La grande distribuzione organizzata nel Centro-Sud accelera più del Nord, ma continua a muoversi in un contesto più fragile, segnato da redditi più bassi, maggiore frammentazione e una competizione più articolata. È questa la fotografia scattata da Bain & Company in occasione del Marketing & Retail Summit 2026, da cui emerge una dinamica chiara: il Mezzogiorno corre di più, ma resta un mercato più complesso da presidiare.

Secondo i dati riportati, il mercato del Sud Italia ha registrato una crescita annua del 4,4%, contro il 2,8% del Centro-Nord. Un ritmo circa 1,6 volte superiore, che conferma il potenziale di espansione dell’area, pur a fronte di dimensioni complessive ancora inferiori di circa il 40% rispetto al resto del Paese. Il divario nei redditi resta infatti significativo, attorno al 20%, con differenze ancora più marcate tra città e province.

A spiegare questa dinamica è anche la struttura stessa del mercato meridionale. Gli operatori, intercettando una domanda più eterogenea e più sensibile al prezzo, hanno costruito nel tempo portafogli di insegne più ampi rispetto al Centro-Nord: in media 5,1 brand contro 3,9. Una pluralità che consente di presidiare fasce di clientela diverse e, parallelamente, rafforza il peso dei prodotti locali, che nel Mezzogiorno superano il 14% di incidenza rispetto al resto d’Italia. Un dato che segnala quanto il radicamento territoriale resti uno degli elementi distintivi dell’area.

Per Andrea Petronio, senior partner e responsabile italiano retail di Bain & Company, questa crescita conferma il potenziale del Centro-Sud, ma mette anche in evidenza la necessità di evolvere i modelli operativi. Il radicamento locale, da solo, non basta più in un contesto di margini sotto pressione. Servono invece operazioni di M&A e joint venture, investimenti mirati e strumenti capaci di difendere la redditività in un mercato sempre più orientato alla convenienza.

In questo scenario, la tecnologia viene indicata come uno dei principali fattori abilitanti. In particolare, l’intelligenza artificiale potrebbe generare un miglioramento dell’Ebit fino a 3-4 punti percentuali. Bain stima che circa il 30% delle attività sia automatizzabile, con una crescita dei ricavi compresa tra il 5% e il 15% e un incremento della produttività fino al 15% nelle funzioni di supporto.

Il quadro che emerge, quindi, è duplice. Da un lato il Sud mostra una capacità di crescita superiore e una vitalità commerciale che lo rendono un’area strategica per la distribuzione moderna. Dall’altro, la tenuta nel lungo periodo dipenderà dalla capacità degli operatori di combinare presidio territoriale, disciplina industriale e innovazione tecnologica. È su questo equilibrio che si giocherà la trasformazione della complessità del mercato in un vantaggio competitivo sostenibile

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