Dall’Italia alla Francia, dalla Grecia ai Paesi Bassi, fino a Bulgaria e Malta: diversi Paesi europei prevedono regimi fiscali agevolati per attrarre lavoratori qualificati, professionisti, pensionati e nuovi residenti. Le misure variano per durata, percentuale di esenzione e requisiti richiesti, ma hanno un obiettivo comune: incentivare il trasferimento della residenza fiscale.

Italia: esenzione Irpef per i lavoratori impatriati

In Italia, i lavoratori altamente qualificati o specializzati che trasferiscono la propria residenza fiscale nel Paese possono beneficiare di un’esenzione Irpef pari al 50% del reddito imponibile, fino a un massimo di 600mila euro.

L’agevolazione sale al 60% in presenza di specifiche condizioni legate ai figli minori. Il beneficio dura cinque periodi d’imposta, ma può essere prorogato di ulteriori tre anni in caso di iscrizione anagrafica nel 2024 e acquisto di un’abitazione entro il 2023.

I requisiti

Per accedere al regime agevolato è necessario aver avuto la residenza fiscale all’estero nei tre periodi d’imposta precedenti il trasferimento. Il periodo richiesto sale a sei anni se il lavoratore mantiene lo stesso datore di lavoro per cui era impiegato all’estero, e a sette anni se era già stato impiegato in Italia dallo stesso datore.

Il lavoratore deve inoltre mantenere la residenza fiscale in Italia per almeno quattro anni e svolgere l’attività lavorativa prevalentemente sul territorio italiano.

Italia: pensionati esteri con aliquota al 7%

Per i pensionati che trasferiscono la residenza in Italia è prevista un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali pari al 7%. Il regime comprende anche l’esenzione da Ivie e Ivafe e dagli obblighi di monitoraggio fiscale per le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero.

Il beneficio dura dieci periodi d’imposta dal trasferimento.

I requisiti

Per accedere all’agevolazione occorre aver avuto la residenza fiscale all’estero nei cinque periodi d’imposta precedenti, percepire una pensione di fonte estera e provenire da uno Stato con accordi di cooperazione amministrativa con l’Italia.

La residenza deve essere trasferita in un Comune con non più di 30mila abitanti situato nel Sud Italia o nelle Isole, oppure in un Comune colpito da eventi sismici.

Francia: detassazione del premio di impatriation

La Francia prevede un regime agevolato per i lavoratori impatriati, con esenzione dall’imposta sul reddito sul cosiddetto “premio di impatriation”. Si tratta di una componente della retribuzione legata al trasferimento in Francia, che può essere determinata anche in modo forfettario, fino al 30% dello stipendio.

L’agevolazione dura otto anni. Nei primi cinque anni dal trasferimento è prevista anche l’esenzione dall’imposta patrimoniale immobiliare sugli asset detenuti fuori dalla Francia. Sono inoltre previste agevolazioni sulla quota di remunerazione relativa ai giorni lavorati all’estero e un’esenzione del 50% sui redditi passivi di fonte estera.

I requisiti

Il regime è riservato a chi viene assunto da un datore di lavoro francese, nominato dirigente o amministratore di una società francese, oppure assunto dall’estero da una società stabilita in Francia.

Grecia: esenzione del 50% per i lavoratori impatriati

La Grecia riconosce ai lavoratori impatriati un’esenzione del 50% del reddito da lavoro soggetto all’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Il beneficio riguarda chi lavora per un datore di lavoro greco oppure svolge un’attività commerciale nel Paese. La durata dell’agevolazione è di sette periodi d’imposta.

I requisiti

Per accedere al regime bisogna trasferire la residenza fiscale in Grecia da un Paese dell’Unione europea, dello Spazio economico europeo o da uno Stato con cui la Grecia ha un accordo di cooperazione amministrativa.

Il contribuente deve essere stato fiscalmente residente all’estero per almeno cinque dei sei periodi d’imposta precedenti e deve mantenere la residenza in Grecia per almeno due anni dopo il trasferimento.

Grecia: pensionati esteri con imposta al 7%

Anche per i pensionati la Grecia prevede un regime agevolato. È prevista un’imposta sostitutiva del 7% su tutti i redditi di fonte estera per 15 periodi d’imposta.

I requisiti

Occorre essere titolari di una pensione estera, provenire da uno Stato con cui la Grecia ha un accordo di cooperazione amministrativa e aver avuto la residenza fiscale all’estero per cinque dei sei periodi d’imposta precedenti.

Paesi Bassi: esenzione fino al 30% dello stipendio

Nei Paesi Bassi i lavoratori altamente qualificati assunti per svolgere un’attività lavorativa nel Paese possono beneficiare di un’esenzione fiscale fino al 30% dello stipendio.

Dal 2026 il beneficio si applica entro il limite massimo di 262mila euro di retribuzione annua. Oltre questa soglia, la tassazione resta ordinaria. Dal 2027, per i nuovi beneficiari, l’esenzione massima scenderà al 27%.

In alternativa, i datori di lavoro potranno scegliere di rimborsare i costi extraterritoriali effettivi. La durata del regime è di cinque anni, anche se in alcuni casi può essere più breve.

I requisiti

Il lavoratore deve essere assunto o distaccato da un datore di lavoro con sede nei Paesi Bassi dopo aver lavorato all’estero. Non deve essere stato residente entro 150 chilometri dal confine olandese per almeno 16 dei 24 mesi precedenti l’inizio del rapporto di lavoro.

È inoltre prevista una soglia minima di retribuzione annua imponibile pari a 48.013 euro, ridotta a 36.497 euro per i dipendenti under 30 con un master qualificante.

La richiesta deve essere presentata congiuntamente dal datore di lavoro e dal dipendente alle autorità fiscali olandesi entro quattro mesi dall’inizio del rapporto.

Bulgaria: flat tax al 10% per lavoratori e pensionati

La Bulgaria applica un regime ordinario di flat tax al 10% sui redditi delle persone fisiche, tra i più bassi in Europa. A questo si aggiunge un’aliquota ridotta al 5% per dividendi e liquidazioni di quote societarie.

I requisiti

Per beneficiare del regime fiscale bulgaro occorre acquisire la residenza fiscale nel Paese. Questo comporta, in generale, vivere in Bulgaria per più di 183 giorni all’anno e dimostrare che nel Paese si trova il centro dei propri interessi.

Malta: prelievo del 15% sui redditi esteri dei pensionati

Malta prevede un regime agevolato per i pensionati esteri con un’aliquota forfettaria del 15% sui redditi di fonte estera trasferiti nel Paese dal beneficiario o dai familiari a suo carico.

È prevista un’imposta minima annua di 7.500 euro, più 500 euro per ogni familiare a carico o assistente domiciliare. I redditi di fonte estera non trasferiti a Malta non sono soggetti a tassazione.

I requisiti economici

Il regime è riservato ai cittadini dell’Unione europea, della Svizzera o dello Spazio economico europeo che percepiscono una pensione estera e non svolgono attività lavorativa.

Se la pensione è percepita interamente a Malta, deve rappresentare almeno il 75% del reddito imponibile dell’interessato. Il beneficiario non deve risiedere in un’altra giurisdizione per più di 183 giorni nello stesso anno.

È inoltre necessario acquistare o affittare un immobile a Malta o a Gozo da utilizzare come residenza principale.

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