Napoli accelera verso l’America’s Cup 2027 e dalla cabina di regia su Bagnoli arrivano segnali che alimentano entusiasmo e aspettative. Il dato che filtra da Roma è considerato particolarmente incoraggiante: se a Barcellona 2024 le barche in gara erano sei, a Napoli 2027 potrebbero essere sette. Un confronto che misura il crescente interesse internazionale attorno alla città e alla competizione velica più prestigiosa al mondo.
Il focus è tutto su Bagnoli, destinata a diventare il cuore operativo dell’evento. Sulla colmata a mare sorgeranno infatti gli hangar e le gru necessari per varare le imbarcazioni, le “Formula 1 del mare”, protagoniste della competizione del 2027.
Ma il primo vero banco di prova arriverà prima. La città si prepara infatti a ospitare le pre-regate, previste a luglio 2026, proprio a Bagnoli. Un appuntamento strategico, che servirà non solo a testare la base operativa, ma anche a misurare concretamente la capacità attrattiva di Napoli in vista dell’evento principale.
A colpire Governo e Sport e Salute, la società controllata dal Mef che organizza l’evento, è stato soprattutto il forte flusso turistico registrato in città. I 400mila visitatori arrivati nel weekend di Pasqua vengono letti come un segnale importante: Napoli è già una meta turistica consolidata, ma la scommessa è che l’America’s Cup possa moltiplicarne ulteriormente l’appeal internazionale.
Il sindaco di Napoli e commissario per le bonifiche di Bagnoli, Gaetano Manfredi, dopo la cabina di regia si mostra fiducioso. “Ci stiamo avviando anche verso la definizione della data della regata preliminare che dovrebbe essere a luglio 2026 a Napoli”, ha spiegato, sottolineando come il cronoprogramma stia rispettando le scadenze previste.
Manfredi insiste su un punto chiave: l’intervento in corso non guarda soltanto all’America’s Cup. Il progetto per l’area occidentale, spiega, rappresenta anche un’anticipazione della bonifica a mare e si inserisce in un obiettivo più ampio: restituire il mare di Bagnoli alla città.
Proprio per questo il rispetto dei tempi è considerato decisivo. Le pre-regate serviranno a verificare il funzionamento dell’intera macchina organizzativa e, se necessario, a correggere eventuali criticità in vista del 2027. Non è ancora stato definito con precisione in quali acque si svolgeranno le regate preliminari, anche se l’ipotesi più probabile resta il Golfo di Napoli.
Ospitare le pre-regate significherebbe portare in città gli stessi equipaggi destinati a contendersi poi l’America’s Cup, con l’ambizione di trattenerli a Napoli fino all’edizione ufficiale del 2027. Un’occasione che avrebbe anche un forte impatto d’immagine: tenere aperta per mesi una finestra internazionale sulla città, sulle sue bellezze e sullo spettacolo della grande vela.
Sul fronte dei cantieri, il cronoprogramma prevede il completamento progressivo delle opere a terra destinate alle basi operative dei team a partire da luglio 2026. La priorità sarà data all’area riservata a Team New Zealand e ad altre due basi, mentre il completamento complessivo è atteso entro ottobre 2026.
Procedono intanto anche le opere a mare, in particolare la realizzazione delle scogliere di protezione, fondamentali per mettere al riparo lo specchio d’acqua antistante la colmata dalle mareggiate e consentire così l’alaggio delle imbarcazioni. Secondo la relazione presentata da Manfredi in cabina di regia, il completamento delle attività in corso nell’area a mare è previsto dal primo ottobre 2026, in tempo utile per permettere l’avvio delle operazioni logistiche e l’insediamento dei team.
Napoli, dunque, stringe i tempi. E mentre i lavori a Bagnoli entrano nel vivo, l’America’s Cup comincia già a trasformarsi da grande evento sportivo a leva strategica per il rilancio dell’intera area occidentale della città.