Un passo falso che pesa tantissimo. Il Napoli si ferma a Parma e vede allontanarsi, forse definitivamente, il sogno scudetto. Il pareggio del Tardini consegna di fatto all’Inter il match point nella corsa al titolo, subito sfruttato dai nerazzurri sul campo del Como.
La partita dei campani si complica praticamente subito. Dopo appena 34 secondi, una lettura sbagliata di Juan Jesus sulla combinazione tra Elphege e Strefezza, innescata dal lungo rilancio di Suzuki, spalanca la porta al vantaggio del Parma firmato dall’attaccante brasiliano. Un episodio che Antonio Conte, a fine gara, indica chiaramente come decisivo: dettagli che fanno la differenza, soprattutto in una squadra che costruisce la propria identità proprio sull’attenzione tattica.
Il tecnico non nasconde il disappunto per una situazione di gioco “su cui in allenamento lavoriamo tantissimo”. E proprio Juan Jesus, apparso ancora in difficoltà nel corso del primo tempo e poi travolto dal nervosismo, resta negli spogliatoi all’intervallo.
Da lì in avanti la gara segue un copione preciso: il Napoli tiene il pallone, attacca, ma fatica a trovare spazi negli ultimi trenta metri. Il 75% di possesso palla fotografa bene una sfida dominata territorialmente dagli azzurri, ma resa sterile dalla compattezza del Parma.
Il pareggio arriva al quarto d’ora della ripresa con McTominay, ancora una volta decisivo. Lo scozzese sfrutta al meglio i cambi di Conte e si conferma uomo chiave della stagione: con 12 reti è fin qui uno dei centrocampisti più prolifici d’Europa. Ma il gol dell’1-1 non basta per completare la rimonta.
A cambiare il ritmo della partita è soprattutto l’ingresso di Alisson Santos, che porta velocità, uno contro uno e imprevedibilità su una fascia fino a quel momento poco incisiva. Il suo impatto offre al Napoli una soluzione diversa rispetto all’ostinata ricerca degli spazi centrali, dove il muro del Parma regge con ordine e intensità.
La squadra di casa, infatti, resiste fino alla fine con solidità e organizzazione. Suzuki si esalta in più occasioni, mentre l’ultima vera chance capita a Elmas, che su cross di Gutierrez impatta il pallone con la spalla invece che di testa, spegnendo le residue speranze azzurre.
Conte, però, prova a guardare avanti. Il colpo incassato è duro, ma l’allenatore invita l’ambiente a restare concentrato: “Il nostro sogno era legato esclusivamente a chi ci sta davanti e, vedendo i numeri dell’Inter, è complicato. Continuiamo il nostro percorso: mancano sei partite, ma bisogna blindare la qualificazione in Champions, che resta l’obiettivo principale”.
Un messaggio chiaro, anche in prospettiva futura. Il Napoli ora deve mettere al sicuro i punti necessari per programmare la prossima stagione, che passerà anche dal confronto di fine maggio tra Conte e De Laurentiis. Sullo sfondo resta il tema del futuro dell’allenatore, accostato anche alla panchina della Nazionale: “Non ho dato alcuna disponibilità, ho un contratto qui”, ha precisato.
Il futuro, però, può attendere. Il presente dice che il Napoli interrompe la striscia di cinque vittorie consecutive e inciampa proprio nel momento più delicato. Il sogno tricolore si spegne quasi del tutto al Tardini. Adesso resta da blindare la Champions e chiudere al meglio la stagione.