I gioielli del Sud. La Sibilla Cumana è tornata

I gioielli del Sud. La Sibilla Cumana è tornata

Da una scritta rinvenuta su pietra pare che la Sibilla offrirà il suo vaticinio il giorno di San Giovanni, mercoledì 24 giugno al tramonto. E’ per questo che alle 19.00 i ragazzi neo adepti accoglieranno i postulanti nei pressi della stazione Cuma della  Circumflegrea. Si tratta infatti di un’occasione unica, nonché gratuita, che si prevede trasformarsi in un evento mistico di massa. Alcuni giovani volontari che pulivano la Foresta di Cuma nei pressi dell’antico Faro Romano hanno incontrato una strana figura. Forse è una donna, sebbene non si distinguano bene sesso ed età.

Francesco Casale e Guido Liotti, amanti della Foresta e impegnati in un progetto di valorizzazione ambientale, hanno appreso la notizia e hanno interrogato gli operai del posto e alcuni frequentatori anziani che hanno rivelato che della presenza sanno da sempre. Solo, negli ultimi anni non se ne parlava più. La persona avvistata ha dichiarato di essere la Sibilla Cumana. Dal giorno dell’avvistamento sono accorsi una serie di personaggi: storici, archeologi ed una concentrazione particolare di artisti da tutta Europa. Oltre una trentina hanno scelto la Foresta come luogo di villeggiatura. Tra i vari studiosi anche l’architetto e scrittore Francesco Escalona, urbanista esperto di paesaggio e memoria storica del luogo, afferma che alcune indicazioni fornite dal soggetto misterioso sono si curiose, ma molto attendibili.

E gli archeologi dell’associazione Kyme confermano questa versione. I giovani che l’hanno intravista hanno creato un cordone protettivo sebbene siano disponibili a far passare chiunque abbia una buona motivazione per voler consultare l’oracolo. La situazione è ben tollerata anche dai guardiani, alcuni dei quali partecipano entusiasti.

La Sibilla, pare miracolosamente riapparsa non solo nelle sue sembianze fantasmagoriche, ma anche sotto forma di indizi, messaggi criptici che stanno correndo in rete e immaginette sacre trovate agli angoli dei vicoli del Centro Storico o nei pressi di cappelle votive, a fianco a santi più recenti. L’unico che ha immortalato la presenza è il fotografo Arash Radpour che riferisce che il file unico sia scomparso dalla sua scheda per sempre benché la figura che aveva ritratto corrisponda incredibilmente all’immaginetta sacra stampata su pergamena.

Sembra che il messaggio principale che la Sibilla ci voglia inviare sia un “urlo” di dolore per lo stupro che la sua Terra sta subendo. Una terra millenaria dalle bellezze archeologiche e paesaggistiche di inestimabile valore.

Sul promontorio di Cuma è infatti sorta la più antica colonia greca in Italia (la cui fondazione è datata tra il 1050 e il 740 a.C.) e tutt’ora il luogo è simbolo della potenza profetica femminile. L’ antro a Lei dedicato da tempo é inaccessibile, il collegamento tra la foresta e l’acropoli di Cuma che costituirebbe un meraviglioso percorso archeologico-naturalistico, é impedito ed attualmente é in parte uno sversatoio abusivo, probabilmente a mancare non sono tanto i fondi per ripristinare e mettere in sicurezza il passaggio, quanto risorse umane aggiuntive che la Soprintendenza dovrebbe assumere per gestire il sito.

Per non parlare del mare, inquinato da oltre cinquant’anni, per la presenza e il malfunzionamento del depuratore di Cuma. La stazione della Circumlfregrea che finalmente era stata riaperta dopo anni di abbandono è stata nuovamente chiusa, la linea interrotta. Nonostante tutto ciò il luogo mantiene viva la sua sacralità che segna il passaggio tra vita e morte, terra e inferno. Il luogo é sacro e va rispettato sembra ricordarci la Sibilla.

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