I due ragazzi sono accusati di tentato omicidio per i fatti del 18 gennaio. Tra loro anche il fratello 15enne di Luigi Baldi, condannato per l’uccisione del giovane musicista Giovanbattista Cutolo. La madre di Giogiò: “Così rischiamo un nuovo caso”
Nuovo sviluppo giudiziario a Napoli in una vicenda che riporta al centro il tema della violenza minorile e delle baby gang. Due minorenni sono stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio per la sparatoria avvenuta il 18 gennaio scorso al Rione Sanità.
Tra i due arrestati c’è anche un ragazzo di appena 15 anni, fratello di Luigi Baldi, il giovane già condannato per l’omicidio di Giovanbattista Cutolo, detto Giogiò, il musicista ucciso nella notte del 31 agosto 2023 in piazza Municipio, a Napoli.
Il riassunto della vicenda
L’indagine riguarda la sparatoria avvenuta al Rione Sanità lo scorso gennaio, per la quale ora sono stati arrestati due minorenni con l’accusa di tentato omicidio. La notizia ha avuto particolare risonanza perché uno dei due è il fratello minore di Luigi Baldi, già condannato a 20 anni di carcere nel marzo 2024 per l’assassinio di Giogiò Cutolo.
Il nuovo arresto riaccende così l’attenzione su una famiglia già segnata da una vicenda criminale che aveva profondamente colpito Napoli e l’opinione pubblica nazionale.
Il precedente: l’omicidio di Giogiò Cutolo
Il nome della famiglia Baldi era già emerso nel caso che ha scosso la città nell’estate del 2023. Giogiò Cutolo, giovane musicista napoletano, fu ucciso a colpi di arma da fuoco in piazza Municipio nella notte del 31 agosto 2023.
Per quell’omicidio Luigi Baldi, che all’epoca era minorenne, è stato condannato nel marzo 2024 a una pena di 20 anni di reclusione.
L’arresto del fratello minore per un nuovo episodio di sangue rilancia ora il dibattito sulla devianza giovanile, sul ruolo delle famiglie e sulla prevenzione.
Lo shock della madre di Giogiò
A commentare la notizia è stata Daniela Di Maggio, madre di Giogiò Cutolo, che ha espresso tutto il suo sgomento: “Sono sconvolta, senza parole”.
Da tempo impegnata pubblicamente sul fronte della prevenzione e della lotta alla violenza giovanile, Di Maggio ha ribadito la necessità di un intervento più forte dello Stato, a partire dal monitoraggio dei contesti familiari più esposti al rischio.
Secondo la madre del giovane musicista, occorrerebbe infatti seguire con attenzione le madri che hanno figli detenuti, per evitare che altri adolescenti crescano nello stesso ambiente criminale.
La proposta: un reato di “apologia di mafia”
Nel suo intervento, Daniela Di Maggio ha rilanciato anche una proposta precisa: introdurre il reato di “apologia di mafia” per contrastare i contenuti che circolano sui social, in particolare su TikTok, dove spesso compaiono video di giovanissimi che esibiscono armi o ostentano modelli criminali.
Per la madre di Giogiò, questi contenuti non sono semplici provocazioni o fenomeni marginali, ma segnali di una cultura della violenza che attecchisce sempre più presto tra i ragazzi.
“Non venga rimesso in libertà”
Di Maggio ha poi lanciato un appello alla magistratura, chiedendo che il giovane arrestato non venga rimesso in libertà. Il timore, ha detto, è che senza una risposta ferma si possa assistere a nuovi episodi tragici.
“Altrimenti avremo un nuovo Giogiò”, ha dichiarato, denunciando ancora una volta l’insufficienza degli strumenti a disposizione per intervenire in tempo su adolescenti già inseriti in contesti devianti o attratti dalla criminalità.
Un allarme che torna al centro
L’arresto dei due minorenni per la sparatoria del Rione Sanità riporta dunque al centro una questione che a Napoli, ma non solo, resta aperta: quella della violenza giovanile, del fascino esercitato dai modelli criminali e della difficoltà di interrompere in tempo percorsi che portano ragazzi sempre più giovani a impugnare armi e a commettere reati gravissimi.
Una nuova vicenda che, oltre agli sviluppi giudiziari, riaccende il confronto su prevenzione, responsabilità familiari e presenza dello Stato nei territori più fragili.