“Stoicheion”, la notte degli elementi apre l’Estate di Petrosino in Sicilia

Con lo spettacolo “Stoicheion”- La notte degli elementi, domenica 28 giugno, dalle ore 21.30 in piazza Biscione, hanno preso il via le manifestazioni di Petrosino Estate 2015. Stoicheion è il principio, l’inizio di ogni cosa ripreso dalla tradizione filosofica greca e in particolare da Platone.I quattro elementi della natura, il fuoco, la terra, l’aria e l’acqua rappresentano gli elementi del creato, in cui tutte le cose esistono e consistono. Uno spettacolo straordinario e unico che mette insieme con un intreccio scintillante di colori ed emozioni i 4 elementi con il suggestivo sfondo del mare di Biscione per dare il via agli eventi estivi.  Anche quest’anno alla realizzazione degli eventi dell’estate petrosilena, contribuiscono le associazioni culturali, ambientali, le scuole e i singoli cittadini di Petrosino e in più si è aperto anche ad associazioni provenienti da altri Comuni. “Il Cartellone degli eventi estivi rappresenta per noi un straordinario momento di promozione del territorio, – la dichiarazione congiunta del sindaco Giacalone e dell’assessore al Turismo Federica Cappello -. Rientrano nel nostro progetto di rilancio dell’economia locale e non sono fine a se stesse.

Quest’anno l’amministrazione  ha lanciato appena un mese fa il portale turistico visitpetrosino.com, dove verranno pubblicizzati tutti gli eventi estivi, cercando di mettere in rete ciò che offre il nostro territorio e a questo si aggiunge anche la promozione, già fatta in passato con Ryanair, cercando di catturare direttamente i turisti tramite la pubblicazione sulle carte d’imbarco di chi viene a Trapani, e con EasyJet ( Palermo) sulla propria rivista di bordo. Quest’anno siamo particolarmente felici anche per l’avvio in contemporanea con il cartellone estivo delle attività commerciali cofinanziate dal progetto Stand-UP”. Tra i tantissimi eventi, una quarantina in totale,  che qualificano il programma di Petrosino Estate 2015, la rassegna Cine@mare. Quest’anno sarà curata e diretta gratuitamente da un giovane emergente regista e produttore cinematografico, Alessandro Giuggioli, che insieme ad altri colleghi sta lavorando ad un progetto “In bici senza sella” e con il quale l’amministrazione ha voluto dare alla rassegna il tema sociale del precariato. Queste le proiezioni in programma, la prima giovedì 2 luglio, Le Meraviglie di Alice Rohrwacher;  L’arbitro di Paolo Zucca; Perez di Edoardo De Angelis; Anime Nere di Francesco Munzi; Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores. Immancabili tra gli eventi estivi di Petrosino le tradizionali Sagre caratterizzate dall’uso esclusivo di ingredienti provenienti da agricoltura biologica, tra cui la Festa Du Gnocculo IV edizione, venerdì 31 luglio. La Sagra della melenzana, giovedì 6 agosto. Sagra del Cous Cous, venerdì 7 agosto. Novità di quest’anno la Festa dello Street Food che si terrà sabato 25 luglio in piazza Biscione.

Tra gli eventi Culturali, spazio al Teatro con gli spettacoli: Sia fatta la volontà di Dio, sabato 11 luglio e L’Italia s’è desta o quasi… La Costituzione Italiana,  domenica 19 luglio, spettacolo  in memoria del giudice Paolo Borsellino e ancora tanta musica con il Saggio  della Scuola Diapason, domenica 12 luglio; I Laboratori di Musica in Spiaggia, martedì 14 luglio; Volontariamo in Musica, domenica 26 luglio; Canti&musiche siciliane, giovedì 13 agosto ecc.  e con l’organizzazione del grande concerto, sempre ad Agosto, di cui comunicheremo i dettagli in seguito. E come lo scorso anno non potevano mancare tra gli eventi estivi, quelli che mirano alla salvaguardia e alla  tutela  per l’ambiente, con itinerari e visite guidate,  i laboratori e le giornate dedicate alla sensibilizzazione e al riciclo. E infine spazio anche allo sport, con i week end dedicati, le esibizioni di danza e i diversi tornei tra scacchi e bocce. A dare un importante contributo per i servizi d’informazione turistica, anche quest’anno gli studenti dell’Istituto Commerciale Turistico di Marsala e gli studenti dell’Istituto Nosengo per il servizio al “Museo Etnoantropologico Martino Zichittella”.

Nutrire il Pianeta e il contributo dell’economia del Mare

economia del mare“Nutrire il Pianeta e il contributo dell’economia del mare” il convegno internazionale realizzato dalla Federazione del Mare, patrocinato da Expo 2015, Promos, Camera di Commercio di Milano, si è appena tenuto a Milano. La Federazione del Mare che ha voluto uno studio, effettuato da D’Appolonia (Gruppo Rina) e Censis, sull’apporto delle attività marittime dalla distribuzione alla produzione di merci alimentari, nel mondo e in Italia. Nonostante la crisi, il sistema economico marittimo ha tenuto e ne hanno parlato i relatori invitati all’evento. Nel suo intervento d’apertura, il presidente della Federazione Paolo d’Amico ha dichiarato: “E’ con grande soddisfazione che presentiamo il  rapporto Feeding The Planet: The Maritime Economy Contribution e che lo facciamo a Milano, principale centro economico italiano, in connessione con Expo 2015. E’ importante essere qui e sottolineare come il mondo del mare sia un fattore di sviluppo anche per l’industria agro-alimentare, fiore all’occhiello della nostra economia e ben presente nella parte economicamente più forte del Paese. Il rapporto evidenzia come le attività marittime svolgano un ruolo fondamentale nell’assicurare l’alimentazione mondiale e ciò con efficienza energetica e sostenibilità ambientale.

