Milano e la Lombardia restano il cuore italiano dei data center, ma il loro primato comincia a mostrare i primi limiti. La domanda di nuovi allacci alla rete elettrica continua a crescere, gli investimenti non si fermano, ma il sovraffollamento infrastrutturale sta spingendo sempre più operatori a cercare alternative fuori dall’area metropolitana e, sempre più spesso, anche nel Mezzogiorno.
È il segnale di un cambiamento che riguarda uno dei settori più strategici della nuova economia digitale. La concentrazione di data center attorno a Milano è stata finora favorita dalla presenza di imprese, servizi avanzati, ricerca e grandi reti di connessione. Ma oggi proprio questa centralità rischia di trasformarsi in un collo di bottiglia. Secondo quanto riportato nell’articolo, il problema non è tanto la mancanza assoluta di energia, quanto la difficoltà di ottenere nuova potenza in tempi rapidi e di connettersi a una rete già sotto forte pressione.
La fotografia del fenomeno è chiara anche nei dati: tra il 2019 e marzo 2026 le richieste di connessione a Terna sono salite fino a 82 gigawatt, mentre il numero delle richieste è aumentato fino a 450. Nel grafico a pagina 3 si vede una crescita molto rapida soprattutto dal 2023 in avanti, segno di una domanda diventata ormai strutturale.
Il punto è che l’iter autorizzativo e la realizzazione delle infrastrutture non riescono a tenere lo stesso passo. Nell’area di Milano, si legge, i tempi per ottenere la disponibilità di potenza e completare il collegamento alla rete possono ormai allungarsi fino a cinque anni. Una frenata significativa per un mercato che ha bisogno di rapidità, soprattutto nella fase attuale di accelerazione legata al cloud, all’intelligenza artificiale e ai servizi digitali avanzati.
Per questo gli operatori hanno iniziato ad allargare il raggio d’azione. Una prima tendenza porta verso aree non troppo lontane da Milano, come Magenta, Lodi o Brescia, in una sorta di espansione progressiva della cintura metropolitana. Una seconda direttrice, invece, guarda alle città portuali e ai territori affacciati sul mare, dove approdano i cavi internet delle reti globali e dove la vicinanza alle dorsali internazionali può diventare un vantaggio competitivo decisivo.
Ed è qui che entra in gioco il Sud. L’articolo segnala che il Mezzogiorno sta diventando sempre più attrattivo grazie a una combinazione di fattori: disponibilità di fonti energetiche rinnovabili, iter autorizzativi più favorevoli e presenza delle Zes, le Zone economiche speciali, che garantiscono incentivi fiscali e semplificazioni amministrative.
Tra i territori che si stanno muovendo con maggiore decisione c’è Bari, indicata come uno dei poli emergenti. Il capoluogo pugliese può contare sull’approdo dei cavi sottomarini, sulla disponibilità di energia legata al passato industriale del territorio e su un contesto istituzionale che punta ad agevolare nuovi insediamenti. Un ruolo importante lo gioca anche il Politecnico di Bari, considerato un punto di forza nella formazione di ingegneri e professionalità necessarie allo sviluppo del settore.
La mappa pubblicata a pagina 4 fotografa bene la geografia della domanda: nell’agosto 2025 circa 45 GW di potenza richiesta si concentravano nel Nord, contro circa 4 GW nel Centro e 5 GW nel Sud. Ma la stessa infografica segnala che una quota crescente delle richieste comincia a spostarsi verso il Mezzogiorno, con particolare evidenza in Puglia e Sicilia.
Il risultato è che il sistema italiano dei data center sta entrando in una nuova fase. Milano resterà il polo principale, ma non più l’unico. La saturazione dell’area lombarda, unita alla necessità di ridurre tempi e costi, sta favorendo una distribuzione più ampia degli investimenti. E così la corsa ai server, partita dal Nord, comincia ora a ridisegnare anche la geografia industriale del Sud.
Data center, i numeri chiave
82 GW
Le richieste di connessione a Terna arrivate fino a marzo 2026.
450 domande
Il numero complessivo delle richieste di connessione registrate a marzo 2026, contro le 5 del 2019.
238 MW
La potenza installata citata per Milano, oggi tra i principali hub europei dei data center.
5 anni
Il tempo che nell’area milanese può servire per ottenere l’allaccio e la disponibilità effettiva di potenza.
45 GW al Nord
La quota di potenza richiesta concentrata nel Nord ad agosto 2025.
4 GW al Centro
La quota di potenza richiesta nel Centro Italia.
5 GW al Sud
La quota di potenza richiesta nel Mezzogiorno, in crescita grazie a energia, cavi sottomarini e Zes.
4,5 GW in Puglia
La regione meridionale con il maggior peso nelle richieste di potenza, davanti alla Sicilia con 0,5 GW.
13-15 milioni per MW
Il costo stimato per realizzare un data center: un impianto da 100 MW supera il miliardo di euro.