Retegui esposito

Rino Gattuso riparte da una certezza: Moise Kean. Nella vittoria dell’Italia contro l’Irlanda del Nord a Bergamo, il ct ha visto confermate molte delle sue convinzioni, a cominciare dal peso dell’attaccante della Fiorentina, sempre più centrale nel nuovo corso azzurro.

Il secondo gol segnato giovedì sera ha acceso l’entusiasmo del tecnico, che ha reagito con un’espressione quasi sorpresa, a testimonianza di quanto quel lampo offensivo abbia rappresentato molto più di una semplice rete. Con quella marcatura, Kean ha agganciato un primato che resisteva dai tempi di Totò Schillaci a Italia ’90, andando in gol per la quinta partita consecutiva con la maglia della Nazionale.

Kean sempre più leader dell’attacco

Anche se non era al meglio della condizione, Kean ha saputo andare oltre la fatica, confermando una qualità che Gattuso considera fondamentale: la capacità di lasciarsi scivolare addosso pressione e difficoltà. È anche per questo che, oggi, il centravanti della Fiorentina rappresenta il punto fermo dell’attacco azzurro.

I numeri parlano chiaro: 12 gol in Nazionale, con una media di una rete ogni 99 minuti, fanno di lui la prima vera certezza offensiva da cui ripartire. Nel progetto del ct, lì davanti, il nome di Kean non sembra in discussione.

Pio Esposito cresce, ma Retegui resta in corsa

Se Kean appare intoccabile, diverso è il discorso per chi dovrà affiancarlo. Il gol in contropiede fallito da Mateo Retegui a inizio ripresa contro l’Irlanda del Nord, sul risultato ancora fermo sullo 0-0, e il buon impatto di Pio Esposito hanno riaperto il tema del centravanti da schierare accanto a Kean.

L’ingresso del giovane attaccante interista ha lasciato segnali importanti, come accade spesso anche in campionato, e il boato del pubblico di Bergamo al suo ingresso in campo è sembrato quasi una candidatura popolare per una maglia da titolare.

Gattuso, però, ragiona anche sugli equilibri del gruppo e sulla gestione delle pressioni. Durante l’inverno ha voluto far sentire vicino Retegui, andando persino a trovarlo in Arabia Saudita per ribadirgli la centralità nel progetto azzurro e il peso specifico di queste partite. Per questo non sarebbe sorprendente rivedere proprio lui dal primo minuto martedì a Zenica, al centro dell’attacco, in coppia con Kean.

Il doppio centravanti resta l’idea di Gattuso

Il modulo con due punte, lanciato dal ct, nasce proprio attorno alla coppia Kean-Retegui. Pio Esposito, dal canto suo, continua a crescere e a mandare segnali positivi, ma in questa fase sembra rendere di più entrando a partita in corso, quando può sfruttare energia, ritmo e adrenalina contro difese già stanche.

Anche su questo Gattuso sta riflettendo. Il talento dell’attaccante interista è evidente, ma il peso di una maglia da titolare in una partita così delicata è un’altra storia. E il ct, prima di scegliere, valuterà anche questo aspetto.

A centrocampo pochi dubbi, ma serve più ritmo

Tra esercizi di alleggerimento e le sue consuete urla a metà tra rimprovero e battuta, Gattuso sembra orientato a confermare in larga parte la formazione vista all’andata. Ma la sfida con l’Irlanda del Nord ha lasciato anche indicazioni su un centrocampo apparso a tratti troppo statico, soprattutto nel primo tempo, quando tutta la squadra è sembrata frenata dalla tensione.

Il tecnico, però, non ha vissuto quei passaggi con allarme. La sua filosofia è chiara: in questo momento conta prima di tutto vincere. Il bel gioco può aspettare.

Tra i più affidabili resta Sandro Tonali, che anche se non in perfette condizioni ha risposto da combattente, come spesso gli accade. Gattuso lo considera una colonna della squadra, e al di là del gol pesante che ha sbloccato la semifinale, la sua presenza appare imprescindibile.

Barella e Locatelli verso la conferma

Anche Nicolò Barella e Manuel Locatelli restano in vantaggio per una maglia da titolare. L’interista, però, non sembra ancora al massimo della forma, mentre il centrocampista juventino appare alla ricerca di continuità e fiducia.

Gattuso, da questo punto di vista, lavora molto sul piano emotivo. Con Locatelli ha scherzato a lungo anche nell’ultima seduta, convinto che far sentire il peso e il cuore della Nazionale sia il modo migliore per tirare fuori le sue qualità. La chiave, per il ct, resta una: aumentare la velocità del pallone. Da lì dipende quasi tutto, compreso il ritmo del centrocampo.

Barella resta favorito, anche se la freschezza di Pisilli è un’insidia concreta. In una partita che vale moltissimo, però, nessuno è davvero intoccabile.

Verso Zenica con un solo obiettivo

L’Italia si avvicina così alla trasferta in Bosnia con un’idea piuttosto chiara: affidarsi alle proprie certezze, puntare sull’istinto e sui gol di Kean, e cercare una vittoria anche senza brillare.

Gattuso vuole una squadra concreta, intensa, capace di assorbire la pressione e restare dentro la partita fino in fondo. La nuova storia azzurra che il ct prova a scrivere passa da qui: meno estetica, più sostanza. E soprattutto da un attacco che, almeno oggi, ha trovato nel numero 9 della Fiorentina il suo punto fermo.

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