Escalation in Medio Oriente con l’ultimatum di Trump a Teheran e un drone iraniano che colpisce una petroliera a Dubai. In Italia esplode il caso Delmastro, mentre il Ros ferma un 17enne che progettava una strage in una scuola. Domani l’Italia si gioca il Mondiale contro la Bosnia.
La giornata del 31 marzo si apre con una nuova e pericolosa escalation internazionale. Donald Trump alza lo scontro con l’Iran, Israele approva la pena di morte per i terroristi e il Medio Oriente torna a essere il principale focolaio di instabilità mondiale, con ripercussioni immediate anche sui mercati energetici.
Il presidente americano parla di “grandi progressi” nei colloqui con il “nuovo regime” iraniano, ma lancia anche un avvertimento durissimo. Se non si arriverà rapidamente a un accordo, gli Stati Uniti potrebbero colpire impianti elettrici, pozzi petroliferi e l’isola di Kharg, uno dei nodi strategici del sistema energetico iraniano. Teheran respinge la pressione americana, definisce “irragionevoli” le proposte di Washington e nega contatti diretti con gli Usa.
Nel frattempo la crisi si allarga. Un drone iraniano ha colpito una petroliera nel porto di Dubai, facendo impennare il prezzo del Brent e rilanciando l’allarme sulla sicurezza delle rotte energetiche. La Spagna ha chiuso lo spazio aereo ai voli coinvolti nel conflitto. Nel sud del Libano, inoltre, si aggrava il bilancio degli scontri: quattro soldati israeliani sono morti e tre caschi blu indonesiani della missione Unifil sono rimasti uccisi tra i due fuochi. La Francia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu.
Sempre sul fronte mediorientale, Israele ha approvato in via definitiva la legge che introduce la pena di morte per gli atti di terrorismo. Il provvedimento, sostenuto dal premier Benjamin Netanyahu, ha scatenato le proteste dell’Autorità nazionale palestinese e della comunità internazionale. Il punto più contestato riguarda la formulazione della norma, che secondo i critici restringerebbe di fatto l’applicazione ai soli palestinesi, escludendo i presunti terroristi ebrei. L’Associazione per i diritti civili in Israele ha già annunciato ricorso alla Corte suprema.
In Italia, intanto, si allarga il caso politico-giudiziario che coinvolge Andrea Delmastro. Secondo l’accusa della Dda di Roma, Miriam Caroccia avrebbe riciclato soldi del clan camorristico dei Senese nella società “Le 5 Forchette”, di cui è stato azionista anche l’ex sottosegretario alla Giustizia. Nell’indagine è coinvolto anche il padre della ragazza, Mauro Caroccia, già condannato in via definitiva per reati di mafia, riciclaggio e intestazione fittizia di beni.
Delmastro sarà ascoltato anche in Commissione Antimafia. Intanto sul sito della Camera è comparso un aggiornamento della sua situazione patrimoniale con passaggi societari che in precedenza non risultavano. Le opposizioni chiedono a Giorgia Meloni di riferire in Aula. Nelle stesse ore Elena Chiorino, coinvolta nella vicenda, si è dimessa anche da assessora.
Il caso agita la maggioranza ma, almeno ufficialmente, non apre scenari di crisi imminente. Antonio Tajani esclude il voto anticipato e assicura che le elezioni non sono nell’agenda del governo. Matteo Salvini conferma che l’esecutivo andrà avanti fino a fine legislatura e invita l’Europa a sospendere subito il Patto di Stabilità. Giorgia Meloni frena sull’ipotesi di un rimpasto, ma ragiona sulla sostituzione della ministra del Turismo Daniela Santanchè e dello stesso Delmastro dopo le dimissioni. In Forza Italia, però, resta alta la tensione: Roberto Occhiuto chiede “aria fresca” e si allontana l’incontro tra Tajani e Marina Berlusconi.
Sul fronte della sicurezza, i carabinieri del Ros hanno fermato un diciassettenne residente a Perugia che, secondo gli investigatori, stava pianificando una strage in un liceo di Pescara. Il ragazzo, descritto come immerso in un delirio razzista e suprematista, consultava manuali online per costruire armi e ordigni e aveva annunciato l’intenzione di fare “una strage come a Columbine” prima di suicidarsi. Frequentava inoltre un gruppo Telegram in cui venivano celebrati autori di massacri di massa come Breivik. Altri sette minorenni sono indagati per propaganda e istigazione all’odio razziale.
Sempre sul versante della cronaca, è stata dimessa la professoressa accoltellata a Trescore Balneario da un tredicenne. La docente ha raccontato che il colpo l’ha raggiunta a un millimetro dall’aorta e che a salvarla è stato l’intervento di un altro studente di 13 anni.
Infine lo sport. Domani l’Italia si gioca tutto a Zenica contro la Bosnia nella finale playoff che vale l’accesso al Mondiale, dopo due esclusioni consecutive. Azzurri attesi da una partita senza appello. Oggi l’ultimo allenamento a Coverciano, poi la partenza per Sarajevo. Gennaro Gattuso non si nasconde: se l’Italia non dovesse qualificarsi, ha detto il ct, sarà una mazzata e lui si assumerà tutte le responsabilità. In attacco dovrebbe affidarsi alla coppia Retegui-Kean. La pressione è massima: per gli azzurri è una sfida da dentro o fuori.