Scienziati si diventa: il programma Amgen Biotech Experience porta le biotecnologie nelle scuole

Ieri martedì 29 maggio “Open Day” all’Istituto Superiore Statale Pitagora di Pozzuoli (NA) per presentare l’esperienza degli insegnanti e dei ragazzi di alcune classi del III anno e del IV anno del Liceo Scientifico, del Liceo di Scienze Applicate e del Liceo Classico.

La passione per le biotecnologie si scopre tra i banchi di scuola: Fondazione Amgen, grazie al supporto offerto al programma internazionale Amgen Biotech Experience (ABE), entra nelle classi delle scuole superiori per favorire l’interesse e l’entusiasmo per la ricerca in ambito scientifico e biotecnologico. Si tratta, infatti, di un programma internazionale di formazione sperimentale sulle biotecnologie che aiuta gli studenti a comprendere meglio la scienza e come questa influenzi la loro vita quotidiana. L’iniziativa di laboratorio in classe offre agli insegnanti formazione professionale, materiali didattici e attrezzature per la ricerca in aula con l’obiettivo di far immergere gli studenti nei concetti e nelle tecniche utilizzate dagli scienziati per scoprire e sviluppare farmaci.

In questo modo gli studenti sono inseriti in un vero e proprio percorso scientifico, conoscono il fascino della ricerca di laboratorio e si immedesimano nelle esperienze che ogni giorno vivono i ricercatori professionisti: situazioni complesse e imprevisti sperimentali, le molteplici variabili, una rigorosa spiegazione dei risultati in base alle evidenze, il riconoscimento di un errore, il confronto dei propri risultati con quelli degli altri e la definizione di nuove domande di ricerca.

Secondo Maria Luce Vegna, Direttore Medico Amgen Italia: “Amgen è un’Azienda che si spinge oltre le frontiere più avanzate della medicina, grazie alla visione di ricercatori che hanno interpretato le biotecnologie in modo innovativo. Ecco perché è importante che Fondazione Amgen investa nella formazione delle giovani generazioni. Amgen Biotech Experience è uno dei programmi di successo offerti agli studenti delle scuole superiori per ispirare i ricercatori di domani”.

In Italia la Regione capofila del programma è la Campania che, con 17 scuole, può vantare il maggior numero di istituti coinvolti, anche grazie alla stretta collaborazione avviata dal Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Napoli Federico II con il provider di ABE in Italia, l’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN).

Tra le scuole campane coinvolte durante l’anno scolastico 2018 – 2019, l’Istituto Superiore Statale Pitagora di Pozzuoli è sicuramente uno dei più attivi nella provincia di Napoli: i suoi insegnanti di scienze e gli studenti della terza classe del Liceo Scientifico hanno aderito al programma formativo ABE vivendo un’esperienza unica nel suo genere che oggi, grazie all’organizzazione di un Open Day, è stata ripercorsa nelle sue tappe principali e raccontata attraverso la presentazione dei risultati raggiunti.

“Gli studenti – sottolinea Anna Pascucci, Presidente ANISN e Direttore dell’ABE Site Italy – hanno accolto con entusiasmo la possibilità di sperimentare in prima persona, a scuola, attività di laboratorio di ricerca biotecnologica, apprezzandone il valore e mostrando grande interesse per questa modalità assolutamente innovativa di insegnare le Scienze a scuola”. “La formazione degli insegnanti dell’ISS Pitagora – spiega poi la Professoressa Pascucci – è stata svolta presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi Federico II di Napoli dallo staff dell’ABE Site Italy costituito da esperti IBSE (Inquiry Based Science Education) dell’ANISN, coordinatore del programma in Italia e da scienziati. Il corso ha coniugato attività sperimentali e formazione metodologica, approfondimenti scientifici e riflessioni sulla natura della scienza”.

Fondazione Amgen sostiene a livello economico il programma ABE da oltre 30 anni negli Stati Uniti. Nel 2017 il programma è stato avviato anche in Cina, Canada, Australia, Singapore e in cinque Paesi europei, tra cui l’Italia. Si stima che a livello globale, nel 2020 ABE avrà coinvolto circa 900.000 studenti di scuole secondarie di 20 paesi del mondo.

ABE Site Italy è realizzato grazie alla cooperazione tra ANISN e Università Federico II di Napoli e si fregia di gemellaggi di prestigio con l’ABE site Massachusetts, Harvard University (U.S.A.) e l’ABE France presso l’Ecole Normale Superieure di Parigi. Il corso di formazione ABE è organizzato in due fasi: una di formazione in presenza dei docenti di scienze selezionati tramite una call pubblica sulla piattaforma del MIUR e una di sperimentazione obbligatoria con gli studenti a scuola. L’ABE Site Italy offre gratuitamente risorse didattiche e strumenti in comodato d’uso necessari per la sperimentazione a scuola, previa verifica dell’esistenza di un laboratorio scientifico sufficientemente attrezzato presso l’istituzione scolastica ospitante e il rispetto di tutte le norme di sicurezza.

In Italia, nell’ultimo triennio, Fondazione Amgen ha destinato contributi per oltre 500.000 euro ai diversi programmi indirizzati allo sviluppo e alla diffusione della cultura scientifica. Amgen Biotech Experience, presente in Italia dal 2017, ha coinvolto oltre 2.500 studenti di 8 regioni italiane.

Per maggiori informazioni consultare il sito: abe.anisn.it

Torna a Volturara Irpina (Avellino) quello che in pochi anni è diventato un appuntamento di riferimento per la riscoperta e valorizzazione dei prodotti gastronomici irpini: dall’8 al 10 settembre, nel centro del paese irpino, in piazza Roma, si terrà la VII edizione della Sagra del fagiolo quarantino e della patata della Piana del Dragone. Per tre giorni Volturara Irpina diverrà luogo di incontro e condivisione: attraverso le eccellenze del territorio, infatti, sarà rimarcata la connessione imprescindibile tra agricoltura, paesaggio, storia e cultura, utile alla promozione e fondamentale allo sviluppo di questi luoghi. Un progetto cofinanziato dal Programma Operativo Complementare 2014-2020 di cui il Comune di Volturara Irpina costituisce la prima tappa, quale comune capofila, di un itinerario turistico che prevede il coinvolgimento di 7 comuni.

Protagonisti principali saranno i prodotti agroalimentari d’eccellenza: il fagiolo quarantino, così denominato per i 40 giorni che impiega per raggiungere la maturazione, e la patata. L’ambientazione, invece, è offerta dalla Piana del Dragone, il più grande bacino imbrifero a deflusso chiuso del Sud Italia, luogo a metà strada tra mito e leggenda, dal quale storicamente Campania, Puglia e Basilicata attingono le risorse idriche per le proprie popolazioni.

L’amministrazione comunale, assieme alla Pro Loco di Volturara Irpina, proporrà un’offerta ricettiva articolata e completa: spazio alla tradizione gastronomica con le interpretazioni culinarie dei principali ristoratori di Volturara Irpinia, ma anche ai convegni di approfondimento sui temi “Made in Irpinia” e “Volturara… Storia e tradizione della zeza di cannone e della campagna”, alla promozione del Villaggio dei giochi antichi che coinvolgerà i più giovani e che creerà i presupposti per un significativo momento di aggregazione sociale e, ancora, spazio alle escursioni mattutine in montagna. Durante i giorni della rassegna, poi, sarà possibile fruire di visite guidate al Museo Cittadino e alla Bocca del Dragone, previa prenotazione all’indirizzo info@fagioloquarantino.it.