Quello marittimo è il 65% del trasporto globale di cibo, mentre le emissioni di CO2 corrispondenti sono solo pari al 12%. Ogni tonnellata trasportata viaggia per oltre 5.500 miglia (10.500 km). Il commercio marittimo, cioè, assicura l’interscambio di merci agricole e alimentari, mettendo in comunicazione tra loro aree continentali altrimenti isolate e obbligate solo a scambi terrestri, spesso vincolati dalla geografia e dallo sviluppo delle infrastrutture a quantità limitate. Le attività marittime servono il 90% del commercio mondiale, che nell’ultimo decennio è cresciuto da 6 a 10 miliardi di tonnellate e salirà nel 2030 a 17 miliardi. L’integrazione tra le varie aree del pianeta e il loro sviluppo, che stanno portando ad un incremento del reddito medio e molte popolazioni fuori dalla fame, non sarebbero possibili senza il contributo del mare: quello legato al trasporto marittimo di materie prime o di beni semilavorati e finiti, in generale, e anche quello risultante dalla circolazione di merci agricole e alimentari e dalla loro produzione, di cui ci occupiamo oggi”.

convegno economia del mare

Presidente D’Amico nelle conclusioni, le ha detto a chiare lettere “Ridateci il Ministero!”

“Sì. Assolutamente. Il mare partecipa al PIL per 40 miliardi di euro, il mare da lavoro a mezzo milione di italiani, in tutti i suoi aspetti, pretendo che noi dobbiamo avere un ministero nostro, che conosca le nostre problematiche, perché è l’ambiente dove operiamo è differente, la mobilità che noi abbiamo è differente. E’ un altro mondo: è come stare su Marte. Non sto chiedendo gente nuova perché già esiste, si tratta di strutture che già esistono, si tratta di riorganizzarle e si tratta di dare loro un Ministro che abbia la cognizione e le capacità, così come c’è sempre stato in Italia, in passato”.

Abolire il Ministero è stata una scelta sbagliata?

“Sì, perché si è voluto credere che fondendo vari ministeri insieme, si creavano delle sinergie e quindi la macchina statale costava di meno. Questo è il vero motivo. Si è provato a) che non è vero e b) che è diventata meno efficiente. Dobbiamo tornare indietro. Non è possibile che sotto lo stesso ministero ci siano le autostrada, le ferrovie dello Stato, prima c’era l’Alitalia,poi  ci sono i porti, la marina mercantile. Un ministro non può fare tutte queste cose. Ci vuole un solo Ministero che si occupi solo di mare”.

Nutrire il pianeta e il contributo dell’economia del mare ha dato dei risultati?

“Io a parte devo dire come marina mercantile, lato trasporti, sono tranq uillo: l’Italia ha fatto e ha fatto parecchio. Certo uno poi sentire i vari economisti della Fao, dei catastrofismi, fa un po’ paura e spaventano. Ritengo importante più educazione, insegnare ai ragazzi che il nostro pianeta non è tutto infinito o eterno, quindi dobbiamo imparare ad usare le cose che Dio ci ha regalato”.

Per il Ministero degli Affari Esteri, la Coordinatrice Mare, d.ssa Paola Imperiale.

Quanto si investe nel mare?

“Nello scenario internazionale, c’è una crescente attenzione a tutto ciò che riguarda il mare. Il mare ha 3 dimensioni, a volte ci sfugge questa tridimensionalità: ha la dimensione dei trasporti, cioè che va sopra l’acqua, ha una dimensione alimentare, come la pesca e tutto ciò che è legato ad essa, ha una dimensione dei fondali legati alle risorse marine che si sta in questo momento di valorizzare. Ovviamente sono tutti discorsi che non sono a lunga scadenza in questo momento, per ciò che riguarda, per esempio, la parte della legislazione delle risorse biologiche del mare, quello che si dice tecnicamente aldilà della giurisdizione degli Stati. Parliamo dei mari profondi come gli oceani., per esempio è importante tutto ciò che riguarda e molto importante il cambiamento climatico applicato al mare. Si è discusso oggi dell’aumento di temperatura e dell’apertura della rotta artica.

Cosa ne pensa?

“Sì, alla tavola rotonda si è parlato della cosiddetta apertura della rotta artica, se si apre questa rotta le navi ci metterebbero lo stesso numero di giorni, cioè 25, nel fare Shangai fino al Mediterraneo. Se questo può portare, perché è sempre “un equilibrio”  in prospettiva dei vantaggi, dal punto di vista dell’ambiente e del Mediterraneo, dall’altro può portare degli svantaggi per ciò che riguarda, il settore marittimo in Italia. Perché se tutto il traffico va verso Rotterdam, da Rotterdam poi “scende in ferrovia”.

Cambia tutto lo scenario?

“Sì. Parliamo comunque del 2030, 2040. Mentre secondo me bisogna guardare questo aspetto che per noi sono aspetti geo strategici, lungo periodo. Noi tendiamo a focalizzare la nostra attenzione sul breve periodo ma in realtà il lungo periodo che condiziona la nostra vita e sulla nostra storia”.

