In una notte di luglio del 2015 un’auto con a bordo una coppia di fidanzati, dopo una serata in discoteca, improvvisamente inverte la marcia sulla Tangenziale di Napoli e procede nella corsia “contromano” fino allo schianto con un’auto che procede nel senso opposto. Muoiono in due, mentre il conducente dell’auto “killer” viene arrestato. Ad oggi la vicenda processuale vede Nello Mormile condannato in Appello a dieci anni per duplice omicidio colposo, con la possibilità di rinvio in Cassazione.

A questa storia il giornalista Luca Maurelli ha dedicato un libro – “Viaggio al centro della NOTTE” (Guida editore, pp. 342, 17 euro, del quale è allegato l’ultimo capitolo) – che ricostruisce il caso con materiale inedito: perizie, intercettazioni, foto, lettere segrete. Il sudonline pubblica di seguito una sua recensione ed il link Youtube al surreale video dello schianto.

 

A cura di Giuseppe Pedersoli

Assisto ad una presentazione del libro di Luca Maurelli, “Viaggio al centro della notte”, una sera dello scorso agosto,mentre sono in vacanza ad Acciaroli (Cilento).Resto colpito dagli interventi dei relatori – tra i quali il sindaco del paesino Stefano Pisani –al punto da essere indotto a leggerlo.Mi colpisce anzitutto la vicenda, drammatica ed emblematica, di un episodio strettamente legato al disagio tipico dei nostri giorni, anzitutto tra i giovani. E’ storia vera, che la cronaca ha registrato in una notte di luglio, quando un’auto con a bordo una coppia di fidanzati – lui dj, lei fotografa – inverte la marcia sulla Tangenziale di Napoli e inizia un “contromano” che dura sei interminabili minuti e si conclude con uno schianto che uccide due persone: un padre di famiglia, Aniello Miranda che arrivava dalla parte giusta, e Livia Barbato, la ragazzina a bordo della vettura guidata da Nello Mormile, l’autista-kamikaze, il quale esce miracolosamente illeso dal botto.

Prima considerazione: il libro di Luca Maurelli nasce per essere volano di una serie di azioni che possano scongiurare il ripetersi di storie del genere. Anzitutto la prevenzione sull’utilizzo di alcol (o, peggio, di droghe) prima di mettersi al volante. Argomento che interessa chiunque, perché per le strade ci siamo tutti,a piedi o su qualche ruota.

Seconda considerazione. La lettura mi induce a sottolineare tuttavia un aspetto sicuramente meno importante di vite umane cancellate o disastrate. Parlo del piacere del testo, di un libro che è scritto benissimo, perché talvolta travalica il solco del resoconto giornalistico per prendere il passo del romanzo. Lo affermo però “accusando” l’autore che non ha avuto il coraggio di provare ad andare fino in fondo nella prova letteraria, tentando la strada di scrivere un vero e proprio romanzo. Eppure gli ingredienti c’erano tutti. Probabilmente il mestiere di giornalista ha preso il sopravvento sul narratore, ossia l’esigenza di pubblicare di “un libro d’inchiesta”, un volume che mette in primo piano la lettura, attentissima, di documenti del processo. Eppure, nonostante le intenzioni dell’autore, tra le carte della verità processuale emerge la vena dello scrittore. Il testo è avvincente, in alcuni passi addirittura poetico. Come accaderarissime volte, induce il lettore al pensiero di di essere presenti- fisicamente – sulla scena descritta. Come sul set di un film. La descrizione di Livia è a tratti commovente: una ragazza “alternativa” e anche studiosa, con l’hobby della fotografia che spera di tramutare in lavoro, ha appena avuto la bellissima notizia di un suo scatto pubblicato su Vogue. “Alternativa” sì, per i tatuaggi e i piercing che noi “vecchi” non accettiamo. Per il look. Ma ho sottolineato “anche” studiosa. Insomma una persona della quale finisci per innamorarti, complice il profilo tratteggiato da Maurelli.

E giungo così alla terza considerazione. Si termina la lettura del libro distogliendo l’attenzione dalla questione processuale, che punta a stabilire il grado di colpevolezza del dj Nello Mormile. Dieci o venti anni di reclusione non restituiranno Livia ai suoi genitori, ai suoi amici, a quelli che le volevano bene. Restano in primo piano gli scorci che l’autore ci fornisce sulla vita tragicamente interrotta della ragazza, alcune sue frasi, alcune riflessioni,alcuni scambi di battute con la mamma, Angela. Parole che fanno pensare, tanto.

Penso che il libro – ed è l’ultima considerazione – potrebbe avere un diverso titolo. Si potrebbe intitolare “Viaggio al centro della mente”, perché Maurelli ripercorre le tappe di una vicenda che ha molto anche di cerebrale.Anche se non si spinge fino alla introspezione psicologica, appare evidente che la storia ha un “epicentro”, che conduce forse all’unica verità plausibile, che è nella testa dell’autista folle.

Atti processuali, la descrizione dei personaggi, i dialoghi… tutto sembra preludere a un copione cinematografico o di una fiction televisiva. Anche l’incontro con la famiglia dell’assassino – o meglio il tentativo di incontro –  procura inquietudine nel lettore e lascia spazio a infinite spiegazioni. C’è poi una pletora di personaggi che incrociamo come in un romanzo o una fiction: la dottoressa del 118 che per prima ha soccorso le vittime dell’incidente; il commissario Fulvio Papa; il cantante neomelodico; gli amici della coppia Livia – Nello (che erano fidanzati da anni); la presunta amante di Nello. Potremmo chiamare in causa il teatro di Pirandello, in quanto non si giunge a un “perché”: in questo “viaggio” non conta la destinazione ma il percorso. Così l’opera di Luca Maurelli si compie. Il compimento sta nel ricordo di Livia, che resterà indelebile molto più delle macchie di sangue che il tragico impatto di una notte ha provocato.

 

IL PROFILO DELL’AUTORE

Luca Maurelli (1969), laureato in Scienze Politiche alla Federico II, giornalista professionista (Il Tempo, Il Roma, Reuters, Libero, Rai Tg2, L’Espresso, Panorama, il Secolo d’Italia). E’ membro dell’Associazione Stampa Parlamentare. Con Giuseppe Pedersoli ha scritto “L’oro del Pibe, paradossi e ingiustizie del fisco italiano” (Esi, 2008) e “Al mio Paese- Sette vizi, una sola Italia” (di Melania Petriello, AA.VV. Edimedia, 2012).