Daniele Marrama, Napoli deve ripartire dalle forze sane della città

Daniele Marrama, Napoli deve ripartire dalle forze sane della città

Nella giornata di commemorazione della figura del professor Guistavo Minervini, organizzata dal presidente dell’Istituto Banco di Napoli, Fondazione, Daniele Marrama e dal professor Adriano Giannola , il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, lancia l’allarme: “Ai tempi di MInervini c’era attenzione per il sud. Oggi non esiste più strategia di sviluppo per il Mezzogiorno. Mi chiedo chi l’ha cancellata dai progetti di Governo” e ancora: “Oggi Minervini avrebbe malinconia a guardare la città, sia per i tanti aspetti quotidiani sia per la politica napoletana. Per Napoli progetti accumulati in decenni, che avevano fatto rinascere la speranza, ora sono totalmente dissolti” ma nel corso della giornata ha invitato anche tutti a non rassegnarsi e a reagire. “Il suo discorso mi è sembrato purtroppo molto realistico – dichiara Daniele Marrama –  ma ha anche messo in luce che non bisogna rassegnarsi a un fatalismo pessimistico. Il presidente emerito ci ha invitato a reagire, pur partendo da questo dato, bisogna cogliere il suo monito come un’iniezione di speranza, un richiamo affinchè le forze sane della città possano incidere con la loro azione sulle scelte che riguardano il futuro di questa città”.

Ma lei ritiene che sia possibile uscire da questa situazione descritta dal presidente e che è sotto gli occhi di tutti?

“Siamo in questa fase negativa, ma ritengo che la vita sia fatta di cicli e una volta che si è raggiunto un acme negativo arriva la rinascita, ma c’è bisogno di pensarla, mai quanto oggi è indispensabile la progettualità che negli ultimi anni a Napoli, ma  in tutto il Mezzogiorno, è mancata”.

Secondo lei, qual è il futuro per lo sviluppo del Mezzogiorno, o meglio: il Banco di Napoli vede qualche prospettiva?

“Ormai il Banco di Napoli è ampiamente radicato tra Milano e Torino, ma conosciamo bene il territorio e sappiamo bene che in una realtà che ha aspirazione di crescere c’è bisogno di un Istituto a carattere territoriale. Ed è per questo che anche la fondazione Banco di Napoli ha investito nella Banca del Sud, rinforzandone la sua partecipazione, perchè è una Banca di prossimità. Ritengo che per la rinascita sia necessario ripartire da quello che c’è sul territorio, accompagnato da una realtà creditizia in grado di accompagnare il rilancio economico e di incamminare lo sviluppo nella giusta direzione”.

Presidente, parliamo della figura di Minervini, che avete commemorato, una vita dedicata agli studi giuridici, carriera universitaria, militanza politica, impegno intellettuale si fondono in lui.

“C’è una coerenza di fondo in tutte le attività che ha svolto che è un aspetto predominante della sua vita: la sua enorme cultura giuridica e istituzionale che gli hanno permesso di poter dare il massimo in ogni sua attività, dalla carriera universitaria a quella di parlamentare fino al suo impegno per salvare il Banco di Napoli. Impegno di matrice socioistituzionale che riversato proprio nella Fondazione. Non dimentichiamo che Minervini la guidò nella fase più delicata della sua storia”.

Nella biografia di Minervini si legge che ha condiviso la formazione scolastica e universitaria con ”Chinchino” Compagna, Antonio Ghirelli, Raffaele La Capria, Francesco Rosi, Franco Capotorti, Francesco Bonifacio, ministro della Giustizia nell’epoca del terrorismo, l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Gerardo  Marotta, segno del fermento intellettuale e culturale dell’epoca, come mai oggi si ha la sensazione che manchi questo fermento?

“Indubbiamente, non è che mancano le personalità, non è che vi sia un impoverimento culturale, piuttosto manca  un luogo di condivisione, che all’epoca era l’arco Mirelli, dove gravitavano queste personalità. E’ una fase in cui manca questa condivisione intellettuale e culturale che negli anni passati ha portato i suoi frutti. ”

Siete partiti con una giornata dedicata a Minervini e poi?

“A valle della sua commemorazione, abbiamo lanciato l’idea di creare un Centro Studi dedicato alla sua figura, in  modo da mettere al servizio della comunità il suo impegno e la sua grande cultura giuridica”.

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