Lei ha fatto un passaggio sul G7

“Sì. Il G7 quest’anno era sotto la Presidenza tedesca sia livello del Ministro degli Esteri il 26 aprile, sia a livello di Capi di Stato e di Governo il 6 giugno, ha adottato, due dichiarazioni diverse sul mare. Qui oggi ci siamo occupati solo del contributo marittimo del mare per l’agroalimentare, io le posso dire che per i trasporti a basso costo, il 60 e in alcuni casi fino al 90% del petrolio mondiale viaggia via mare: quindi tutto ciò che riguarda la sicurezza sia come safety e security, complementari e diverse, è fondamentali. La sicurezza in mare passa attraverso gli stretti, sono un aspetto molto interessante, è anche la nostra storia, quella del Mediterraneo. Quanto avviene sulla terra che avviene in materia di sicurezza, che poi incide sulla Sicurezza in Mare. Attualmente c’è il progetto guida Alia, un micro progetto per quella che dovrebbe essere la sorveglianza marittima, che è stato affidato per motivi tecnici, affidato all’Agenzia Spaziale Italiana”.

Mi spiega la somma algebrica che ha citato?

“ Quello che dico sempre che all’interesse nazionale non corrisponde se non i casi carissimi, per carità, alla somma algebrica degli interessi di settore. L’interesse nazionale implica necessariamente un’opera di mediazione tra le diverse spinte. Ne parlavamo prima nell’ambito dello sviluppo sostenibile come un punto di equilibrio in merito agli interessi ambientali e sociali, politici ed economici. E’ questo il punto di equilibrio che molte volte è difficile da raggiungere. Devo dire dal punto di vista del mare, forse l’Italia, ha poca consapevolezza, che siamo un Paese con 8700 km di costa”.

Sono tanti…

“Oltre che per la navigazione,c’è il turismo, la salute, esistono degli studi,come sostengono gli studi delle università anglosassoni, sull’importanza del clima marittimo, dell’influenza benefica su importanti forme di malattie. Si può parlare anche di turismo sanitario, riprende il vecchio turismo dell’800. C’è anche un parte culturale del mare, soprattutto nel Mediterraneo oltre l’esempio dei Bronzi di Riace che vengono dal mare, ultimamente si è parlato di un ritrovamento di una nave romana intatta sotto la costa della Sardegna, il mare da questo punto di vista può essere un Museo”.

Hanno partecipato al Convegno: Giorgio BALZARETTI, consigliere della Camera di commercio di Milano, Khouloud BOUGHLALA, consigliere economico dell’Ambasciata del Marocco, Mohamed BENALI, console generale del Marocco a Milano, Riccardo FUOCHI, presidente dell’International Propeller Clubs – Port of Milan , Paola IMPERIALE, coordinatrice Mare del ministero degli Affari esteri, Umberto MASUCCI, vicepresidente della Federazione del Mare, Marcela VILLAREAL, l’economista Bellu’ della FAO, Felicio ANGRISANO, Ammiraglio comandante generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Luca FLORENZANO, direttore Marine Claims della SIAT, Luigi GIANNINI, vicepresidente di Federpesca, Irene RIZZOLI, titolare di Delicius Rizzoli SpA, Roberto ZUCCHETTI, coordinatore area Trasporti di Certet – Università Bocconi.

 

Teatro Bellini di Catania: Roberto Grossi il nuovo sovrintendente

Roberto Grossi è ufficialmente il nuovo sovrintendente del Teatro  Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania. Il presidente della Regione  siciliana Rosario Crocetta ha firmato la nomina dopo l’indicazione data  alcune settimane fa dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente lirico di  cui è presidente il sindaco di Catania Enzo Bianco.

Roberto Grossi è ufficialmente il nuovo sovrintendente del Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania. Il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta ha firmato la nomina dopo l’indicazione data alcune settimane fa dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente lirico di cui è presidente il sindaco di Catania Enzo Bianco.
Grossi, che ha 57 anni, è presidente di Federculture e dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha ricoperto le cariche di vicepresidente della Fondazione MAXXI e di Direttore Generale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nel 2010 costituisce il Comitato Sistema delle Orchestre e dei Cori Infantili e Giovanili in Italia Onlus, di cui è Presidente. Ha realizzato e curato i Rapporti Annuali sulla Cultura (9 edizioni con 24Ore Cultura, Etas Libri – RCS, Allemandi & C) e numerose altre iniziative editoriali. Romano, a 58 anni compiuti nello scorso mese di marzo.
Nel 2010, con Claudio Abbado, ha costituito il Comitato Sistema delle Orchestre e dei Cori Infantili e Giovanili in Italia Onlus, di cui è Presidente. Ha realizzato e curato i “Rapporti  Annuali sulla Cultura” (nove edizioni con 24Ore Cultura, Etas Libri, Rcs, Allemandi & C) e numerose altre iniziative editoriali. Ha pubblicato i volumi “Cantiere cultura” e “Il Finanziamento della  Cultura”. E’ laureato in Scienze Politiche all’Università di Roma “La Sapienza”.
“Roberto Grossi è una personalità di altissimo livello – ha affermato il sindaco Enzo Bianco – un’autentica eccellenza. Un uomo di notevole esperienza ma anche di una grande vitalità che ha sempre dimostrato nei vari campi della cultura in cui si è cimentato. Abbiamo infatti già potuto toccare con mano  il suo entusiasmo per questa grande scommessa. L’idea è quella di puntare sulla managerialità per reinventare la gestione del nostro Teatro e poterlo rilanciare in modo che possa diventare il fulcro delle attività culturali non solo per la città di Catania ma per l’intera area della Sicilia orientale”.