“C’è grande attesa per questa nuova edizione della Sagra del fagiolo quarantino e della patata della Piana del Dragone – afferma il sindaco di Volturara Irpina, Marino Sarno – un evento che è nato e si è sviluppato interamente nell’ambito dell’esperienza amministrativa che ho l’onore di rappresentare, ma che sarebbe impossibile realizzare senza il concorso della Pro loco e delle altre realtà associative presenti sul nostro territorio. Il finanziamento regionale ci riempie perciò di orgoglio anche perché ci pone, come Comune capofila, al centro di un itinerario turistico, culturale e naturalistico composto da sette Comuni che sono uniti da una visione strategica comune, oltre che da una consonanza culturale, valoriale, di radici e tradizioni. Il nostro obiettivo è fare di questa edizione un’occasione di riflessione sulle prospettive del nostro territorio oltre che un’opportunità di promozione delle nostre eccellenze”.

L’imprenditore napoletano Dario Scalella è il nuovo Console Onorario della Repubblica di Corea a Napoli.

Classe 1962, geologo, Scalella ha ricevuto la nomina, con competenza sulla circoscrizione territoriale della Regione Campania, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con l’obiettivo di incrementare le relazioni economiche e promuovere gli scambi turistici, culturali, commerciali e in genere imprenditoriali tra la Campania e la Corea.

A testimoniare la volontà di creare un legame strutturale tra il capoluogo partenopeo e il Paese asiatico, il 7 giugno prossimo, nell’ambito della “Settimana della cultura coreana a Napoli”, in programma al Maschio Angioino a partire dal 5 giugno, verrà inaugurato il Consolato Onorario presso la sede dell’Istituto “Denza”. Alla cerimonia d’apertura, che si terrà in forma privata, prenderà parte l’Ambasciatore della Repubblica di Corea in Italia Choi Jong -hyun.

“È un onore aver ricevuto questa onorificenza – sottolinea il neo Console Onorario Dario Scalella – che mi porterà a rappresentare, in tutti i suoi aspetti, i valori e le tradizioni di una delle culture più influenti dell’Estremo Oriente. Questa nomina consentirà di intensificare e approfondire le relazioni tra la Campania e la Repubblica di Corea. Oggi, in particolare, le grandi città svolgono un ruolo importante nella diplomazia delle politiche internazionali e gli uffici consolari onorari rappresentano un punto di riferimento indiscutibile, non solo per garantire assistenza ai cittadini stranieri, ma anche per sviluppare amicizia e cooperazione fra realtà diverse. Per questo motivo, la costituzione di un consolato della Corea qui a Napoli riveste un significato fortemente simbolico nelle future relazioni fra i due Paesi.”

Dario Scalella è Presidente e Amministratore di K4A SpA (Costruzioni Aereonautiche) nonché Presidente e Amministratore delegato di Chain Scarl (Campania Helicopter and Airplane Industry Network), consorzio con 30 aziende aderenti e circa 1.500 addetti. È Amministratore e Socio Unico della Dareco Surl, società che si occupa di temporary management, formazione e consulenza. È membro del Board della Jiangxi Deli Helicopter Industrial Co., Ltd  Joint Venture (JV) in Jingdezhen, Jiangxi, People’s Republic of China, costituita nel 2014 tra K4A SpA e Jiangxi Changxing Aviation Equipment Corporation.

Precedentemente ha ricoperto numerosi incarichi presso società pubbliche e private di dimensioni rilevanti in qualità di manager. Come imprenditore ha effettuato investimenti nel campo dei servizi e della produzione.

Trascorre il tempo libero tra Taekwondo (disciplina in cui ha vinto anche per l’Italia la prima medaglia in un campionato del mondo nel 1982 in Ecuador), massaggio terapeutico tradizionale orientale e musica classica e leggera.

Presso lo Spazio Guida editori si è svolta la presentazione del Premio letterario nazionale “Amerigo delle Quattro libertà” (The Amerigo Four Freedoms Award).

Il riconoscimento, promosso dall’associazione Amerigo presieduta da Vito Cozzoli e che ha sede presso l’Ambasciata Americana in Italia, punta a valorizzare le opere letterarie (saggi, romanzi, novelle ed altri scritti) la cui trama si ispiri alle Libertà fondamentali del convivere civile e della pace internazionale quali le Libertà di Parola e Opinione, Religione, Libertà dal Bisogno e dalla Paura.

L’iniziativa è stata presentata dal segretario generale di Enam ed Amerigo Massimo Cugusi, dai coordinatori di Amerigo Napoli per il Sud Italia, Edoardo Imperiale, e Firenze, Michele Ricceri; dal socio Amerigo Diego Guida e da Massimo Del Gigia, vincitore della prima edizione del Premio con il volume “In salvo dall’Eden”.

Presente all’incontro, fra gli altri, il Console generale degli Stati Uniti d’America per il Sud Italia Mary Ellen Countryman.

L’associazione Amerigo riunisce gli Alunni italiani dei Programmi di scambi culturali internazionali promossi dal Dipartimento di Stato USA. Nata nel maggio 2007 su iniziativa di esperti del mondo accademico, imprenditoriale, giornalistico e politico-istituzionale italiano, si propone di favorire scambi di conoscenze ed esperienze personali e professionali maturate nel periodo di permanenza negli USA per la realizzazione di progetti comuni.

Il Premio è organizzato con periodicità annuale dalla sezione di Firenze di Amerigo in gemellaggio, di volta in volta, con le territoriali di Napoli, Milano e Roma. La serata finale dell’edizione 2017 del Premio si svolgerà ad ottobre a Napoli.

Il Bando di gara è aperto alle opere letterarie relative alle Libertà fondamentali del convivere civile e della pace internazionale quali le Libertà di Parola e Opinione, di Religione, Libertà dal Bisogno e dalla Paura, citate dal Presidente Franklin Delano Roosevelt nel discorso sullo stato dell’Unione (cosiddetto delle “Quattro Libertà”) il 6 gennaio1941, inserite nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo parte integrante della Carta Costitutiva delle Nazioni Unite.

Le opere devono essere state pubblicate nell’anno precedente a quello del bando di gara, disponibile sul sito dell’Associazione (www.associazioneamerigo.it) e specifica le modalità di partecipazione da seguire. Le candidature vanno presentate entro il 20 settembre inviando l’opportuna scheda pubblicata sul sito di Amerigo alla mail: premioamerigo@associazioneamerigo.it.

“Questo incontro – spiega Edoardo Imperiale, coordinatore del chapter Amerigo di Napoli che ha competenza per il Sud Italia – è il secondo appuntamento di un ciclo di eventi che Amerigo organizzerà nelle regioni meridionali in collaborazione con la Missione diplomatica degli Stati Uniti d’America in Italia e in particolare con il consolato Americano a Napoli”.

“Chiediamo l’istituzione di un fondo e l’adozione di misure emergenziali a sostegno delle piccole aziende agricole escluse dai finanziamenti dei bandi perché con requisiti troppo stringenti”. Lo dice il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano che ha depositato una mozione in Consiglio regionale per impegnare la Giunta De Luca ad aiutare le piccole aziende. “La tipologia dei bandi abbraccia un’ampia azione d’intervento – sottolinea Cammarano –  finalizzata al sostegno delle aziende agricole, della redditività, della competitività, dell’incentivare i giovani agricoltori e di sostegno e soccorso laddovè ci si trovi di fronte alle avversità atmosferiche e ad eventi catastrofici”.

