Piano energia e clima /4: “Decarbonizzare”: non basta la parola

Piano energia e clima /4: “Decarbonizzare”: non basta la parola

Di Giuseppe Cristoforoni

Il piano del governo per il clima ha ben poco di innovativo; Il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima 2030 (Pniec), va nella stessa direzione indicata
dal governo precedente.
Rimbalza veloce all’occhio l’uso “mistificatorio” delle parole; “Decarbonizzare”, ma non basta la parola!

La legislazione dell’UE è stata messa a punto per promuovere l’uso delle fonti di energia rinnovabile, potenziare gli sforzi in materia di efficienza energetica, e garantire lo sfruttamento del petrolio e del gas offshore in condizioni di sicurezza. Una parte di questi strumenti deve ancora essere attuata, e mai secondo me saranno attuate se si continuasse ad operare sempre e solo dal punto di vista “garantista” verso le solite ed obsolete lobbie, nostrane ed internazionali.

Non sono d’accordo con le previsioni del l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), secondo la quale, da qui al 2035 la domanda di energia a livello mondiale dovrebbe crescere di oltre un terzo; in quanto, se venissero rispettati gli accordi presi in quell’ ambito, nel rispetto del “Protocollo di Kyoto” vi sarebbe addirittura un forte calo della richiesta di ENERGIA, in quanto le azioni in esso indicate garantirebbero un minor consumo di Energia, se eseguite in modo serio, dovuto alle azioni che gli stati dovrebbero intraprendere.

Le cose più opportune da fare dal nostro punto di vista per una reale sfida nel settore energetico, per una ripresa effettiva del mondo del lavoro e dell’economia sono:

Avviare un’attenta analisi sulla produzione attuale di energia, evidenziando costi diretti e costi indiretti quali i costi dell’inquinamento e della salute.
I prezzi di mercato dell’energia non riflettono i centinaia di miliardi di Euro spesi nei costi nascosti per la 
salute umana e per l’ambiente.
Ci sono molti effetti esterni della produzione energetica e del suo uso, questi costi sono molto importanti perché potrebbero realmente portare a valutazioni completamente ribaltate del processo decisionale”.
I costi nascosti della produzione di energia infatti,non includono gli effetti sulla 
salute a partire dall’inquinamento atmosferico.

Dal 2008 siamo entrati nell’era della Rivoluzione energetica.
Termine in cui si fondono fenomeni e tecnologie legate alle fonti di energia dalle “VERE” rinnovabile (FER) e non ancora anche dalle assimilate.
Nel nostro intento ci si poneva come obiettivo, un progetto atto alla produzione di energia elettrica nell’assoluto rispetto ambientale, senza alcun ricorso a combustibile di qualsiasi natura, ripromettendosi tra l‘altro, in tempi brevi, la dismissione e lo smantellamento di tutti gli impianti convenzionali altamente inquinanti, basati sulla combustione di risorse preziose e riutilizzabili o più utili ad altri scopi. Tutto ciò, con l’obiettivo, di coprire in toto il proprio fabbisogno, nel massimo rispetto del trattato di KYOTO.

[Lasciamo gli idrocarburi nel sottosuolo e tuteliamo oggi l’acqua per i cittadini di oggi e di domani!
Perchè fare arricchire compagnie petrolifere aliene che pagano cifre irrisorie (intorno al 10% di royalty) rispetto a quelle normalmente applicate in campo internazionale che superano anche il 70%?
Il congelamento dell’estrazione garantirebbe la conservazione delle risorse idriche della
val d’Agri che costituiscono un patrimonio naturale rinnovabile di importanza strategica locale e nazionale (circa 170 milioni di metri cubi annui raccolti in bacini artificiali e circa 3000 litri al secondo d acqua sorgiva potabile).
Nell’attuale periodo di cambiamento climatico, con la progressiva diminuzione delle attività petrolifere che già attualmente stanno arrecando danni al patrimonio idrico!
Questo vale per i giacimenti presenti in tutta la Nazione. (Senatore Franco Ortolani)
]

La diffusione della microproduzione d’energia elettrica prende il posto sempre più delle megacentrali termoelettriche.
L’avvento delle smart grid.
Le reti di distribuzione dell’energia elettrica intelligenti in grado di consentire la convivenza di piccoli produttori e consumatori di energia con grandi produttori e consumatori di energia elettrica.
Le distanze da percorrere si accorciano e si riducono le perdite di veicolamento dell’elettricità. Il tutto governato da un sistema intelligente a nodi, molto simile al web.
Un’internet dell’energia.
Le nostre città diventeranno smart cities.

L’Europa rimane il mercato più importante del mondo per l’efficienza energetica (40% degli

investimenti in efficienza energetica nel 2011) e la Banca europea per gli investimenti è il maggiore finanziatore mondiale dell’energia pulita; ma l’Italia ne è il fanalino di coda. La riconversione tecnologica necessaria per conseguire gli obiettivi energetici dell’UE sarà realizzabile solo grazie ad una significativa modernizzazione delle nostre infrastrutture energetiche esistenti.
L’innovazione e l’R&S e in materia di energia continuano a svolgere un ruolo essenziale nello sviluppo di tecnologie energetiche più economiche, più efficienti e affidabili.

Efficienza energetica: recepimento della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia

Direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010 Data di recepimento: 9 luglio 2012;
l’ITALIA a parte i proclami, è ancora il fanalino di coda In compagnia con il Portogallo, la Spagna e Slovenia.

In questo settore bisognerebbe assumersi l’onere di imporre a livello Nazionale il tanto discusso “ libretto del fabbricato”, tramite il quale poter monitorare lo stato di salute degli edifici, istituendo sul tipo “medico di famiglia” il “tecnico dell’edificio” con relativa “mutua di appartenenza”, invece di scrollarsi di dosso la piena responsabilità dello stato di vetustà della gran parte degli edifici della Nazione edificati alla men-peggio senza regole,
da speculatori assassini perdi più collusi con le Dirigenze locali in tutte le Regioni,
invece di cercare continuamente di inserire “CONDONI” !

Contrariamente avremmo, in qualità di Stato, cercato di contribuire, nell’immediato con premialità in contante e parzialmente a recupero con l’IRPEF, a chiunque provvedesse non solo al recupero energetico della propria abitazione, ma anche al consolidamento statico della stessa, intervenendo con la richiesta a tutte le categorie di una calmierazione dei prezzi, con una notevole riduzione dei costi sui prezzari dei lavori pubblici e privati Regionali, pari anche al35% se non di più del listino, impegnandomi però, in quanto Stato, a vigilare sulle realizzazioni e in particolare sul controllo dei cantieri, come è stato rarissimamente fatto, con controlli a tappeto, affinché abusivi, subappalti strozzati, imprenditori fasulli, lavoratori a nero, cassintegrati, norme infortunistiche non rispettate, DURC inesistenti, desistano dal continuare a fare danni. Solo con questa azione si avrebbe un calo nel consumo dell’energia pari a quasi il 50% del consumo attuale, riossigenando in modo definitivo un settore ad oggi in irreversibile crisi occupazionale.

Qui trovi le altre puntate dell’inchiesta:

https://www.ilsudonline.it/piano-energia-e-clima-il-cambiamento-che-non-ce-1/

https://www.ilsudonline.it/piano-energia-e-clima-2-sorpresa-si-punta-ancora-sugli-inceneritori/

https://www.ilsudonline.it/piano-energia-e-clima-3-il-metano-ti-da-una-mano-e-falso/

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