Le dimissioni dell’Assessore all’Agricoltura Caleca: “Sogno una politica nuova”

nino CalecaL’Assessore all’Agricoltura in Sicilia, Nino Caleca, si è dimesso, e lo ha fatto con una lettera molto dura al Governatore Rosario Crocetta, scrive Caleca “Continuo a sognare una politica nuova, pulita e trasparente. Per la Sicilia non ci rinuncio. Avverto un totale senso di estraneità di fronte ad incomprensibili ritorni al passato. Le mie dimissioni sono irrevocabili e con effetto immediato. Presidente, ti voglio bene, Nino Caleca”. “Sinceramente non capisco le dimissioni dell’assessore Caleca”, ha detto Crocetta che “tra le righe” ha ricordato a Caleca la sua provenienza. Caleca è stato indicato da Lino Leanza, Giunta Cuffaro, e Lombardo, quindi, secondo il Governatore Crocetta, Caleca è sullo stesso piano di Pistorio. Da oggi è assessore alla Funzione pubblica al posto del dimissionario Leotta.

E’ stata la nomina di ufficiale di Pistorio che ha spinto Caleca alle dimissioni. Crocetta ha indicato iera per la sostituzione dell’assessore dimissionario, la dirigente Sara Barresi. Sulle dimissioni di Caleca, Ettore Pottino, per Confagricoltura Palermo, dichiara: “All’Assessorato di Viale Regione Siciliana viene così a mancare, per l’ennesima volta, quella guida politica che, in questi mesi, ha saputo rappresentare presso tutte le sedi istituzionali i reali problemi – come di recente per l’Imu sui terreni agricoli – del comparto agroalimentare siciliano.“Sono dispiaciuto per le tue dimissioni – ha scritto in un messaggio il Presidente Pottino – sia per il continuo valzer a cui è sottoposto l’assessorato ma anche per la stima personale e soprattutto per lo stile ineccepibile con cui hai ricoperto l’incarico e la correttezza dei rapporti che hai intrattenuto con le organizzazioni professionali agricole. Si tratta dell’ennesima tegola su un settore che non riesce ad essere governato con continuità”.

Festival Ville Vesuviane per Leopardi: “Giacomo, odorata Ginestra”

ville vesuvianeOmaggio a Giacomo Leopardi, dal 27 al 29 giugno in occasione dell’Anniversario della Nascita del poeta, al celebre Festival delle Ville Vesuviane, giunto alla XXVII Festival delle Ville Vesuviane. Una kermesse di grande spessore culturale che presenta due eventi in programma nella Villa delle Ginestre di Torre del Greco dove il poeta di Recanati dimorò. Il giovane favoloso rivive al Festival delle Ville Vesuviane, nella villa dove visse. Giacomo Leopardi divenne amico del nobile napoletano Antonio Ranieri, amici per la pelle tanto che sarà Ranieri con la sorella a proteggere gli scritti del grande Leopardi. Leopardi si spostò definitivamente a Napoli, visse a Villa delle Ginestre, così ribattezzata, dopo la sua celebre poesia “Le Ginestre”. Il Poeta Favoloso, che ha fatto delle sue poesie, delle sue liriche, dei veri capolavori letterari, rivivrà nello splendido recital della talentuosa Pamela Villoresi. Leopardi morì a Napoli, la sua sepoltura è accanto a quella dell’immenso Virgilio.

Come per magia, le porte della Villa delle Ginestre si apriranno sabato 27 e domenica 28 giugno, con le visite guidate e teatralizzate dall’Associazione Karma, si potrà rivivere il grande poeta italiano. Villa delle Ginestre è uno tra i più importanti siti in Italia della memoria leopardiana, è ai piedi del Vesuvio, Leopardi prima di morire, assistette all’eruzione del Vesuvio da cui trasse ispirazione. Il resto è storia. Dal 2012 è stata restituita al pubblico, attraverso i restauri a cura della Fondazione Ente Ville Vesuviane e Arcus SpA., con un nuovo percorso multimediale e museale che accoglie, tra l’altro, arredi e suppellettili originali nella camera da letto che fu del poeta.

Lunedì 29 alle ore 20.30 andrà in scena Pamela Villoresi che per la prima volta in Campania, “Giacomo, odorata ginestra”, il recital firmato con Michele De Martino, accompagnato dalle musiche del maestro Luciano Vavolo scritte per chitarra, violoncello, flauto e clarinetto.  Questa lettura dei Canti leopardiani, con protagonista una delle attrici di punta del teatro e del cinema italiani (già in passato ospite del Festival), acquista particolare suggestione in quanto l’auditorio sarà immerso nel luogo alle pendici del Vesuvio -dove oggi è situato il teatro di verzura della Villa delle Ginestre- la cui natura colpì l’immaginario e la sensibilità del poeta, ispirandogli la composizione di capolavori quali “La Ginestra” e “Il Tramonto della Luna”.

Sabato 27 e domenica 28

Visite guidate teatralizzate a cura di Karma – Associazione Culturale

mattina: 10 – 10:30 – 11 – 11:30 – 12 – 12:30

pomeriggio: 17 – 17:30 – 18 – 18:30 – 19 – 19:30

Ingresso: 5 euro- prenotazione obbligatoria

Info: 389/260 64 08 – karmartecultura@gmail.com

Lunedì 29 giugno 2015

Giacomo, odorata Ginestra

A cura di Michele De Martino

Diretto e interpretato da Pamela Villoresi

Musiche originali composte dal maestro Luciano Vavolo per trio musicale: chitarra, violoncello, flauto e clarinetto

Ingresso: 10 euro

Infoline:

Fondazione Ente Ville Vesuviane – Coordinamento e Segreteria Organizzativa – Ufficio Eventi

tel. 081.732.21.34 – email: info@villevesuviane.net – ufficioeventi@villevsuviane.net

www.festivalvillevesuviane.it – facebook.com/festivalvillevesuviane – twitter.com/fvv_official

