processo produttivo nonché le modalità per la sua conservazione ed il consumo, attraverso un’apposita dicitura da riportare sul cartello negli specifici comparti in cui viene collocato, distinti rispetto a quelli in cui viene esitato il pane fresco. Infine, oltre alle indicazioni sul pane, il Ministero fornisce – continua la Coldiretti – anche una definizione di panificio, ossia “l’impresa che dispone di impianti di produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e assimilati o affine e svolge l’intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale”. Il nuovo decreto fa chiarezza sulla denominazione del pane fresco ma – continua la Coldiretti – resta il problema di prevedere anche per il pane l’etichettatura obbligatoria dell’origine delle farine utilizzate: infatti, solo una etichettatura trasparente può consentire ai consumatori di compiere scelte consapevoli e alle imprese di far emergere il valore distintivo dei prodotti agricoli.

I consumi di pane degli italiani si sono praticamente dimezzati negli ultimi 10 anni ed hanno raggiunto il minimo storico con appena 80 grammi a…

Appuntamenti e comunicati

 Le truffe via internet dell’assicurazione RC AUTO hanno avuto un aumento esponenziale nei primi undici mesi del 2018. Lo conferma l’Ivass, sottolineando che il fenomeno riguarda prevalentemente le polizze cosiddette ‘temporanee’, che finiscono per colpire categorie più deboli, come cittadini immigrati o ‘millenials’, che si fidano troppo di internet. Il giro d’affari di questa forma di criminalità è stimato in non meno di 3 milioni di euro l’anno e riguarda migliaia di veicoli. Dal 1
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Torna al suo splendore la tela “San Nicola con Adeodato e i tre fanciulli” nella sua sede, la Chiesa di San Nicola di Myra ad Andria, una delle chiese più antiche della cittadina risalente al 1104, grazie a “Opera tua” il progetto di Coop Alleanza 3.0 – la più grande cooperativa di consumatori del Paese – che unisce l’arte e i sapori del territorio. La riconsegna della prestigiosa tela è avvenuta in presenza del Vescovo
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Dopo l’inaugurazione affidata a Sergio Fermariello e Giancarlo Neri prosegue “Illumina la notte” il programma artistico per le festività natalizie realizzato dal Comune di San Martino Valle Caudina con la direzione artistica di Alessandro Capuano. Per l’undicesimo anno il comune irpino propone un articolato programma che continua fino al 6 gennaio. “Il nostro Comune – dichiara Loredana Lanzotti Assessore ai Beni Culturali – ha un patrimonio storico- artistico di gran pregio che cerchiamo di tutelare
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Comprendere il lato più intimo, meno conosciuto: quello che traspare dai testi e dalle sonorità. Apprendere il loro approccio alla vita, avvertire le loro emozioni nella condivisione reale di un istante. Restituire al “live” la sua funzione originaria: entrare in simbiosi con l’artista, tra musica e parole. È in questo scenario, sullo sfondo della capitale, che la collaborazione tra la Rome University of Fine Arts ed iCompany andrà a materiallizzarsi: nella sede RUFA PASTIFICIO CERERE,
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Video e Gallerie

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