Roghi nella Terra dei fuochi, Sandro Ruotolo: l’autocombustione è solo una favola

Roghi nella Terra dei fuochi, Sandro Ruotolo: l’autocombustione è solo una favola

padre patriciello

Quattro discariche incendiate negli ultimi mesi, e il sospetto fondato che i roghi non siano dovuti al caldo, ma che ci sia la mano della criminalità organizzata. E su questo, dopo l’incendio alla discarica Novambiente, la discarica Resit, quella che si trova a  San Giuseppiello e infine al sito Masseria del Pozzo-Schiavi, incendi che hanno devastato l’area giuglianese, la magistratura e le forze dell’ordine stanno indagando per capire la natura dei roghi e, stando agli indizi la pista dolosa trova sempre più conferme.Il mese di luglio, caratterizzato da un caldo record, verrà ricordato anche per i fumi pericolosissimi che ogni sera hanno avvelenato l’area nord di Napoli dal litorale flegreo, a quello casertano, fino alle aree più interne. Fumi che hanno costretto molte persone a chiudersi in casa per la paura di respirarli e a protestare chiedendo alle Istituzioni di intervenire. Ma il silenzio del Governo è assordante, mentre De Luca si è assunto l’impegno personale di affrontare una delle più grandi emrgenze della Campania: partirà a breve un programma di monitoraggio di acqua, suoli ed aria sugli 88 comuni della Terra dei Fuochi, in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno.

Ma in questo luglio di fuoco, il premier Matteo Renzi continua a tacere e la popolazione è stanca di un silenzio che sembra voler nascondere l’esistenza di un  fenomeno pericoloso che, secondo alcuni esperti, è destinato nel tempo a fare più vittime dell’Aids.

 è il futuro che te lo chiede

Così il giornalista Sandro Ruotolo, da sempre in prima linea per denunciare i crimini commessi contro l’ambiente nella Terra dei Fuochi, lancia una campagna sui social e si fa fotografare con un cartello: Renzi, la terra dei fuochi brucia, il governo cosa fa?. La sua foto diventa virale, viene accolta da Don Maurizio Patriciello che la rilancia e così sempre più persone pubblicano foto sui social con lo stesso cartello. Si tratta di cittadini dei comitati, abitanti della terra dei fuochi e di semplici cittadini stanchi di avere un premier troppo “impegnato” a “salvare” l’Europa  da non avere il tempo di “salvare” la vita dei cittadini che governa.

“Ho sentito padre Maurizio Patriciello – dichiara Sandro Ruotolo – e insieme alle mamme stanno documentando quanto sta succedendo, la situazione è drammatica, esistono la legge contro gli ecoreati, il decreto sulla Terra dei Fuochi, ma chi presidia il territorio dice che i soldati non si vedono, bisogna metterci la faccia perchè il Governo non può fare finta di nulla, dal momento che ci troviamo di fronte a bombe ecologiche già riconosciute e non a discariche ancora da analizzare”

In poco più di un mese prendono fuoco quattro discariche, nonostante il gran caldo, anche la magistratura sembra aver individuato una pista dolosa, che ne pensi?

“La mia convinzione è che il fenomeno dell’autocombustione  è una favola, l’estate e il grande caldo  sono più una scusa per mascherare questi tipi di reati, non dimentichiamoci anche di tutte le fabbriche che lavorano in nero che sfruttano questo periodo proprio per eliminare i rifiuti in regime di evasione fiscale, quello che manca è il controllo del territorio, aspettiamo anche cosa farà nei prossimi mesi il neogovernatore della Campania. Ma ripeto il Governo non può ignorare quanto sta accadendo”

Da quello che si legge in questi giorni, l’impressione è che i comitati e i cittadini abbiano il sospetto che il Governo ignori il problema di proposito, minimizzi, tanto tra pochi giorni si va in ferie e poi a settembre si parlerà d’altro:

“Infatti, il rischio che questo accada è altissimo in questo momento, ma la Terra dei Fuochi non è un’invenzione esise e grazie ai social network, la realtà viene monitorata ogni giorno. Proprio i social network, con la possibilità che la gente posti le foto di quanto accade, è un grande strumento di sensibilizzazione, utile anche alla mobilitazione che insieme a don Maurizio abbiamo avviato. Ognuno di noi mette la sua faccia per denunciare il silenzio delle Istituzioni.”

Non si sa se il grido di allarme verrà ascoltato, ma l’impressione, da questa parte del cielo troppo vicina al cielo inquinato, è che la tendenza sia quella di mettere tutto a tacere al più presto, tanto tra pochi giorni si va in ferie e così sempre più gente che abita nella zona della morte rivendica l’esistenza dei fumi che avvelenano l’aria e della Terra dei Fuochi. Allora il grido di Sandro Ruotolo, che in poche ore è diventato virale, serve anche  per ricordare a Renzi che prima di “salvare” l’Europa deve “salvare” i suoi cittadini.

luisa Crisci

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