XXVII Festival delle Ville Vesuviane 2015 Celebrazioni Leopardiane

Anniversario della nascita di Giacomo Leopardi – X edizione 7Villa delle Ginestre – via Villa delle Ginestre, 21 – Torre del Greco (NA)

 

Papa Francesco: “Perdonate le persone e le istituzioni che chiudono la porta agli immigrati”

PAPA_FRANCESCO_-_AL_REGINA_CAELI_130401Papa Francesco, nella sua udienza generale a Piazza San Pietro, durante la Giornata Mondiale del Rifugiato, davanti a una platea di oltre 15mila fedeli, ha affrontato a viso aperto, come ci ha abituato sin dal suo primo giorno di Pontificato, il tema della accoglienza dei rifugiati, dei migranti. Basti pensare che il primo viaggio che ha fatto il Santo Padre, è stato in Sicilia, a Lampedusa, nel luglio del 2013. Nel suo profondo discorso, Papa Francesco ha parlato di perdono e ha detto “Vi invito tutti a chiedere perdono per le persone e le istituzioni che chiudono la porta a questa gente che cerca vita, una famiglia, che cerca di essere custodita”. Un Papa da sempre più vicino al cuore e ai bisogni degli ultimi, di una umanità sconvolta da guerre non solo belliche, guerre finanziarie, spietate. Una umanità esposta a pura macelleria sociale. Anche Pietro Grasso, Presidente del Senato Italiano, ha espresso il suo pensiero, dopo le parole di Papa Francesco e di quel perdono a chi non ha pietà per i rifugiati e gli emigranti…

“Io sono con il Papa – dice Grasso -: niente muri ma ponti. Sono per la solidarietà nei confronti degli immigrati che devono essere considerati persone, non certo bestie”. Il perdono a chi non accoglie i profughi, sembra essere una parola sconosciuta al leghista Matteo Salvini, che approfitta della grande difficoltà sociale degli italiani, da perfetto populista di berlusconiana memoria, e replica “Quanti rifugiati ci sono in Vaticano? Il problema è che i rifugiati sono un quarto di quelli che arrivano, noi non abbiamo bisogno di essere perdonati. Sono curioso di vedere se a Torino il Papa incontrerà qualche sfrattato torinese”. Non si fa attendere neanche Roberto Calderoli che affonda il colpo e dichiara “Papa Francesco dovrebbe chiedere perdono per tutti quegli incoscienti che hanno favorito l’esodo di decine di migliaia di disperati verso l’Italia. Dovrebbe chiedere perdono per Renzi e Alfano in primis, per tutti i buonisti interessati, per questa Europa che se ne frega e per coloro che si ergono a paladini dell’antirazzismo, ma che fanno sì che si crei una disparità enorme di trattamento tra i cittadini italiani in difficoltà e gli immigrati clandestini, ai quali vengono regalati a spese nostre soggiorni che a volte sono anche di lusso”. In molti si sono schierati dalla parte del Papa come Nichi Vendola, nel suo tweet “Fosse per Salvini, anche quel Papa Straniero dovrebbe tornarsene a casa…”.

Il Papa, nel suo discorso, ha chiesto ai fedeli di pregare per coloro che fuggono dalla propria terra, in cerca di una casa sicura, sono persone che scappano via dalla guerra e dalla fame. Bergoglio ha incoraggiato a gran voce, coloro che si prendono cura di queste persone, persone che hanno una propria dignità, identità e diritto alla mobilità. Insomma il tema caldo dell’immigrazione, al centro di un dibattito italiano ed europeo, dove si tenta di abbattere il trattato di Dublino, resta il tallone di Achille di un Paese, a conduzione renziana, immerso negli scandali della corruzione più smodata, incontrollabile, che disorienta molti italiani, che non arrivano alla fine del mese, che non hanno lavoro e welfare. Italiani sempre più stretti nella morsa delle tasse, del populismo e della negligenza politica. Italiani, pronti, però, a tendere una mano a quegli sfortunati che ci chiedono aiuto. Il grande business dei centri di accoglienza e di quel sistema di vasi comunicanti sull’immigrazione che l’Italia ha prodotto, impone all’Italia, all’Europa e al mondo, un atto politico serio e strutturato per affrontare l’emorragia umana che ogni giorno, ora dopo ora, sbarca nel nostro Paese, inarrestabile. Gli ultimi accadimenti di Ventimiglia, della posizione francese, dei fili spinati, della Serbia, dell’Ungheria, dei morti galleggianti nel Mediterraneo, dei morti nel fiume ghiacciato al confine con i balcani, non possono aspettare. Il conto alla rovescia è già iniziato.

Richard Gere a Taormina: “L’immigrazione è un problema di tutti”

richard gereEccolo, con quei capelli color argento e quella sua, inconfondibile, andatura: Richard Gere ha fatto il suo ingresso nello splendido scenario di Taormina per il Festival del Cinema. Il divo americano, è un’esplosione di eleganza e fascino, con un “allure” che ha fatto, e fa sognare, le donne di mezzo mondo. Richard Gere, è un attore eclettico dalle mille facce, per niente omologato da ruoli che lo hanno eletto nello star system, che ci ha regalato interpretazioni in film indimenticabili come Pretty Woman, Mr Jones, Sommersby, Analisi finale, The Jackal, Autumn in New York,  e tanti altri, spaziando dal musical ai film in costume, dai film d’azione ai gialli, fino ai film di impegno sociale. Richard Gere, a Taormina, durante la sua Tao Class, condotta da Claudio Masenza, ha ricevuto il Premio Taormina Arte Award al Teatro Antico. E’ stata l’occasione per poter parlare di immigrazione, che pone la Sicilia al centro del grande e immenso flusso migratorio.

