In Calabria studiare con impegno potrà diventare anche una scelta premiata economicamente. La Regione lancia il Reddito di merito, una misura pensata per convincere i giovani diplomati e universitari a restare nel territorio, scegliendo gli atenei calabresi e costruendo qui il proprio futuro professionale.

L’obiettivo dichiarato è contrastare una delle emergenze più profonde del Mezzogiorno: la partenza dei giovani, spesso già al momento dell’iscrizione all’università. Come riportato da Avvenire, il progetto promosso dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, punta a intervenire proprio su questo passaggio decisivo.

«In Calabria chi studia impegnandosi al massimo è premiato dalla Regione. Siamo i primi in Italia a farlo», ha sottolineato Occhiuto, presentando l’iniziativa come uno strumento per frenare lo spopolamento e valorizzare il capitale umano locale.

Secondo i dati del Rapporto di genere 2026 di Almalaurea, chi consegue il diploma al Nord tende a rimanere nella stessa area nell’88,2% dei casi. Nel Mezzogiorno, invece, la quota scende al 45,2%. Un divario che racconta una dinamica ormai consolidata: molti giovani meridionali si spostano per studiare e, una volta trovato lavoro, non rientrano nei territori di origine.

Il fenomeno riguarda in modo particolare il percorso universitario. Il 22,9% degli studenti del Sud si laurea in un ateneo diverso da quello del proprio territorio, prevalentemente al Nord, alimentando una perdita di competenze che pesa sullo sviluppo locale.

Per provare a invertire la tendenza, la Regione Calabria prevede contributi economici destinati ai migliori diplomati che sceglieranno le università calabresi e agli studenti già immatricolati con risultati particolarmente elevati. Il sostegno potrà arrivare fino a mille euro al mese: sono previsti 750 euro per chi mantiene una media del 28 e mille euro per chi raggiunge una media compresa tra 29 e 30.

La misura nasce anche attraverso un protocollo d’intesa siglato con i rettori dei tre principali atenei regionali: l’Università della Calabria, la Magna Graecia di Catanzaro e la Mediterranea di Reggio Calabria.

«Dobbiamo fare il possibile per consentire ai nostri ragazzi di restare a studiare in Calabria», ha spiegato Occhiuto. Una sfida che non riguarda solo il diritto allo studio, ma anche la capacità del territorio di offrire prospettive credibili dopo la laurea.

Tra i segnali positivi citati c’è il caso dell’Università della Calabria, che si conferma tra le realtà più dinamiche nell’ingresso dei laureati nel mondo del lavoro. Il tasso di occupazione a tre anni dal conseguimento del titolo si attesta all’82%, con un aumento di dieci punti rispetto al 2019. Inoltre, il 58% dei laureati dell’ateneo sceglie di restare nel Sud.

Il Reddito di merito si inserisce così in una strategia più ampia: trattenere i giovani, rafforzare le università locali e trasformare la formazione in una leva concreta contro l’emigrazione. Una scommessa che, nelle intenzioni della Regione, punta a fare della Calabria non più soltanto una terra da cui partire, ma un luogo in cui restare.

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