Calvi Risorta, scandalo senza fine: la discarica era già nota 17 anni fa

Calvi Risorta, scandalo senza fine: la discarica era già nota 17 anni fa

discarica e spiegazioni

La discarica di rifiuti industriali era nota già 17 anni fa. A confermarlo la presenza una perizia effetuata dall’Ingegnere Pietro Martino su incarico del sindaco del Comune di Calvi Risorta proprio nel 1998.

Non è un segreto, ma pochi ne parlano, la notizia rimbalza da una vita quasi solo sui blog e sui giornali locali e gli stessi Comitati hanno sempre saputo la verità: l’allora sindaco di Calvi Risorta, Antonio Caparco, con delibera 126  del 25 marzo 1998, conferiva l’incarico di rilievo topografico ed analisi del sottosuolo all’ingegnere Pietro Martino, in seguito assessore alle Attvità Produttive fino alle ultime amministrative, il quale, il 6 maggio 1998 firmò una Perizia relativa allo stato di inquinamento della zona Ex-Pozzi. Nella perizia, l’ingegnere riscontrava la presenza massiccia di materiali inquinanti (su una superficie complessiva di 24.150mq, il volume di abbanco di rifiuti è di 74.150mq)

E ancora la perizia parlava di vernici : «C’è un’area con tracce di residui industriali in superficie – recitava la relazione tecnica – Area interessata alla coltivazione e area di sbancamento e non coltivata» Insomma 17 anni fa c’erano già i termini per aprire un’inchiesta, come sottolinea anche w.w.w.calvirisorta.com e come da due anni stanno denunciando i Comitati che si battono contro la centrale a biomasse. Di

“Come sia stato possibile – dicono dal Comitato per l’Agro Caleno – che nel 1998 sia stato conferito incarico di rilievo topografico ed analisi del sottosuolo ad un ingegnere il quale ha firmato una Perizia relativa allo stato di inquinamento della zona Ex-Pozzi riscontrando la presenza massiccia di materiali inquinanti per poi consentire la costruzione di una centrale a biomasse?”

Insomma sembra incredibile che per avviare un’inchiesta sulla la presenza dei veleni nell’area ex Pozzi Ginori si siano dovuti aspettare i giornalisti che con buona volontà hanno incrociato le immagini del terreno degli anni ’60 con quelle più recenti, sollecitando così l’intervento del Corpo delle Guardie Forestali, quando già nel 1998 la presenza dei rifiuti industriali era stata accertata.

Nell’audizione del 12 febbraio 2014 della III Commissione Consiliare Permanente del Consiglio Regionale della Campania, relativa proprio alla Ex Pozzi ed all’ex Tabacchificio di Sparanise, presieduta dall’onorevole Angelo Consoli, la dotteressa Vito Marinella, direttore tecnico dell’Arpac, a pagina 9, spiega:

…Purtroppo era una consuetudine molto diffusa prima che entrassero in vigore tante norme ambientali che hanno disciplinato la materia, quella di utilizzare il sito dove si svolgevano attivitàproduttive per interrare rifiuti…

In linea con le conclusioni della dottoressa Marinelli, anche il ministro dell’Ambiente Galletti, che nei giorni scorsi ha dichiarato: “Qui non si tratta di camorra, ma di imprenditori senza scrupoli”.

Insomma sembra proprio che la criminalità organizzata c’entri ben poco con i rifiuti interrati a Calvi Risorta e sembra anche che  per 17 anni si sia cercato di mantenere il segreto su tutta la vicenda.L’ex sindaco Caparco, nella stessa audizione dichiarò: “Sull’area Pozzi per la parte che compete a Calvi Risorta già nel 1998 avanzai una denuncia sulla situazione dei residui della ex Vernice Pozzi. La Procura della Repubblica nominò all’epoca un tecnico, che si interfacciò con l’ing. Martino per fare dei saggi, adesso Martino è Assessore del Comune di Calvi Risorta , mentre all’epoca era un libero professionista, ed alla fine non è venuto fuori niente, prima hanno sequestrato l’area per un periodo, poi, hanno rimesso le cose a posto”. Cos’abbia voluto dire con hanno rimesso le cose a posto non si sa, si sa solo che già 17 anni fa, come riporta anche il verbale stilato dalla III Commissione Consiliare si sapeva che la perizia stilata dall’ingegnere Martino “riscontrava la presenza massiccia di materiali inquinanti (su una superficie complessiva di 24.150mq, il volume di abbanco di rifiuti è di 74.150mq)” e da allora solo un anno fa  è partita l’inchiesta.

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