Allarme per le imprese del Sud dopo la revisione delle risorse destinate alla Transizione 5.0. La rimodulazione introdotta dal nuovo Decreto-Legge fiscale rischia di avere un impatto significativo sul tessuto produttivo meridionale, già penalizzato da condizioni di accesso al credito più complesse. A lanciare l’allarme è Raffaele Marrone, presidente di Confapi Napoli e responsabile ZES per Confapi nazionale, che sottolinea come il ridimensionamento degli incentivi possa compromettere la programmazione degli investimenti delle PMI del Sud.
Taglio alle risorse: cosa cambia per le imprese del Sud
Secondo Marrone, il decreto introduce una contrazione delle risorse per Transizione 5.0, limitando a 537 milioni di euro la copertura per le domande presentate tra il 7 e il 27 novembre. Questo ricalcolo comporta una riduzione del credito d’imposta effettivo fino al 35% rispetto a quanto inizialmente previsto, nonostante le richieste del mercato abbiano raggiunto quota 4,25 miliardi di euro. Un dato che, secondo Confapi, dimostra chiaramente la forte domanda di innovazione da parte delle imprese, soprattutto nel Sud.
Impatto sulle PMI del Sud: investimenti a rischio
La revisione delle risorse, derivante da uno spostamento di fondi verso altri capitoli di spesa, incide direttamente sulla capacità delle imprese di pianificare investimenti.
Nel Sud, il problema è ancora più accentuato:
- accesso al credito più costoso
- minore liquidità disponibile
- maggiore dipendenza dagli incentivi pubblici
“In questi territori – evidenzia Marrone – la certezza dell’incentivo fiscale rappresenta una leva fondamentale per colmare il gap tecnologico e strutturale”.
Instabilità normativa e effetti sul mercato del Sud
Un altro punto critico riguarda la modifica degli impegni assunti dal Governo il 18 novembre. Secondo Confapi, questo cambio di rotta genera instabilità normativa, elemento particolarmente dannoso per le imprese del Sud che necessitano di certezze per pianificare strategie di crescita.
La revisione delle misure rischia infatti di:
- rallentare i processi di innovazione
- ridurre la competitività delle PMI
- frenare lo sviluppo economico del Sud
Competitività del Sud e scenario geopolitico
Marrone riconosce che l’attuale contesto geopolitico impone nuove scelte di bilancio, ma sottolinea come tagliare risorse all’innovazione sia una scelta rischiosa.
Soprattutto per il Sud, dove la modernizzazione del sistema produttivo è ancora in corso, sottrarre liquidità agli investimenti può avere effetti a lungo termine sulla competitività.

Sud e sviluppo: serve continuità negli incentivi
La posizione di Confapi è chiara: è necessario un ripensamento strategico delle politiche industriali. “La tenuta economica – conclude Marrone – specialmente nel Sud, non può prescindere dalla continuità dei supporti agli investimenti in beni strumentali e digitalizzazione”.
Il caso della Transizione 5.0 riaccende il dibattito sul ruolo degli incentivi nel sostenere lo sviluppo del Sud. Senza stabilità e continuità nelle misure, il rischio è quello di rallentare il percorso di crescita delle PMI meridionali, proprio in una fase cruciale per la loro trasformazione digitale.