La nuova linea Napoli-Bari può diventare uno degli assi strategici dell’alta velocità nel Mezzogiorno. Trenitalia è pronta a sviluppare al massimo l’offerta sulla tratta, ma il successo del servizio dipenderà anche dalla risposta dei territori e dalla domanda effettiva di mobilità.

A dirlo è Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Trenitalia, intervenuto a Napoli al convegno “Il Mezzogiorno dopo il Pnrr”. “Noi abbiamo nel nostro piano la volontà di sfruttare al massimo queste infrastrutture”, ha spiegato, sottolineando che un servizio ad alta velocità e “a mercato” sulla Napoli-Bari rappresenta “una grandissima opportunità”.

Il ragionamento di Trenitalia è legato alla crescita progressiva dell’alta velocità in Italia. Secondo Strisciuglio, l’offerta ferroviaria si sviluppa quando incontra una domanda solida: “Quando è nata la stazione di Reggio Emilia fermavano dieci treni, oggi ne fermano cento di alta velocità”. Un esempio che, per l’ad, dimostra come i servizi possano non solo seguire la domanda, ma anche stimolarla.

La Napoli-Bari è una delle opere ferroviarie più rilevanti per il Sud. A febbraio Rfi ha annunciato un nuovo avanzamento dei lavori sulla linea AV/AC con l’attivazione della tratta Cancello-Frasso Telesino-Dugenta, nell’ambito di un investimento complessivo di circa 1,7 miliardi di euro. L’obiettivo indicato in più occasioni è ridurre sensibilmente i tempi di collegamento tra Campania e Puglia, con Bari-Napoli in circa due ore e Bari-Roma in circa tre ore.

Per sostenere la nuova capacità infrastrutturale, Trenitalia punta anche sul rinnovo della flotta. Strisciuglio ha ricordato il piano da quasi due miliardi di euro per l’arrivo di 74 nuovi Frecciarossa entro il 2030, un investimento realizzato con risorse di Trenitalia e non riconducibile direttamente al Pnrr.

“Con questa capacità — ha aggiunto Strisciuglio, ricordando anche le proprie origini baresi — l’obiettivo è sfruttare al massimo queste infrastrutture”. La società, ha spiegato, sta studiando “tutte le modalità” per utilizzare da subito la nuova capacità di rete e le tecnologie disponibili.

La partita, dunque, non riguarda solo binari e treni. La vera sfida sarà trasformare la Napoli-Bari in un corridoio stabile di mobilità, capace di collegare più rapidamente due grandi aree del Mezzogiorno e di rafforzare le connessioni del Sud con il resto del Paese.

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