Il Mezzogiorno ha registrato, negli ultimi anni, una crescita del Pil superiore a quella media nazionale, riducendo uno storico divario con il resto del Paese. A sottolinearlo è Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, intervenuto con un messaggio al convegno della Fondazione Merita dal titolo “Il Mezzogiorno dopo il Pnrr”, in corso a Napoli.
Secondo Gros-Pietro, tra il 2019 e il 2024 la dinamica di crescita del Pil meridionale ha superato quella nazionale di due punti percentuali, con un incremento cumulato del 7,7% contro il 5,8% dell’intero Paese. Un dato che, a suo avviso, indica la possibilità di “invertire un divario storico” e di avviare un percorso di sviluppo più omogeneo.
Per il presidente di Intesa Sanpaolo, una parte rilevante di questo miglioramento è legata al Pnrr, sia per i contenuti sia per il suo modello di finanziamento su scala europea. Gros-Pietro ha richiamato il concetto di “debito buono”, sostenendo che un debito pubblico ben emesso e destinato a investimenti produttivi sul piano economico e sociale non rappresenta necessariamente un peso per le generazioni future, ma può invece contribuire ad alimentare crescita e nuova ricchezza.
Nel suo intervento, Gros-Pietro ha anche rivendicato il ruolo di Intesa Sanpaolo nel Mezzogiorno, definendola “la maggiore banca del Sud” in termini di attività finanziaria sul territorio. Un posizionamento che, ha assicurato, porterà il gruppo a continuare a sostenere lo sviluppo dell’area anche nei prossimi anni.
Un passaggio del discorso è stato dedicato anche al tema del debito comune europeo come strumento per finanziare investimenti sistemici, sul modello del Pnrr. Secondo Gros-Pietro, un ricorso strutturato a questo tipo di emissioni contribuirebbe a rafforzare il mercato finanziario europeo, rendendolo più ampio, profondo e liquido, e quindi più competitivo rispetto a quello statunitense.
Il presidente di Intesa Sanpaolo ha inoltre messo in guardia dai rischi che, a suo giudizio, si stanno accumulando negli Stati Uniti, citando sia le tensioni emerse nel sistema bancario americano dopo i fallimenti di alcune banche regionali, sia il possibile sviluppo di una bolla legata agli investimenti nell’intelligenza artificiale, nelle infrastrutture di calcolo e nella capacità energetica collegata.
Da qui la conclusione: per Gros-Pietro, “fare debito europeo buono si può, se lo si investe bene”. E in questo scenario, ha aggiunto, le banche europee sono solide, con Intesa Sanpaolo pronta a crescere insieme al Mezzogiorno.