“I bandi prevedono requisiti stringenti per l’accesso ai finanziamenti delle aziende agricole – evidenzia il consigliere regionale – l’attribuzione del punteggio è tale però da scoraggiare le piccole aziende agricole”. “E’ giusto che uno degli obiettivi principali dei bandi sia quello di sostenere e incentivare il primo insediamento in agricoltura di imprenditori agricoli giovani – spiega – la Campania è, insieme alla Calabria e alla Liguria, una delle regioni con la dimensione media delle aziende agricole più bassa sul territorio nazionale (4 ettari per azienda agricola”. “C’è un impegno da parte della Regione Campania – aggiunge Cammarano – nella tutela del comparto e, particolarmente, nel sostegno alle imprese e agli imprenditori agricoli”. “Pensiamo come Movimento 5 Stelle che occorra però – rileva – predisporre interventi e misure a impedire l’abbandono, da parte delle piccole aziende agricole, che sono portatori di un’attività essenziale per i nostri territori più periferici”. “Proprio in questo quadro abbiamo depositato una mozione – conclude Cammarano – che faccia da stimolo affinché la Giunta De Luca predisponga un fondo e misure emergenziali per le piccole aziende agricole che, in ragione dei requisiti stringenti di accesso previsto dai bandi, sono state escluse dai finanziamenti, anche mediante la predisposizione di appositi progetti regionali”.

Napoli riferimento europeo delle malattie rare endocrino-metaboliche

di Nadia Pedicino

Efialte soffriva di una grave malattia rara, la McCune Albright. Malattie non comuni che però colpiscono venti milioni di persone in Europa e 670 mila in Italia e circa il 20 per cento dei nuovi tumori sono da catalogare tra queste.

Tante le patologie rare endocrino metaboliche e Napoli oggi è diventata il riferimento europeo del network ENDO-ERN che consente di affrontare, riconoscere e curare meglio.

“Sono rare e difficili da identificare ma riunite in cluster si riferiscono a tantissime persone. Avere a disposizione una rete ampia consente di lavorare molto meglio e soprattutto di dare risposte in termini di diagnosi e cura a tante persone. Per questo motivo abbiamo voluto realizzare un focus ad hoc”, spiega Annamaria Colao referente italiana per le malattie rare endocrine in Europa che renderà disponibile anche on line sul sito campussalute.it gli interventi per consentire ai pazienti e ai medici di famiglia di poter riconoscere tali patologie. Il focus è stato realizzato nell’ambito della manifestazione Eva e Adamo, tre giorni dedicati alla medicina di genere nei tanti suoi aspetti durante i quali sono state effettuate oltre duecento visite mediche gratuite per promuovere la prevenzione, attività purtroppo ancora molto carente in Campania.

“La donna non è da considerare un essere umano diversamente uomo ma ha sue specificità. La medicina di genere è un argomento sempre più trattato e discusso, riguardante non più solo le società scientifiche ma anche le istituzioni promotrici della salute. La medicina tradizionale ha da sempre avuto un’impostazione centrata sull’uomo, relegando gli interessi per la salute femminile ai soli aspetti specifici correlati alla riproduzione.

Nel corso degli anni però tale aspetto è andato modificandosi, grazie ad un approccio innovativo finalizzato a studiare l’impatto del genere e di tutte le variabili che lo caratterizzano, ponendosi l’obiettivo di far comprendere che gli uomini e le donne, nonostante siano soggetti alle medesime patologie, possono presentare sintomi, progressione delle malattie e risposte ai trattamenti molto diversi tra loro. Da qui la necessità di porre attenzione allo studio del genere, inserendo tale dimensione della medicina in tutte le aree mediche”, spiega Annamaria Colao, responsabile scientifico del progetto.

In questo ambito, il Campus Salute, ancora una volta, intende porre attenzione a quanto ci sia ancora da fare per la parità di genere, soffermandosi sull’importanza della salute della donna e dell’uomo a 360°.

Simposi dedicati alla sessualità, dieta mediterranea, stili di vita, obesità, melanomi, tumori al seno, osteoporosi, malattie neurologiche, respiratorie, cardiologiche e tanto altro.

Un progetto contro il femminicidio è stato sostenuto dal Campus inoltre realizzato con la Fondazione Foresta di Padova. La manifestazione si è conclusa con una performance di Rosaria De Cicco nei panni di un uomo e il conferimento di alcuni riconoscimenti. Tra questi sono stati premiati lo scrittore Maurizio De Giovanni, l’ex pugile Patrizio Oliva, il presidente Amesci Enrico Maria Borrelli, Angela Margiotta, Maria Rosaria Rondinella, la pugile Imma Testa.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Istruzione e Politiche sociali Lucia Fortini, ha approvato l’avviso “Scuola Viva – Scuola di comunità” per la realizzazione di interventi sperimentali per il sostegno alla scolarizzazione di ragazzi appartenenti a famiglie in condizione di svantaggio, residenti in quartieri svantaggiati dal punto di vista economico, culturale e sociale.

L’avviso, per un importo di 3 milioni di euro a valere su risorse del POR Campania FSE, si rivolge ai soggetti del terzo settore che operano nel campo del privato sociale, in partenariato con i soggetti pubblici locali e gli Istituti scolastici con alto tasso di dispersione scolastica, ubicati nelle aree a maggiore rischio di esclusione sociale ricadenti nel territorio della Regione Campania.

“Gli interventi prevedono specifiche attività di sostegno scolastico per ragazzi svantaggiati, al fine di facilitarne l’apprendimento e la permanenza nel ciclo scolastico, anche attraverso azioni di supporto alla genitorialità ed azioni di animazione territoriale” spiega l’assessore Fortini. “L’intervento si colloca all’interno delle numerose azioni messe in campo dalla giunta di Vincenzo De Luca – prima tra tutte il programma “Scuola Viva” – per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica e affermare la cultura della legalità tra le fasce giovani particolarmente a rischio”.

“L‘oro verde  di qualità è solo italiano, e la Puglia domina il mercato”

Non c’è da meravigliarsi se popoli come Egiziani, Ebrei, Greci e Romani  già nell’antichità conoscevano il valore, le proprietà e il sapore di un alimento unico e straordinario come l’olio d’oliva, che veniva utilizzato come fondamentale condimento per varie pietanze. Un vero e proprio regalo dei fertili terreni delle coste del ’Mare Nostrum’, calde e asciutte, sui quali la pianta dell’olivo ha trovato le giuste condizioni per diffondersi.

L’ Italia  conta oggi circa 900.000 aziende olivicole e con oltre 464 mila tonnellate annue, il Bel Paese è  il secondo produttore di olio di oliva al mondo dopo la Spagna (che domina incontrastata il settore), e soprattutto può vantare un patrimonio eccezionale di 250 milioni di ulivi. Secondo gli ultimi dati Unaprol (Consorzio olivicolo italiano), siamo l’unico Paese al mondo che presenta 533 differenti varietà di olive e ben 43 oli tutelati dall’Unione Europea, con un giro d’affari che raggiunge un valore di 3 miliardi di euro tra il 2015 e il 2016, pari al 3% dell’intero fatturato dell’industria agroalimentare.

