Pedestrians on zebra crossing. Free public domain CC0 photo.

Il mercato del lavoro continua a girare a pieno ritmo. E, questa volta, a certificarlo, non è solo l’Istat ma anche il rapporto annuale dell’Osservatorio dell’Inps, un punto di vista importante anche nell’ottica della tenuta del nostro sistema previdenziale. Anche il 2025 si è confermato un anno positivo sul versante dell’occupazione. I contratti di lavoro sottoscritti sono stati ancora una volta superiori a quelli che si sono interrotti per le più svariate ragioni. Un saldo che, su base annua, è di 311,798 unità, in lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, quando l’asticella si è fermata a quota 312.798 posti di lavoro. Circa un terzo del risultato è attribuibile al Sud dove la differenza fra posti di lavoro cessati e quelli creati è stata di circa 110milia unità. Al Nord, il saldo è stato invece positivo per 152.266 unità e al Centro per 80mila. Il dato è positivo al Sud anche per il tempo indeterminato con 90.030 posti stabili in più su 312.798 complessivi. Per quanto riguarda le tipologie orarie, l’incidenza del part time è sostanzialmente stabile nei due periodi osservati sia per le assunzioni a termine (38%) che per le assunzioni a tempo indeterminato (33%). La vivacità del mercato del lavoro la si legge anche dall’andamento dei licenziamenti e delle dimissioni. Complessivamente le assunzioni attivate nel 2025 dai datori di lavoro privati sono state 8 milioni e 31mila, mentre le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato nel 2025 sono state 775.000, in aumento rispetto al 2024 (+1,4%), rileva ancora l’Inps nell’Osservatorio sul mercato del lavoro relativo al 2025. Aumentano anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo pari a 115.000 (+4,4%). Le cessazioni nel corso del 2025 sono state 7.690.000, in diminuzione rispetto all’anno precedente (-1,1%).

Il Rapporto dà conto anche dell’andamento del mercato negli ultimi anni cinque anni. Da dicembre 2021, quando ancora era fortemente presente la pandemia, il saldo è stato positivo per 1.644.758 posti mentre quello per il tempo indeterminato lo è stato per 1.382.657 rapporti. E, anche da questo punto di vista, il Sud ha registrato un saldo positivo per 473.895 contratti nel complesso, di cui 359.813 a tempo indeterminato. Positivo anche l’andamento della Campania. Sempre secondo il report dell’Inps, nel 2025 il numero totale di assunzioni (considerando tutte le tipologie contrattuali) ha superato le 512mila unità. Più nel dettaglio, sono state 87.262 i contratti a tempo indeterminato e 288.878 quelli a tempo determinato. 

“I dati dell’Osservatorio restituiscono un quadro incoraggiante, sottolinea il presidente dell’Inps, Gabriele Fava ricordando che “la tenuta del sistema previdenziale dipende in modo diretto dalla qualità e dalla continuità dell’occupazione”. Il saldo positivo di 342 mila posizioni di lavoro e il peso prevalente dei rapporti a tempo indeterminato – rimarca – “ci dicono che la solidità del mercato del lavoro resta la prima condizione per costruire una previdenza più forte. Non esiste pensione senza lavoro, e non esiste previdenza solida senza percorsi occupazionali stabili, continui e capaci di generare contribuzione nel tempo”.

Per quanto riguarda le tipologie orarie, l’incidenza del part time è sostanzialmente stabile nei due periodi osservati sia per le assunzioni a termine (38%) che per le assunzioni a tempo indeterminato (33%). La vivacità del mercato del lavoro la si legge anche dall’andamento dei licenziamenti e delle dimissioni. Nel 2025 i licenziamenti per motivi economici sono stati 386.185 con un aumento del 4,1% sull’anno precedente mentre quelli per ragioni disciplinari sono stati 93.181 con una flessione dell’11,12%. Sono in calo anche le dimissioni anche se restano superiori a 1,2 milioni con 1.200.166 persone che hanno deciso nel 2025 di lasciare volontariamente il proprio posto di lavoro (-3,74%), in molti casi a fronte di una nuova opportunità.

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