Si è concluso con successo il kick-off meeting di “Cibo Senza Frontiere: conoscersi attraverso i sapori”, l’ambizioso progetto di cooperazione transnazionale che vede il Gal “La Cittadella del Sapere” nel ruolo di soggetto capofila. L’evento ha sancito la nascita di un network strategico tra Italia, Portogallo, Slovenia, Croazia, Lettonia e Romania. L’apertura dei lavori a Rivello. La prima giornata si è tenuta presso la casa Internazionale della Dieta Mediterranea, all’interno del monastero di Sant’Antonio. Ad accogliere i venti rappresentanti dei Gal partner sono stati il sindaco di Rivello, Franco Altieri, e il presidente del Gal “ La Cittadella del Sapere”, Franco Muscolino. Entrambi hanno ribadito come la cooperazione internazionale sia la chiave per lo sviluppo e la visibilità dell’area sud della Basilicata. Sono seguiti gli interventi tecnici di Giuseppe Paternò ( Forcopim); Rosa Messuti ( Gal La Cittadella del Sapere) e Tiziana Fedele ( GALPa La Cittadella del Sapere) Strategie e Sinergie Nazionali. Durante la sessione operativa è stato tracciato il cronoprogramma delle attività, focalizzato su tre pilastri: promozione: educational Tour per giornalisti, blogger e influencer; partecipazione a fiere di settore e study visit nei paesi partner e creazione di un sito web dedicato, mappe interattive e un piano di social media marketing. In concomitanza con i lavori in Basilicata, il progetto è stato presentato a Venezia dal direttore Rosanna Armando durante il II seminario nazionale GALPA, evidenziando il legame con il Festival del Pesce Azzurro e Garum. Esperienze sul Territorio: da Rivello a Maratea. Il programma ha alternato momenti tecnici a esperienze immersive. Dopo la visita al borgo di Rivello, gli ospiti hanno raggiunto Maratea. Qui, i partner europei hanno partecipato a un laboratorio artigianale presso l’azienda casearia “Via Lattea”, dove hanno appreso i segreti della produzione della mozzarella locale, simbolo dell’eccellenza gastronomica del territorio. Con il kick-off di “Cibo Senza Frontiere”, la Basilicata si conferma hub centrale per una cooperazione che trasforma le radici culinarie in un volano di sviluppo economico e turistico moderno.