A livello mondiale il 12% della produzione di olio d’oliva è rappresentata da olio di oliva pugliese.
La Puglia infatti è leader a livello nazionale con i suoi circa 59 milioni di alberi, su una superficie di oltre 376 mila ettari, pari al 40% di quella del Mezzogiorno, quasi il 32% della superficie olivetata nazionale e l’8% di quella comunitaria.
L’incidenza della produzione olivicola pugliese è superiore al 40% di quella nazionale.
La produzione di olio extra vergine di oliva in Puglia risulta essere fortemente legata alle condizioni dell’olivicoltura locale e rappresenta uno dei comparti più interessanti e di spessore nel settore agro-alimentare pugliese.
L’olivicoltura  costituisce inoltre,  per diffusione, competenze e professionalità richieste, un bacino occupazionale di notevole importanza nell’economia agricola regionale.

Ad affermarlo Gianfranco Desantis patron della Olearia Desantis Spa, situata a Bitonto in provincia di Bari,  che, alla sua terza generazione, rappresenta una tra le più grandi aziende olearie italiane, con la missione di diffondere la cultura della buona tavola e del vivere sano.

Dott. Desantis, è vero che la Puglia è considerata  la locomotiva dell’olio extra vergine di oliva italiano di qualità?

Esatto. L’Italia può contare su un patrimonio di 24 Dop (denominazione di origine protetta) ed una Igp (indicazione geografica protetta).
La regione italiana con il più alto numero di riconoscimenti è proprio la Puglia, con ben 5 Dop già riconosciute.

Con l’approvazione (marzo 2016) del piano olivicolo nazionale si è aperto un percorso di crescita del vero Made in Italy sul quale fare leva per incrementare la produzione nazionale e sostenere attività di ricerca…

Si. L’Italia può contare su più di 250 milioni di piante di ulivo su oltre un milione di ettari di terreno coltivato con il maggior numero di olio extravergine a denominazione (44) in Europa e sul più vasto patrimonio di varietà d’ulivo del mondo (395) che garantiscono un fatturato al consumo stimato in 3,2 miliardi di euro nel 2015.

Dott. Desantis, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Qual è la differenza tra olio di oliva e olio extra vergine d’oliva?

Per oli di oliva si intendono gli oli ottenuti esclusivamente dalle olive, mediante un procedimento di estrazione meccanica. Sarà classificato come extravergine se corrisponderà ad un olio assolutamente perfetto, senza difetti, con un’acidità libera espressa in acido oleico non superiore a 0.8 g per 100 g; gli oli che, invece, presentano piccole imperfezioni di gusto, vengono destinati alla raffinazione e miscelati con una percentuale variabile di extra vergine diventando così olio di oliva.

In quest’ultimo periodo si è parlato molto ed in maniera piuttosto allarmente dell’olio di palma. Cosa ci può dire in proposito?

Le accuse contro l’olio di palma, un grasso vegetale estratto dalle drupe (frutti simili alle olive) di alcune varietà di palme e molto presente nei nostri consumi alimentari, mettono paura.  Fa male. Rovina il nostro sistema cardiocircolatorio. Provoca il diabete. Forse è anche cancerogeno. Eppure lo ritroviamo in una lunghissima lista di biscotti e merendine, nelle farciture dei dolci confezionati e nelle creme spalmabili, in quasi tutti i cibi pronti e persino nei prodotti per la prima infanzia. Non bastasse, sarebbe anche responsabile di una feroce deforestazione a favore della monocoltura intensiva della palma, e metterebbe a repentaglio interi ecosistemi e la sopravvivenza di molte specie animali del Borneo e di Sumatra. Insomma, un vero e proprio killer per la salute e l’ambiente.

Un quadro tutt’altro che positivo. Ma è proprio tutto vero?

Non completamente. In realtà il quadro è decisamente ridimensionato. Ecco qualche punto per iniziare a fare chiarezza. L’olio di palma, pur essendo di origine vegetale, ha una composizione in acidi grassi più simile al burro che agli altri grassi vegetali: è infatti composto essenzialmente da grassi saturi.  Di conseguenza ben si presta, per le sue proprietà chimiche, a sostituirlo nelle preparazioni industriali.

Per quali motivi?

Innanzitutto, perché ha un costo nettamente inferiore. In secondo luogo, perché è praticamente insapore, e aggiunto alle preparazioni non ne altera la gradevolezza. Inoltre, rispetto al burro garantisce una conservabilità maggiore dei prodotti, per la sua maggior resistenza alla temperatura e all’irrancidimento. Il suo ingresso massiccio tra i nostri cibi è avvenuto in seguito all’inasprimento delle normative dell’Organizzazione mondiale della sanità sui grassi idrogenati, come le margarine. Se ora ci ritroviamo a consumare olio di palma, quindi, è anche per evitare che nei nostri alimenti ci fosse di peggio.

Qual è la posizione dell’Organizzazione mondiale della Sanità riguardo il consumo dell’olio di palma?

In generale, va sottolineato che contro l’olio di palma non si registrano (perlomeno a oggi) posizioni ufficiali da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità, dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, del ministero della Salute, né dell’Istituto superiore di sanità, cioè di tutti  gli organi preposti a vigilare sulla nostra salute.

Esistono gli effetti collaterali dell’utilizzo dell’olio di palma sull’ambiente?

Ci sono, e sono innegabili. La coltivazione delle palme da olio, che si concentra nel Sud-Est asiatico (in particolare in Indonesia e Malesia) ha comportato e comporta tutt’oggi un massiccio abbattimento delle foreste tropicali per far spazio alle nuove piantagioni. Le conseguenze si misurano in termini di biodiversità (connessi alla distruzione dell’habitat di numerose specie, tra cui l’orango), ma anche di ripercussioni come l’impennata di gas serra nell’atmosfera e lo stravolgimento dell’assetto idrogeologico del territorio. Ed è forse proprio in ragione del suo forte impatto ambientale che, per dare forza alle campagne contro la sua produzione, si è calcata la mano nel criticarlo dal punto di vista nutrizionale.

Al via i primi due eventi  per il Centenario di Unione Industriali Napoli

Organizzati insieme a Confindustria presso il Polo universitario della Federico II, partono gli incontri dell’Unione industriali partenopea con l’intento di creare sviluppo e occupazione.

“Innovazione al Lavoro”, lunedì 27 febbraio ore 14.30, è un incontro finalizzato alla creazione di un vero e proprio laboratorio per una nuova modalità di pianificare e creare sviluppo. Gli startupper campani selezionati per la finale del Premio Startcup (il premio per l’innovazione promosso dal sistema universitario e della ricerca campana) e i giovani partecipanti alla quarta edizione di Accenture Digital Hackathon (una competizione in programma il 25 e il 26 sempre presso il Polo universitario di San Giovanni) presenteranno i loro progetti a esponenti del mondo dell’impresa e della finanza.

Nel corso dei lavori sarà consegnato un Premio speciale assegnato dall’Unione Industriali, in collaborazione con il Gruppo Q8, al progetto prodotto all’Hackathon, considerato più rispondente alle esigenze del mondo dell’impresa.

Seguirà, martedì 28 febbraio ore 9.00, la grande manifestazione “Industria 4.0. La nuova rivoluzione industriale”. Imprese, mondo della ricerca, fondi di investimento, istituzioni europee,
nazionali e locali metteranno a fuoco 4 temi decisivi per questa nuova svolta epocale dell’industria: creatività, conoscenza, connettività e crescita.