Dice Gere “E’ un vero problema. Ci sono persone che fuggono dalla povertà e voi in Sicilia siete al centro, a livello globale, del problema dei migranti, che cercano un posto dove stare. Ed è un nostro dovere offrire casa e sicurezza. È un problema dell’Europa ma anche gli Usa dovrebbero essere coinvolti. Siamo ormai globalizzati e quel che succede in Africa ci riguarda, è un problema di tutti”. Richard Gere, è un attore molto impegnato nel sociale, basti pensare alle sue battaglie per i diritti in Tibet. Dopo il bagno di folla che lo ha aspettato per ore davanti al Pala Congressi di Taormina, nella Tao Class, il divo americano ha parlato di cinema, delle sue esperienze sul set, e c’è stato anche un incontro con i diversi registi e dei film in concorso. L’attore ha incontrato anche il Sindaco di Messina, Renato Accorinti. Alla fine della lezione di cinema, Richard Gere, ritorna sul dramma dell’immigrazione e dice “Il mondo intero ne è consapevole ed è investito da questo problema dell’immigrazione, da persone che fuggono dalla guerra, da situazioni drammatiche, dalla povertà. So che la Sicilia, è coinvolta con gli sbarchi.

Sicuramente è una situazione che deve essere affrontata a livello globale ed è nostro dovere, oltre che una nostra responsabilità, rispondere a queste esigenze. Se noi riusciremo ad affrontare questa situazione con tutti gli altri potremo stare più sicuri e più tranquilli anche nelle nostre case. Il problema va affrontato dal punto di vista morale e chi possiede di più deve essere pronto. So che l’Italia è molto presente e che l’Unione Europea si è sensibilizzata cercando di fare di più. Io credo che anche gli Stati Uniti dovrebbero essere coinvolti in tutto questo, ma bisogna affrontarne le cause. Se la situazione in Medio Oriente si risolvesse, forse molte cose si risolverebbero. Per questo le responsabilità devono essere condivise”.

“Giornalismi nella rete” di Michele Mezza, “Per non essere sudditi di Facebook e Google”

Giornalismi nelle rete, è il nuovo libro dell’eclettico giornalista e scrittore, Michele Mezza, edito da Donzelli, che ci propone una riflessione e ci invita ad una discussione in quella immensa agorà del giornalismo online, nuovi media del Terzo Millennio. Il libro di Mezza, non a caso, sottotitola “Per non essere sudditi di Facebook e Google”, si apre con una introduzione di Giulio Anselmi, basandosi su una formula molto innovativa di integrazione tra cartaceo e digitale. Attraverso l’uso continuo dei quark code e il rinvio a un sito on-line che viene continuamente implementato gionalisminellarete.Donzelli.it, la discussione sulle nuove frontiere del giornalismo digitale viene alimentata in modo da creare una comunità interattiva di addetti ai lavori. Michele Mezza, giornalista e inviato della Rai, oggi si dedica, all’Università Federico II di Napoli, alle nuove professioni del vasto mondo di internet.

Un libro all’avanguardia e una nuova avventura la tua?

“Non è solo un libro ma un sistema multimediale composto oltre che dalla versione cartacea da un sito in continuo aggiornamento, una pagina Facebook su cui raccolgo contributi e osservazioni e un sistema a “realtà aumentata” che permette con uno Smartphone di vedere filmati e documenti in originale. Una scelta di linguaggio in coerenza al tema che affronto: come l’informazione da professione stia diventando una pratica sociale che muta sia i giornali ma anche tutte le nostre relazioni e come questo processo rischia di essere guidato solo da pochi samurai dell’algoritmo che stanno omologando il modo di parlare e pensare di milioni di persone. Il sottotitolo del libro è infatti: per non essere sudditi di Facebook e Google”.

Quali dovrebbero essere, secondo te, le caratteristiche di un giornale sul web?

“Di non essere un giornale. Mi rendo conto che sembra una battuta ma non lo è: in rete penso che sia un errore riprodurre le stesse forme e meccaniche dell’oggetto giornale. la rete è un ambiente di abbondanza di informazioni e saperi. Quello che appare utile è la capacità di selezionare e commentare più che di produrre e impaginare. In rete si lavora con i saperi altrui, e si lavora in velocità. La decisione di grandi giornali come Il New York Times e il Guardian di cedere a facebook le proprie notizie dimostra che i migliori capiscono che non possono rimanere eguali a se stessi. Il rischio semmai , e torno sull’idea dei sudditi, è quello che Facebook trasformi tutti i contenuti in flusso, tutte le notizie in un unico getto che ci insegue sulle pagine del social network a seconda dei profili e dei tempi che elabora Facebook che diventerebbe l’edicola globale”.

A proposito di rete, Umberto Eco, a Torino, nei giorni scorsi, ha tenuto una lezione magistrale, dove ha parlato anche di social e di internet, con un suo giudizio molto critico (e non è la prima volta): “È il luogo in cui nascono le più assurde teorie complottiste – dice Eco – come per esempio le accuse sui gesuiti sospettati di aver affondato il Titanic e ucciso Kennedy, e la costruzione di coincidenze numeriche sull’attentato delle Torri Gemelle”. E aggiunge “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.

Come commenti il pensiero di Umberto Eco, in questa sua esplosione “mediatica”?

