Le eccellenze del Sud. L’istituto di studi filosofici spegne 40 candeline

Le eccellenze del Sud. L’istituto di studi filosofici spegne 40 candeline

Napoli_-_Palazzo_Serra_di_Cassano_(scalone)di GIULIA SALVATORI

Un vero e proprio scrigno di storia, un uomo esile e fragile. Fortemente caratterizzato da questo contrasto vigoroso tra la sua apparenza fisica e la grandezza della cultura che rappresenta a Napoli. E’ il contrasto vivo tra Gerardo Marotta e l’enorme fila di libri che ha raccolto negli anni all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. E poi quei volumi, cercati faticosamente da Marotta presso fondi librari e antiquari in tutta Europa, e ora alla ricerca di una sistemazione. E un viaggio, quello nel quale ci ha condotto Marotta in un video proiettato al Mercadante, per celebrare i quaranta anni dell’Istituto, in cui racconta le cose fatte negli anni per la difesa di quei volumi e dell’insegnamento della filosofia nelle scuole. Una serata indimenticabile per tutti napoletani che si è tenuta appunto per celebrare l’Istituto che è non solo un centro di centro di alta cultura che, si è «conquistato una dimensione che non trova termini di paragone nel mondo», ma un istituto che fa di Napoli una vera capitale della cultura.

Eppure oggi quella biblioteca pregiatissima, circa 300mila volumi messi insieme da Gerardo Marotta in mezzo secolo è disseminata in tutta la regione. Quaranta anni di studi, di vita dedicata alla cultura, quaranta anni di battaglie, di riconoscimenti, di successi ma anche di sconfitte. Questa è la storia dell’istituto che va dal 27 maggio 1975 al 27 maggio 2015. Toccanti le testimonianze di Sergio Zavoli: “Sono sconvolto da questa storia, ne parlerò in Parlamento”, promette. “Questi libri sono come i tanti profughi che si avvicinano alle nostre coste e cercano riparo”, è la splendida immagine che ci regala Aldo Masullo. “Loro ci sono, si vedono, i libri, ma non si possono usare”. “Con questa iniziativa abbiamo voluto dimostrare che Napoli c’è”, dice il sindaco De Magistris. E Napoli c’è. Il pubblico che riempie il teatro applaude. Il brindisi voluto da Nino Daniele assessore alla cultura del comune di Napoli si trasforma in un appello. L’ennesimo per una città che non deve arrendersi. Una città mai arresa. Mai vinta ma che da sempre combatte i suoi mali esterni e interni.

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