Sono previsti, tra gli altri, gli interventi del Presidente di Unione Industriali, Ambrogio Prezioso, del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane nonché Rettore della Federico II Gaetano Manfredi, del Direttore generale della Dg Connect della Commissione europea Roberto Viola, del Presidente della Piccola Industria di Confindustria Alberto Baban, del Direttore Generale del Banco di Napoli Francesco Guido, del Vicepresidente della Banca europea per gli investimenti Dario Scannapieco, del Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda . Concluderà i lavori il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

L’Università di Salerno premia il miglior progetto di sviluppo di App Enterprise

Dopo il successo delle prime due edizioni, il Dipartimento di Informatica dell’Università di Salerno ripropone la sfida, con il patrocinio ed il sostegno delle aziende Nexsoft, Wiseview e dell’associazione Achille e La Tartaruga.

Domani giovedì 23 febbraio, alle ore 10.00, presso l’aula F/8 del Dipartimento di Informatica dell’Università di Salerno, si terrà la terza edizione di App Challenge – Sfida all’ultima App, per premiare il miglior progetto di sviluppo di App Enterprise.

L’obiettivo è contribuire a far emergere le competenze acquisite dagli studenti  durante il proprio corso di studi, presentandole in maniera innovativa al mondo imprenditoriale.

Referenti scientifici del progetto sono le Prof.sse Rita Francese e Genny Tortora, mentre i partecipanti sono gli studenti del corso “Enterprise Mobile Application Development” offerto nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale del Dipartimento di Informatica.

La giornata si aprirà con il saluti del Direttore del Dipartimento di Informatica, Prof. Alfredo De Santis, del Presidente del Consiglio dell’Area Didattica di Informatica, Prof.ssa Filomena Ferrucci, e l’intervento dell’assessore allo sviluppo e al Bilancio del Comune di Salerno, Dr. Roberto De Luca, a sottolineare l’interesse del Comune verso una formazione dei nostri giovani mirata a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro.

Le app in gara sono app enterprise (con server di backend Nodejs), progettate per operare in un ambiente di business utilizzando tecnologie multipiattaforma all’avanguardia (Ionic, Angular, Cordova). Questo significa che funzionano sia su dispositivi iOS, sia Android.

Adeguatezza della soluzione proposta, User Experience, Difficoltà Tecnica e Capacità espositiva, questi i criteri di valutazione individuati per premiare una delle app presentate. Esse sono state sviluppate dagli studenti utilizzando metodologie didattiche innovative, quali il challenge-based-learning, in cui gli studenti collaborano in gruppo per il raggiungimento di un obiettivo (lo sviluppo dell’app) e competono con gli altri gruppi per il conseguimento del premio nella sfida finale, ed il coaching, che prevede che le attività di ogni team siano supervisionate da un coach aziendale che è stato vicino agli studenti sin dalla definizione dei requisiti.

Tutte rilevanti per il settore le aziende coinvolte. Da 012factory a Atos, Dedagroup Wiz, Engineering, Ericsson, Healthwareinternational, IBM, Metoda, Nexsoft, Oracle, Spinvector, STMicroelectronics, Techmobile e Wiseview che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, apprezzando sia l’approccio didattico, sia gli strumenti di sviluppo largamente richiesti nel mondo del lavoro.

Prima della premiazione si terrà una tavola rotonda con le aziende in cui verranno discusse il trend e le sfide dello sviluppo mobile, con particolare riguardo allo sviluppo multipiattaforma e le opportunità offerte dal mercato del lavoro.

Al via il rimborso della tassa legata al rinnovo dei permessi di soggiorno

Vive in Campania, a Melito, provincia di Napoli, la prima famiglia di immigrati alla quale spetterà la restituzione delle somme sborsate, dal 2011 ad oggi, per la tassa legata al rilascio ed al rinnovo dei permessi di soggiorno.

Lui operaio, lei casalinga, sei figli, la famiglia del Burkina Faso incontrerà i giornalisti in una conferenza stampa promossa per domani, martedi 21 febbraio alle ore 12 presso la sede di via Torino 16, dalla Cgil e dal patronato Inca di Napoli dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha sancito l’illegittimità della tassa a seguito del ricorso presentato dal sindacato che riteneva la tassa “sproporzionata ed in aperta contraddizione con le finalità di integrazione e di accesso ai diritti, previste dalle norme comunitarie”.

“Nel mese di ottobre dello scorso anno – precisa una nota della Cgil di Napoli – sebbene il Governo avesse presentato un ricorso avverso la pronuncia del Tar Lazio, che aveva già accolto le istanze della Cgil e dell’Inca, il Consiglio di Stato ha stabilito l’annullamento definitivo della tassa.

Tale decisione ha sancito che le somme, cifre vicine ai cinquecento milioni di euro, pagate dai migranti da gennaio 2012, dovranno essere restituite. In conseguenza di ciò, il Patronato Inca, insieme alla Cgil, ha fatto partire, in tutte le sedi territoriali, una campagna di richiesta di rimborso, avviando contestualmente delle cause “pilota” allo scopo di affermare questo diritto”.

A Napoli la prima sentenza, a favore della famiglia del Burkina Faso.

Sarà presentato ad Avellino, lunedì 20 febbraio, alle ore 16.30 presso la Prefettura, il libro dell’avvocato Stefano Sorvino intitolato “Una vita, più vite: ricordando il prefetto Guido Sorvino”.

Un volume, quello dedicato al padre, che ripercorre la storia del Palazzo di Governo a cominciare dai fatti del terremoto che devastò l’Irpinia nel 1980.

Un sottile filo lega infatti Guido e Stefano, quasi che la storia continuasse per evoluzione naturale: Prefetto in trincea il primo,uomo dedicato alla salvaguardia del territorio e alla protezione civile in senso ampio, attraverso una lunga esperienza alla guida delle Autorità di Bacino della Campania, il secondo.

La presentazione del volume, che vedrà le conclusioni dell’Onorevole Giampiero Bocci, Sottosegretario al Ministero dell’Interno e del senatore Nicola Mancino, già Ministro dell’Interno, intende ripercorrere la storia di quei decenni.

Dopo i saluti del Prefetto di Avellino, Carlo Sessa, del Presidente della Provincia Domenico Gambacorta e del sindaco di Avellino, Paolo Foti, gli interventi del professor Francesco Barra, ordinario di Storia Moderna all’Università di Salerno, del prefetto di Milano Luciana Lamorgese, Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, del professor
Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, del prefetto Carlo De Stefano, già Sottosegretario al Ministero dell’Interno, delprefetto Bruno Frattasi, presidente ANFACI e Capo dipartimento dei Vigili del Fuoco, del prefetto della provincia di Perugia, Raffaele Cannizzaro, del prefetto Vincenzo Cardellicchio, di Claudio Meoli, già prefetto di Avellino e del sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi Rosanna Repole.

Al via alla Fondazione Valenzi il corso di formazione sulla didattica della Shoah

Alberta Levi Temin ha attraversato da protagonista fin dalla giovinezza gli orrori dell’antisemitismo e dell’intolleranza del regime nazi-fascista in Italia e in Europa sapendo reagire a testa alta. Ha contribuito poi, nella sua maturità, come testimone attiva e instancabile tra i giovani, le scuole e l’opinione pubblica a raccontare in maniera lucida la storia contemporanea, battendosi contro idee di revisionismo e promuovendo gli ideali di fratellanza e dialogo, fino alla sua fine avvenuta nello scorso settembre.

