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L’appello a Matteo Renzi non era mai stato più esplicito e pressante. L’invito a togliere il fascicolo “Sud” dal faldone dei “Fondi europei non spesi” e a metterlo nell’agenda del Governo come dossier prioritario. Un messaggio che viene dal Mattino e ha quindi “l’oro in bocca”, per così dire. Perché stavolta non è affidato a un opinionista che, per quanto autorevole, è comunque un interlocutore esterno giornale, come Paolo Savona o Giorgio La Malfa. Stavolta il principale quotidiano di Napoli ( che è anche il principale del Meridione), ha affidato il monito a uno dei suoi giornalisti più in vista, Vittorio Del Tufo.

E’ il giorno in cui il giornale apre con una notizia che sa di beffa. La Wirlhpool Corporation, una multinazionale statunitense produttrice di elettrodomestici, annuncia investimenti per 500 milioni di dollari e, al tempo stesso, chiude i battenti di un suo sito produttivo a Caserta (oltre 1300 dipendenti).

E’ la vigilia di una visita di Renzi a Napoli. Ecco perché il richiamo all’Esecutivo del giornale di via Chiatamone si fa più incisivo.

 

OBLIO E AMNESIE

“Dopo anni di oblio e prolungate amnesie – scrive Del Tufo – il governo faccia sul serio. Attendiamo fiduciosi un segnale di svolta. Perciò ci auguriamo che la visita di Renzi… non si riduca a una comparsata ma sia qualcosa di simile a una ripartenza”. E poi: “Di comparsate, in passato, ne abbiamo già viste tante… Stavolta ci auguriamo che la sterzata sia evidente, che la svolta sia reale e che alle parole seguano i fatti…

 

Del Tufo prende ad esempio la vicenda del rilancio di Bagnoli come esemplificativa non solo di Napoli, ma dell’intero Mezzogiorno. Bagnoli è il simbolo di una difficoltà ancora presente negli orientamenti del governo Renzi, impegnato più a stigmatizzare l’incapacità del sistema Sud di spendere le risorse europee, che a prendere il toro per le corna, come si dice, mettendo in campo una solida strategia industriale volta all’innesto del Mezzogiorno nel solco della auspicata ripresa italiana.

 

QUALI RISORSE

Su questo argomento si sofferma l’ultimo libro del presidente di Svimez Adriano Giannola (“Sud d’Italia. Una risorsa per la ripresa”, Salerno Editore) con un ragionamento che merita una riflessione a parte.

 

Ma è non di meno istruttivo quanto un altro giornale del Sud, il “Corriere del Mezzogiorno Economia”, ha pubblicato di recente, affidandosi alla penna di un suo editorialista, il professor Federico Pirro.

 

Il docente di Storia dell’Industria nell’Università di Bari e consigliere della SVIMEZ esorta a dismettere la raffigurazione del Sud come territorio destinato alla desertificazione industriale. Il Mezzogiorno – scrive nel suo articolo del 13 aprile – venga riproposto come insieme di grandi risorse e convenienze per la crescita italiana. Non per ignorare le criticità esistenti, ma per…

 

“Rendere percepibile agli italiani l’esistenza nelle regioni meridionali di forti elementi di dinamismo che, se rafforzati, potrebbero aiutare l’intera economia nazionale a crescere a ritmi ancor più sostenuti…”.

 

Gli esempi di settori dinamici nel Sud non mancano. Dall’acciaio all’estrazione e raffinazione petrolifera, dalla farmaceutica all’energia, dall’automotive all’aerospazio, dall’agroalimentare all’Itc e alla navalmeccanica… Settori in cui “l’industria del Mezzogiorno dispiega una capacità produttiva che da anni ormai ha assunto valenza strategica per tutta l’Italia”. Sarebbe ora che lassù, a Roma, qualcuno se ne accorgesse, per trarne le conseguenze debite, e non si limitasse a prendere a schiaffi un Mezzogiorno che non è e non è mai stato “il problema” ma la soluzione.

Claudio D'Aquino, napoletano, giornalista e comunicatore di impresa