“Umberto Eco dovrebbe sapere che essere sudditi è peggio che essere imbecilli. Anzi, ne è quasi sempre la premessa. Oggi il vero rischio della rete è quello di una silenziosa subalternità al potere dei pochi samurai dell’algoritmo, come Facebook o Google. Per questo, Eco farebbe meglio a usare il suo prestigio per promuovere l’autonomia del nostro mestiere di giornalisti da questi samurai, piuttosto che farsi portavoce di una casta di ex-titolari esclusivi della parola”.

“Libera” a Londra per parlare della lotta alla mafia

Libera a Londra per parlare di lotta tra alla mafia e dei risultati ottenuti, ospiterà Gaspare Giacalone, sindaco  di Petrosino, da sempre in prima linea, contro la mafia,Il Sindaco che decide di occuparsi del suo paese natio, congelando il suo ruolo di manager in una nota Banca d’affari inglese. L’evento, e’ organizzato da Libera Londra e dai rappresentanti della comunità italiana di Londra, incentrato su legalità e lotta alla mafia.  Saranno protagonisti la Criminologa Anna Sergi e il giornalista e documentarista  Johnny Miller che ha realizzato  proprio il documentario tre anni fa sulla Sicilia e il suo nuovo volto contro la mafia, ed ha ripreso Gaspare Giacalone durante la sua campagna elettorale.

Il documentario verrà trasmesso durante la serata seguito dall’intervento del Sindaco siciliano, parlando della sua esperienza e in particolare delle azioni a favore della legalità che lo hanno visto protagonista sin dal primo giorno, anzi dalle stesse ore in cui veniva eletto, perchè in Comune nel frattempo veniva data l’autorizzazione a costruire il lido abusivo sulla spiaggia, che poi è stato sequestrato e abbattuto. Poi, sempre sulla spiaggia la battaglia per la demolizione della casa La Francesca, pericolante, costruita sulla spiaggia tantissimi anni fa, ecc. ecc. che con una ordinanza  sindacale è stata demolita.

Tutte battaglie, non solo reali ma anche simboliche di lotta contro  una cultura dell’illegalità diffusa che vige nel nostro territorio. Gaspare Giacalone porta la sua esperienza di cambiamento e di una nuova Sicilia, che non è solo quella dei soprusi, dell’arroganza e della prevaricazione. Porta quindi, l’esempio di un altro volto della Sicilia.

Sicilia “13 comuni al ballottaggio” PD in caduta libera

Mentre in Toscana il PD perde, in Sicilia si sta ancora votando. L’isola è particolare anche in questo, succede solo qui. Si vota dunque per i ballottaggi fino alle 15 di oggi pomeriggio in 13 Comuni. La crisi del Partito democratico è un fatto, tra la bassa affluenza alle urne e il disinteresse per la politica, quella del PD a gestione renziana, non fanno altro che confermare che il PD è in crisi, crisi profonda perdendo le comunali tra cui Venezia. Venezia si associa al Mose e il Mose resta uno degli scandali più atroci di questa Italia corrotta. Non è bastato candidare Felice Casson, magistrato del PD, a ribaltare il risultato. Come dicevo in apertura perde in Toscana, ad Arezzo, roccaforte della Boschi. Dove vince il centro sinistra?

A Trani, a Macerata e a Lecco. Salvini vince a Rovigo, a Chieti Forza Italia e i 5 Stelle nei comuni di Porto Torres Venaria Reale e Quarto, ancora al ballottaggio questi ultimi 3. In Sicilia sono 13 i Comuni che devono eleggere il sindaco, e la partita più accesa è a Gela ed Augusta dove i grillini si stanno battendo con Domenico Messinese. Se dovesse vincere Messinese sarebbe una dura sconfitta per il presidente Rosario Crocetta che fu Sindaco a Gela, e sarebbe un’altra sconfitta per il PD siciliano. Ad Augusta a contendersi la poltrona di primo cittadino sono Cettina Di Pietro per i 5 Stelle e Nicki Paci. Una sfida tra due proposte: una è cambiare pagina per la città restituendole “dignità ambientale”a un territorio dove la bonifica nessun Governatore l’ha mai fatta; ove i tumori sono in netto aumento, basti pensare a quanto sia industrializzata, senza bonifiche di alcun tipo. L’altra, la solita cantilena. Poi c’è Enna dove sarà molto difficile sbaragliare Crisafulli, uno storico del Pd che lo stesso PD non ama.

A bordo della Cavour, la nave dei sorrisi: “Così curiamo i nostri pazienti”

Una nave che dona sorrisi: parliamo della Portaerei Cavour, al comando del Capitano di vascello Luca Conti, che porta ai bambini della Sardegna e del meridione. “Un mare di sorrisi”. Approdata a Cagliari, effettua una sosta che consente di impiegare l’Unita’ nel profilo di “nave ospedale” grazie alla sinergia con Operation Smile, una associazione fondata nel 1982 a Norfolk negli Stati Uniti, verranno effettuati, nell’ospedale di bordo, interventi per la riduzione della labio schisi e della palato schisi, a favore di pazienti sardi, individuati grazie ai contatti delle fondazioni locali.

La Marina Militare Italiana ha così siglato un’importante cooperazione con la Fondazione Operation Smile per aiutare i bambini e giovani adulti del sud Italia, affetti da labiopalatoschisi, malformazioni della testa e del collo. il team di medici volontari che raggiungeranno la nave a Cagliari e’ composto da chirurghi, anestesisti, pediatri, infermieri di terapia intensiva e camera operatoria, dentisti e logopedisti. Sostenuti anche dalla Croce Rossa Italiana, dall’equipe di specialisti dell’Ospedale SS. trinità di Cagliari, il progetto “Sorrisi in Sardegna” si realizza per aiutare i pazienti, ci sono stati ben 7 weekend clinica per Smile Operation Italia, sono stati visitati 50 pazienti e 14 sono stati già operati.