È apparso doveroso inaugurare, mercoledì 8 febbraio dalle 15 alle 19 nella sede della Fondazione Valenzi nel Maschio Angioino,  il corso di formazione “Didattica della Shoah: una pluralità di approcci” per gli insegnanti di ogni ordine e grado commemorandola ma soprattutto traendo insegnamento dal suo impegno instancabile di testimone e dalla sua narrazione rivolta ai giovani e alle scuole, appunto “L’esempio di Alberta”. La lezione sarà svolta da Miriam Rebhun testimone di seconda generazione, scrittrice e insegnante anch’essa da tempo impegnata su questo fronte.

Il corso, promosso e organizzato dalla Fondazione Valenzi, è svolto in collaborazione con l’ente di formazione ENGIM Nazionale, riconosciuto dal MIUR come soggetto accreditato per la formazione del personale della scuola. Il corso, che sarà in parte svolto in forma laboratoriale, si concentrerà sull’attività formativa, la ricerca didattica e la documentazione di buone pratiche quali metodi per incentivare la professionalità del docente.

La seconda lezione si svolgerà mercoledì 15 febbraio sempre dalle 15 alle 19 nella sede del Maschio Angioino sarà svolta da Gerarda Mirra ed avrà come oggetto “Il racconto del bene: i Giusti e l’etica della responsabilità”

didattica@fondazionevalenzi.it

Il Carnevale Irpino diventa itinerante

Il Carnevale, grande ed unico patrimonio culturale dell’Irpinia. riunito sotto un unico marchio: quello del Carnevale Princeps Irpino, cartellone di eventi che porta in giro per l’Italia oltre 400 maschere della tradizione.

Carnevale di Montemarano, Carnevale Castelveterese, Zeza di Mercogliano, Mascarata di Serino, Zeza di Capriglia Irpina e ‘O ballo ‘ndreccio di Forino saranno per il mese di febbraio i protagonisti di vari appuntamenti per mostrare al Paese lo straordinario patrimonio culturale dell’Irpinia della tradizione.

Dopo le prime tappe a Perugia (Villa Taticchi) e al Centro Iniziative Popolari di Roma, domenica 5 febbraio il Carnevale Princeps Irpino sarà con circa 250 figuranti al Parco della Musica di Roma in presenza delle telecamere di Rai 1 e Rai 2 per il progetto “La Tarantella del Carnevale” del grande musicista ed etnomusicologo italiano Ambrogio Sparagna.

Sabato 11 febbraio si torna in Irpinia, a Forino, dove alle 10.30 si terrà presso l’aula consiliare di Forino l’incontro sul tema “Carnevali dal mondo”. Nello stesso giorno ci si sposterà, alle ore 17.30, a Montemarano, per l’inaugurazione del Museo dei Carnevale Irpino, museo itinerante del Carnevale che per il 2017 sosterà a Montemarano presso la Casa delle Associazioni.

Sabato 18 febbraio appuntamento a Serino alle ore 16 per l’iniziativa “Carnevale Princeps Irpino per bambini” che vedrà protagonisti i più piccoli e, infine, gran finale domenica 19 febbraio a Castelvetere sul Calore per il raduno del Carnevale Princeps Irpino: alle ore 10 si comincerà con il ritrovo delle maschere e, alle ore 11, l’inaugurazione del Museo dei Carnevale di Castelvetere. Alle ore 12.30 pranzo con il Princeps e, alle ore 15, l’inizio della sfilata.

“Portare in giro per l’Italia e in Irpinia il Carnevale Princeps è un modo per far conoscere la nostra cultura ed averne un ritorno turisticospiega Roberto D’Agnese, ideatore dell’associazione Princeps e direttore artistico -. Princeps è l’espressione di tanti carnevali tradizionali d’Irpinia ed è un cartellone di eventi che si svolge prima del Carnevale tradizionale. Eventi, dunque, che si fermano temporalmente prima della tradizione e che servono a mantenere viva l’attenzione sul Carnevale. Solo così si può creare turismo legato al Carnevale, che vede la comunità completamente impegnata nei giorni dell’evento: il fuoco va acceso prima del Carnevale, tradizione intoccabile che deve mantenere la sua spontaneità in tutti i centri. Basti vedere quanto accade a Viareggio: qui il Carnevale dura un mese e mezzo e racchiude tantissimi eventi. La stessa cosa deve accadere in Irpinia, dove l’interesse va mosso prima del Carnevale vero e proprio, per esplodere poi nei giorni di festa”.

“L’associazionismo legato alle tradizioni e al patrimonio culturale di un territorio è un’arma vincentespiega  Felice Scozzese, persona legata da 35 anni alla Zeza e oggi presidente dell’associazione Princepsquesto progetto è la prova di come l’unione di diverse espressioni culturali possa dar vita ad iniziative di grande rilievo, capaci di far parlare di sé fuori dai confini locali. Sono questi strumenti di promozione importantissimi, ai quali dobbiamo lavorare con grande dedizione. Crediamo fortemente nell’idea di rete, nella collaborazione e condivisione ed è per questo che ribadiamo la nostra disponibilità e la nostra apertura a tutti gli altri Carnevali che vogliano far parte del nostro progetto. Altro aspetto è quello educativo. Siamo convinti che partendo da piccoli queste tradizioni possano continuare a far parte del nostro patrimonio genetico e a non perdersi. Ecco perché il nostro dialogo con le scuole vuole essere sempre più proficuo e costante”.

 www.carnevaleprincepsirpino.com

A Cava de’ Tirreni un evento jazz con special guest Tony Esposito

Rimettere in discussione un fenomeno musicale complesso e rivoluzionario, com’è stato quello dei Weather Report e il genio del suo massimo ispiratore Joe Zawinul, a distanza ancora relativamente breve dalla sua scomparsa, è un’impresa piuttosto ardua.

Ma ci prova, con passione e determinazione, il bassista partenopeo Pippo Matino col progetto Joe Zawinul Tribute, super band che annovera oltre al leader: Roger Biwandu alla batteria, Sabine Kabongo alla voce, Antonio De Luise alle tastiere, Amit Chatterjee alla chitarra, con la partecipazione come special guest di Tony Esposito alle percussioni.

L’appuntamento da segnare in rosso sull’agenda degli imperdibili è fissato per venerdì 27 gennaio sul palcoscenico de Il Moro di Cava de’ Tirreni (inizio ore 22, info: 0894456352 e www.pubilmoro.it) per un concerto che promette di rileggere alcune della pagine che hanno fatto la storia della band che ha riscritto la storia del jazz elettrico che spesso sconfinava in una raffinatissima fusion.

«Non è cosi semplice affrontare l’argomento “Zawinul” – afferma Matino che, a dire il vero, aveva intrapreso già da qualche tempo, ancor prima della scomparsa del grande Joe, ad analizzare e ripercorrere il sentiero della sua proposta musicale – Fino a ieri Joe imperversava ancora personalmente sui palchi di tutto il mondo con il suo Syndicate, regalandoci grandissima musica! Per me è stata da sempre la più grande forma di ispirazione, più di ogni altro musicista, persino più di alcuni grandi bassisti ho sempre amato tanto le sue composizioni e le sue atmosfere… per questo ho deciso di mettere su una “tribute band” dedicata a lui ed alla sua musica… l’ho fatto con amore, rispetto ed anche qualche sacrificio. E poi, ho sempre sognato di suonare con lui, che tra l’altro si è sempre circondato di grandi bassisti, come l’indimenticabile Jaco Pastorius».

