Sarà una presidenza fortemente radicata nel tessuto produttivo locale quella che accompagnerà Vittorio Genna alla guida dell’Unione Industriali di Napoli per i prossimi quattro anni. Il presidente designato ha presentato al Consiglio generale squadra e programma, incassando un via libera ampio: oltre l’88% dei voti favorevoli per il progetto 2026-2030 e per la nuova governance.

La scelta di Genna punta con decisione sulle imprese del territorio, in linea con l’esito della consultazione che lo ha visto prevalere nettamente su Mario Mattioli. A sostenerlo, infatti, sono state soprattutto le piccole e medie imprese, storica spina dorsale di Palazzo Partanna e ancora una volta decisive nell’indicare il candidato da portare all’assemblea dei soci.

Una squadra espressione del sistema produttivo napoletano

Il segnale politico e associativo è chiaro: nella futura presidenza non trovano spazio le grandi aziende nazionali che pure in passato avevano avuto un ruolo, spesso però marginale, all’interno dell’organismo. L’unica eccezione è Leonardo Spa, presenza industriale profondamente radicata in Campania grazie ai suoi siti produttivi e alle numerose sinergie con il sistema locale.

Per Genna, co-fondatore del Gruppo ALA nel settore aerospaziale, si tratta dunque di una scelta di continuità con la sua impostazione: valorizzare il protagonismo delle aziende campane e rafforzare la rappresentanza di un tessuto economico fatto in prevalenza di Pmi.

Arnone e D’Amato special advisor della nuova governance

Tra le novità più rilevanti annunciate al Consiglio generale c’è anche l’ingresso di due figure di peso come special advisor del Consiglio di Presidenza: Nicola Arnone, patron del Gruppo Lete e presidente del Comitato dei saggi che ha raccolto le indicazioni della base associativa, e Antonio D’Amato, ex presidente di Confindustria.

Due personalità di grande esperienza, chiamate a dare autorevolezza, competenza e prestigio al nuovo assetto dell’associazione industriale napoletana.

Le deleghe: da credito e Zes a energia, ricerca e reti d’impresa

Genna manterrà direttamente alcune deleghe strategiche: Economia del mare, Credito, Zes, Politiche energetiche e Ambiente.

Accanto a lui ci sarà una squadra di vicepresidenti con responsabilità distribuite su dossier centrali per il mondo produttivo:

Alessandro Di Ruocco di RDR Spa Società Benefit seguirà Education, Capitale umano, Ricerca e sviluppo.

Marilù Faraone Mennella di Sekhmet Investimenti Srl avrà le deleghe a Economia e Competitività.

Gabriele Fasano di S.T.A.M.P.A. Spa curerà i Rapporti interni.

Luigi Giamundo di Hismos Srl sarà responsabile per Reti di impresa e Territorio.

Antonio Liotti di Leonardo Spa seguirà le Relazioni industriali.

Gaetano Torrente di La Torrente Srl si occuperà di Tutela e valorizzazione delle tradizioni produttive e dei marchi territoriali, oltre che dei rapporti con le associazioni di categoria.

Confermati i vicepresidenti di diritto

Alla squadra si aggiungono anche i due vicepresidenti di diritto, che manterranno le stesse deleghe del precedente biennio.

Antonio Amato, presidente del Gruppo Giovani, continuerà a seguire Start up, passaggio generazionale, politiche per i giovani, decoro urbano, Made in Naples e iniziative sociali.

Guido Bourelly, presidente del Gruppo Piccola Industria, manterrà invece le deleghe a Coesione e marketing, Legalità e relazioni funzionali con la Pubblica amministrazione.

Nel corso del mandato, inoltre, Genna assegnerà ulteriori deleghe specifiche. Le prime due riguardano Maurizio Manfellotto, past president e delegato alla Gestione economica e patrimoniale, e Giovanni Severino, delegato alla Sanità.

Elezione a maggio, atteso anche Orsini

L’assemblea per l’elezione e la proclamazione ufficiale di Genna è prevista ai primi di maggio. All’appuntamento potrebbe partecipare anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.

Non sarà una scadenza formale. Il passaggio arriva infatti in un momento particolarmente delicato per il sistema produttivo, stretto tra instabilità geopolitica, tensioni economiche e confronto aperto con il governo su dossier strategici come Transizione 5.0.

Il programma: più politica industriale e nuovo rapporto con le istituzioni

Nel documento programmatico, Genna ribadisce la volontà di rafforzare “un tessuto produttivo manifatturiero caratterizzato a Napoli e in Campania dalla prevalenza di piccole e microimprese”.

Ma il vero punto politico del suo mandato sembra essere un altro: la richiesta di una svolta nei rapporti tra sistema associativo e istituzioni, soprattutto territoriali. Secondo Genna, la logica del partenariato deve tradursi in un confronto quotidiano, stabile e concreto.

Il presidente designato chiede in sostanza che la Campania, regione del Mezzogiorno con una delle più alte concentrazioni di presenze produttive, si doti finalmente di una vera politica industriale.

Da Napoli Est a Bagnoli, la sfida del Piano strategico

Tra le priorità indicate c’è la necessità di costruire un Piano strategico per la città di Napoli, capace di chiarire le opzioni di sviluppo sia nell’area occidentale sia in quella orientale.

Nel ragionamento rientrano anche partite decisive come Bagnoli e l’America’s Cup, rispetto alle quali Genna chiede che le imprese locali possano avere un ruolo rilevante non solo simbolico, ma concreto, nella progettazione e nell’esecuzione delle opere.

Il messaggio è netto: la crescita del territorio non può prescindere dal coinvolgimento diretto del suo sistema produttivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *