È tutto pronto per la Maturità 2026. A meno di tre mesi dalla prima prova, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato l’ordinanza che disciplina il nuovo esame di Stato, recependo le modifiche introdotte dal Dl 127/2025 e dal decreto ministeriale sulle materie della seconda prova pubblicato a fine gennaio.

Per circa 500mila studenti dell’ultimo anno delle superiori, si annuncia un esame con diverse novità: dall’orale limitato a quattro discipline alla nuova stretta sul comportamento, fino alle commissioni ridotte da sette a cinque membri. E soprattutto viene chiarito un punto: chi tenterà la cosiddetta “scena muta” rischierà la bocciatura.

Quando inizia la Maturità 2026

La prima prova scritta è fissata per mercoledì 18 giugno 2026 alle 8.30. Si tratta del tradizionale scritto di italiano, uguale su scala nazionale, che durerà sei ore e servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e quelle logico-critiche degli studenti.

La seconda prova si svolgerà invece giovedì 19 giugno, sempre con carattere nazionale, e riguarderà le materie di indirizzo già individuate dal ministero a gennaio. Tra queste ci sono, ad esempio, Latino al liceo classico, Matematica allo scientifico ed Economia aziendale negli istituti tecnici dell’indirizzo Amministrazione, finanza e marketing.

Le nuove regole per essere ammessi

Per essere ammessi all’esame di Stato, gli studenti dovranno rispettare i requisiti già previsti negli ultimi anni: aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale, aver partecipato alle prove Invalsi e aver svolto i percorsi di scuola-lavoro.

Resta inoltre necessario avere almeno il sei in tutte le discipline, anche se un eventuale cinque potrà essere compensato con una delibera del consiglio di classe.

La vera novità riguarda però il voto in comportamento. Chi avrà sei in condotta sarà comunque ammesso, ma dovrà presentare all’orale un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, definito dal consiglio di classe. Con il cinque in comportamento, invece, non si sarà ammessi all’esame.

Come cambia il colloquio orale

Una delle novità più rilevanti riguarda il colloquio. Fino allo scorso anno l’orale si sviluppava come un momento unitario, articolato però in più fasi. Dal 2026, invece, l’esame cambia struttura.

Lo studente inizierà con una breve riflessione sul proprio percorso scolastico e personale, anche facendo riferimento a interessi, attività e hobby indicati nel curriculum dello studente.

Successivamente si entrerà nel vivo con le domande della commissione sulle quattro discipline individuate dal ministero. A queste si aggiungeranno poi i passaggi già noti: la parte dedicata ai Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, con una relazione o un elaborato multimediale, le competenze di educazione civica e la discussione delle prove scritte.

Stop alla “scena muta”

L’ordinanza mette nero su bianco anche un altro principio: non sarà possibile affrontare l’orale senza rispondere, come era accaduto in alcuni casi lo scorso anno. Il divieto di fare “scena muta” viene esplicitato chiaramente e rappresenta uno dei segnali più netti della riforma voluta dal ministero.

Il messaggio è chiaro: il colloquio dovrà essere sostenuto in modo effettivo e non potrà essere svuotato di contenuto.

Commissioni più leggere: da 7 a 5 membri

Cambia anche la composizione delle commissioni. Non saranno più formate da sette membri, ma da cinque: due commissari interni, due esterni e il presidente.

Per i componenti delle commissioni è inoltre prevista una formazione specifica. Le candidature per commissari esterni e presidenti resteranno aperte fino al 13 aprile, mentre la prima riunione plenaria è già fissata per il 16 giugno 2026 alle 8.30.

Crediti e voto finale

Non cambia il sistema dei crediti scolastici, che continuano a pesare fino a un massimo di 40 punti complessivi. Il punteggio viene maturato nel secondo biennio e nell’ultimo anno: 12 punti al terzo anno, 13 al quarto e 15 al quinto.

Anche su questo fronte, però, il comportamento incide di più: il punteggio massimo del credito potrà essere attribuito soltanto agli studenti con almeno 9 in condotta.

Il voto finale resta espresso in centesimi. Ogni prova può valere fino a 20 punti, a cui si sommano i 40 del credito scolastico. La soglia minima per superare l’esame è 60/100, mentre il massimo resta 100/100. La commissione potrà assegnare fino a tre punti bonus, ma solo a chi parte da almeno 97 punti. Per ottenere la lode servirà l’unanimità dei commissari.

Le novità più importanti in sintesi

La Maturità 2026 si presenta dunque come un esame più definito nelle regole e più rigido su alcuni aspetti. Le principali novità sono tre: il colloquio ristretto a quattro materie, la stretta sul comportamento e il chiarimento sul fatto che non sarà ammesso sottrarsi all’orale.

Accanto a questo, il ministero punta anche su una macchina organizzativa più snella, con commissioni ridotte ma chiamate a una preparazione specifica.

Per gli studenti il conto alla rovescia è già iniziato: il primo appuntamento è fissato per il 18 giugno, quando prenderà ufficialmente il via l’esame di Stato 2026.

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