Lui e quelli che dopo di lui si sono succeduti a suonare con i Weather Report hanno fatto la storia del basso elettrico con tante idee innovative ed ancora insuperate al giorno d’oggi… per me sono grandi fonti di ispirazione strumentale. Io cerco, naturalmente, di metterci del mio, vorrei che si sentisse che le mie radici sono del mediterraneo, anche se ho studiato la musica americana.»

Ospite d’onore nel concerto al Moro sarà Tony Esposito il percussionista italiano più conosciuto nel mondo. Musicista che ha amalgamato sapientemente la sua cultura mediterranea a quella africana, unendo esperienze jazz/rock, a cui certo i Weather Report hanno dato ispirazione e associandovi un’ attività di sperimentazione che lo ha portato nell’olimpo della scena musicale.

Debutta a suo nome nel 1977 pubblicando Rossonapoletano. Seguiranno Processione sul mare, La banda del sole, dove alla ricerca ritmico / sonora si affiancava l’uso di strumenti a percussione caraibici, africani e sudamericani, spesso sconosciuti o comunque inconsueti. Una produzione che precorreva ciò che in seguito sarà definito “world music” e “new age. Tony ha inventato e brevettato strumenti unici come il Tamborder il cui suono unico e riconoscibile ha contribuito in maniera fondamentale al grande successo delle sue composizioni: Kalimba de Luna, Sinuè, Pagaia tra le altre.

Storia, poesia e musica all’Archivio storico del Banco di Napoli

Un progetto poetico ideato e scritto da Gianni Valentino e dedicato all’amico Costabile Di Sessa, recentemente scomparso: nel Salone dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, giovedì 26 andrà in scena “E per loro – Suite per schiavottelli e violoncello”. Un progetto che, grazie all’Associazione culturale NarteA, è diventato un evento realizzato per ilCartastorie (museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli).

L’evento, oltre alla live performance che unirà poesia e musica, e ad una degustazione di vini, includerà la visita guidata a ilCartastorie, nel corso della quale – grazie al percorso multimediale Kaleidos – si potranno ascoltare alcune delle storie tratte dai documenti racchiusi nell’archivio storico bancario più grande del mondo.

Protagonisti versi e note che narrano di persone vittime della compravendita di schiavi tra Napoli e la Turchia nel Seicento.  Quattordici poemetti originali e site specific rendono vive e contemporanee le esistenze di cristiani e musulmani costretti alla prigionia e a rinnegare la propria religione in virtù del potere del denaro e dei padroni. Filastrocche dolorose o buffe che lasciano risorgere identità e spiriti di un Purgatorio il cui perimetro si estende tra Napoli, Costantinopoli, Algeri e Positano.

Valentino – affiancato dal violoncello di Davide Maria Viola – ha cercato e rintracciato ricordi e malesseri di napoletani, stranieri, immigrati. Corpi perduti. Bambini, madri, uomini il cui passaporto è stato stracciato. Il copione diventa esperienza poetica e ritmica, politica e antropologica, attraverso un recital sonorizzato. Pizzicati yiddish, bicordi, graffi, allegretti, funk psichedelico, note intermittenti, marce funebri sono gli spartiti sui quali il canto di Gianni Valentino evocherà queste storie sospese tra il Mediterraneo e il Bosforo di Istanbul.

Tra i titoli – che raccontano maternità, capricci sessuali, sevizie, business dei corpi, ferite e consapevolezza della detenzione – “Musa”, “Alì Mustafà”, “Caravaggio”, “Non è cinema”, “La mia cicatrice”, “pietas”, “mormora Marmara”.

Un premio a giovani artisti per i 100 anni dell’Unione Industriali di Napoli

In occasione del suo Centenario (1917-2017), l’Unione Industriali istituisce un Premio riservato ai giovani artisti: il Premio “100 anni di Imprese – Unione Industriali Napoli – 1917-2017”.
Lo scopo è di selezionare un’immagine per i 100 anni dell’Unione. Possono partecipare al Premio artisti, italiani e stranieri, residenti in Campania, di età tra i 18 e i 35 anni.
Con il suo Centenario l’Unione Industriali intende valorizzare il rapporto fra Napoli e le sue imprese, la loro storia e il loro valore per il futuro della città. L’opera dovrà quindi rappresentare il senso di questa relazione.
Potranno essere adoperate le seguenti tecniche: Pittura, Fotografia, Elaborazioni digitali e Light Box.
Le opere dovranno essere consegnate entro le ore 12 di venerdì 27 gennaio 2017.
Al prescelto andranno cinquemila euro. Le opere degli altri nove finalisti, assieme a quella vincitrice, saranno esposte a Palazzo Partanna, sede dell’Unione Industriali, nel mese di giugno. In quel mese, la sede sarà aperta alla città e a tutte le imprese del territorio.
Per qualsiasi informazione sul Premio “100 Anni di Imprese – Unione Industriali Napoli – 1917 – 2017” sarà possibile rivolgersi a: Unione Industriali Napoli – Referente: Dott. Nicola Campoli – e-mail: campoli@unindustria.na.it.
Il regolamento del Premio è visionabile cliccando sulla homepage www.unindustria.na.it.

Eccellenze Campane: Maurizio De Giovanni presenta il suo ultimo libro

Domenica 22 gennaio, alle ore 10.30, presso la sede di Eccellenze Campane, il polo del Gusto di via Brin 69, Maurizio De Giovanni presenta “Pane per i Bastardi di Pizzofalcone“, ultimo “arrivato” de “l Bastardi di Pizzofalcone”, la serie di bestseller pubblicati da Einaudi da cui è tratta la fiction attualmente record di ascolti su Rai 1.

Tra gli ospiti Massimiliano Gallo, interprete dell’amatissimo commissario Luigi Palma. Per l’attore si tratta della prima uscita pubblica da quando è in onda la fortunata fiction in onda su Rai 1. Sarà presente, inoltre, Gianni Sallustro, direttore della Accademia Vesuviana del Teatro, che leggerà alcuni passi del libro.

La nuova prova narrativa di De Giovanni, infatti, ben si sposa con la mission di Eccellenze Campane: la trama di “Pane per i Bastardi di Pizzofalcone” si svolge nel mondo dei panifici napoletani ed esalta la produzione del lievito madre, in linea con la valorizzazione dei prodotti tipici locali di cui la Terra del Buono è espressione. Eccellenze Campane ospita, tra gli altri, un panificio d’eccellenza specializzato nella lavorazione del lievito madre, cuore intorno a cui ruota il delitto dell’ultimo giallo dello scrittore partenopeo.

Alla presentazione parteciperanno Paolo Scudieri, patron di Eccellenze Campane, e Riccardo Monti, presidente di ItalFerr e già presidente ICE.

Ospitare un autore come Maurizio de Giovanni – afferma Paolo Scudieri – i cui libri sono stati tradotti in Francia, Germania, Spagna, Russia, Inghilterra, Danimarca e Stati Uniti, riempie di senso la nostra più intima vocazione, quella di esaltare il buono di questa terra, in questo caso non solo gastronomico, come il lievito madre, ma anche letterario“.

L’evento è curato dalla promotrice Rosa Carillo Ambrosio e si inserisce in un percorso che Eccellenze Campane ha avviato per integrare e valorizzare le “eccellenze” del mondo culturale-artistico e musicale della nostra regione.

La Farnesina firma la petizione #pizza Unesco

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, ha ricevuto alla Farnesina Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della campagna e della petizione #pizzaUnesco.

Durante l’incontro il ministro Alfano ha firmato la petizione #pizzaUnesco e ha annunciato il suo sostegno, e confermato quello della rete diplomatica a livello internazionale, alla campagna per l’iscrizione dell’Arte dei Pizzaiuoli napoletani nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco.

«Sono molto felice dell’impegno e del supporto confermato dal ministro degli Affari Esteri a livello mondiale per la campagna #pizzaUnesco. Ringrazio la rete della diplomazia italiana per quello che ha già fatto e farà fino alla riunione del comitato mondiale Unesco per il patrimonio immateriale che esaminerà la candidatura a Seul tra il 4 e l’8 dicembre 2017. La campagna #pizzaUnesco parteciperà anche alla Seconda settimana della cucina italiana nel mondo che ci sarà tra il 20 e il 26 novembre 2017. Durante la prima settimana, tantissimi pizzaiuoli sono stati protagonisti di alcuni dei 1.395 eventi organizzati in 108 Paesi grazie anche alla nostra rete diplomatico-consolare».

Nella seconda edizione della Settimana di promozione del Made in Italy, The Extraordinary Italian Taste, sarà dedicato un focus proprio all’Arte dei pizzaiuoli napoletani come patrimonio dell’Unesco che avrà un ruolo centrale nei differenti paesi coinvolti. Un evento importantissimo in vista del voto finale che ci sarà a dicembre. A decidere a Seul, dopo le valutazioni degli esperti, saranno i rappresentanti dei 24 paesi membri del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale: Austria; Cipro; Turchia; Armenia; Bulgaria; Ungheria; Colombia; Cuba; Guatemala; Santa Lucia; Afghanistan; India; Mongolia; Repubblica delle Filippine, Repubblica di Corea; Congo; Costa d’Avorio; Etiopia; Mauritius; Senegal; Zambia; Algeria; Libano e Palestina.

La Campagna #pizzaUnesco continuerà a rivolgersi a tutti i quasi 200 paesi membri dell’UNESCO per ottenere il massimo consenso. Si punterà anche a raggiungere il traguardo di 2.000.000 di adesioni nel maggior numero di stati (al momento 50) rafforzando il record già ottenuto della campagna più popolare nella storia delle candidature Unesco.

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, ha ricevuto alla Farnesina Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della campagna e della petizione #pizzaUnesco.

Durante l’incontro il ministro Alfano ha firmato la petizione #pizzaUnesco e ha annunciato il suo sostegno, e confermato quello della rete diplomatica a livello internazionale, alla campagna per l’iscrizione dell’Arte dei Pizzaiuoli napoletani nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco.

«Sono molto felice dell’impegno e del supporto confermato dal ministro degli Affari Esteri a livello mondiale per la campagna #pizzaUnesco. Ringrazio la rete della diplomazia italiana per quello che ha già fatto e farà fino alla riunione del comitato mondiale Unesco per il patrimonio immateriale che esaminerà la candidatura a Seul tra il 4 e l’8 dicembre 2017. La campagna #pizzaUnesco parteciperà anche alla Seconda settimana della cucina italiana nel mondo che ci sarà tra il 20 e il 26 novembre 2017. Durante la prima settimana, tantissimi pizzaiuoli sono stati protagonisti di alcuni dei 1.395 eventi organizzati in 108 Paesi grazie anche alla nostra rete diplomatico-consolare».

Nella seconda edizione della Settimana di promozione del Made in Italy, The Extraordinary Italian Taste, sarà dedicato un focus proprio all’Arte dei pizzaiuoli napoletani come patrimonio dell’Unesco che avrà un ruolo centrale nei differenti paesi coinvolti. Un evento importantissimo in vista del voto finale che ci sarà a dicembre. A decidere a Seul, dopo le valutazioni degli esperti, saranno i rappresentanti dei 24 paesi membri del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale: Austria; Cipro; Turchia; Armenia; Bulgaria; Ungheria; Colombia; Cuba; Guatemala; Santa Lucia; Afghanistan; India; Mongolia; Repubblica delle Filippine, Repubblica di Corea; Congo; Costa d’Avorio; Etiopia; Mauritius; Senegal; Zambia; Algeria; Libano e Palestina.

La Campagna #pizzaUnesco continuerà a rivolgersi a tutti i quasi 200 paesi membri dell’UNESCO per ottenere il massimo consenso. Si punterà anche a raggiungere il traguardo di 2.000.000 di adesioni nel maggior numero di stati (al momento 50) rafforzando il record già ottenuto della campagna più popolare nella storia delle candidature Unesco.

Riprendono gli appuntamenti di “Young”, la rassegna teatrale per i più piccoli a cura di Associazione Casa del Contemporaneo/Le Nuvole.

Sabato 14 gennaio 2017 alle ore 16.30 alla Sala Pier Paolo Pasolini a Salerno (venerdì 13 gennaio 2017 ore 9.30, 11.30 e 14.30 in anteprima riservata alle scuole dell’infanzia e primaria, al Teatro dei Piccoli a Napoli), va in scena “Unpopiuinla. Una favola semplice” di Cà luogo d’arte, per la regia di Maurizio Bercini e i testi di Marina Allegri, destinata ai bambini dai 4 anni.

Una principessa, un principe, una strega cattiva, un aiutante magico, una spada, un cavallo ma anche un amore a prima vista e una prova da superare sono gli ingredienti di una favola a lieto fine, rappresentata in uno stile arcaico e di recupero di oggetti e atmosfere della civiltà contadina, dove ai burattini in baracca tradizionale di Ilaria Commisso si uniscono, mescolandosi, le interpretazioni di Francesca Bizzarri e Francesca Grisenti e la musica dal vivo suonata da Romeo Zucchi al pianoforte con musiche originali di Paolo Codognola.

Abbiamo tanto bisogno di un lieto fine” – scrive in una nota la drammaturga Marina Allegri. “Abbiamo bisogno di sapere che ‘vissero tutti felici e contenti’, perché la felicità, come la curiosità, ci fa entrare a scoprire il Paese di Unpopiuinlà. Ne abbiamo bisogno da adulti, da educatori, da bambini, se un po’ di quell’età del cuore c’è rimasta dentro per continuare a credere che anche dalla cacca di un vasino da notte può nascere un fiore profumato… il nostro fiore. Abbiamo solo bisogno di imparare a riconoscerlo”.

Sala Pier Paolo Pasolini, via Alvarez Lungomare Trieste SALERNO sabato 14 gennaio 2017 ore 16.30 Biglietto € 8,00 – prevendita on line www.postoriservato.it

Teatro dei Piccoli, viale Usodimare NAPOLI venerdì 13 gennaio 2017 ore 9.30, 11.30 e 14.30 Ridotto scuole € 7,00 – solo su prenotazione

Info:  081 2395653 (feriali 9.00/17.00); info@lenuvole.com; www.lenuvole.it; www.casadelcontemporaneo.it