“L’obiettivo della nostra fondazione – dichiara il vice Presidente Scientifico di Operation Smile Italia, Domenico Scopelliti, e’ collaborare anche con i nostri colleghi sardi per stabilire dei riferimenti locali sia per il trattamento chirurgico che per quello Post operatorio che possano seguire al meglio il paziente durante la sua crescita”. La Cavour, partecipo’ attivamente per gli aiuti ad Haiti durante il tragico terremoto che colpi’ un paese travolto da una tragedia senza precedenti. Costruita dalla Fincantieri è costruita interamente su progetto italiano e all’avanguardia per la tecnologia, la Cavour ha ricevuto dal Presidente della Repubblica e dalle più alte cariche dello Stato italiano, la Bandiera di Combattimento il 10 giugno del 2009. Una portaerei che può gestire qualsiasi tipo di operazione necessaria per la sicurezza globale e a tutela degli interessi del Paese nel mondo. Per Haiti, grazie alla tempestività e grande autonomia logistica, questa nave e i suoi uomini hanno avuto un ruolo importante nella missione umanitaria, nel terremoto del 2010 con  White Crane, missione a favore di Haiti, con il suo,ospedale di bordo.

A bordo abbiamo intervistato a bordo della portaerei il Luogo Tenente Ciriello

Dal libro “Prima Idea”, le collezioni di Palazzo Abatellis
palazzo abatellisA Palermo, a Palazzo Abatellis, in mostra, il libro “PRIMA IDEA Bozzetti e modelli del Settecento e del primo Ottocento dalle collezioni di Palazzo Abatellis”, dal 27 marzo al 21 giugno. . La presenza di un consistente numero di bozzetti e di modelli nei depositi di Palazzo Abatellis, perlopiù inediti o poco noti e che nella maggior parte dei casi sono una “prima idea” di opere compiute, ha suggerito la realizzazione di questa mostra, che presenta un’accurata selezione di una quarantina di dipinti dal tardo Seicento al primo Ottocento, opere di pittori siciliani (Antonino Grano, Filippo Randazzo, Vito D’Anna, Gioacchino Martorana, Mariano Rossi, Francesco Manno, Giuseppe Velasco, per citarne solo alcuni) e di celebri pittori forestieri (Francesco Solimena, Sebastiano Conca, Corrado Giaquinto), grazie ai restauri riportati in condizioni di piena leggibilità.
Le ricerche archivistiche e documentarie condotte per l’occasione hanno consentito di ripercorrerne le vicende storico‐critiche, facendo emergere con chiarezza il ruolo significativo che tali dipinti rivestivano nei nuclei collezionistici di provenienza.

Addio Pizzo: lotta antiracket ancora piu’ dura

Daniele mannarano Addio PizzoAddio Pizzo 10 anni fa, nasce da un’idea di un gruppo di ragazzi che si pongono una domanda: “Se un giorno dobbiamo aprire un’attività e la mafia ci chiede il pizzo, cosa facciamo? Questa idea diventa realtà, si crea così un nuovo movimento e un’azione antiracket. Cresce sempre di più il numero di chi denuncia, di chi si ribella ma è pure vero, che la strada è ancora lunga. Le cronache attuali ci presentano il conto come “i grandi bluff dei sostenitori dell’antiracket”, basti pensare al Presidente della Camera di Commercio di Palermo, Roberto Helg, che estorce denaro a Palazzolo, imprenditore siciliano. Helg, paladino contro la corruzione, viene preso con le mani nella marmellata: l’estorsione di Helg, questa volta, è di 100mila euro a Palermo ma l’imprenditore siciliano Palazzolo, non regge più a questo ricatto. Helg viene colto in flagranza di reato e viene arrestato. In Piazza Magiona, a Palermo, incontro, per Addio Pizzo, Daniele Marannano, tra i fondatori dell’associazione antiracket. Con lui tracciamo un bilancio, riflettiamo sul presente e proiettiamoci nel futuro, in considerazione anche delle ultime vicende legate alla corruzione.

La grande festa di Addio Pizzo, è un appuntamento molto sentito e ritorna nella piazza dove è nato…

“Rispetto a 10 anni fa, quando nacque e si svolse la prima fiera su Piazza Magione, la denuncia contro le estorsione non è più un gesto straordinario ed isolato, grazie al lavoro di continuità dei magistrati e forze dell’ordine. Grazie anche al ruolo delle associazioni che sono al fianco di chi decide di collaborare ma grazie anche ad un altro fattore, che oggi assume un peso non indifferente”.

Quale?

“Parlo della crisi che purtroppo sta divorando il tessuto produttivo, locale e nazionale. I commercianti e gli imprenditori, proprio in ragione di questa grave crisi economica, non sono più nelle condizioni di farsi carico nemmeno di piccoli balzelli, in debiti imposti da Cosa Nostra. Va detto, perché sono oramai molti coloro che hanno compiuto questa scelta che oggi, rispetto al passato, davvero si può denunciare. Lo dico al di fuori di ogni retorica. Sono proprio gli imprenditori e i commercianti che fanno questa scelta, continuando a lavorare in condizioni di normalità, un esempio tangibile. Ma c’è il rovescio della medaglia che non possiamo non osservare, su cui non possiamo non riflettere, nonostante il grosso lavoro delle forze dell’ordine e dei magistrati: la maggior parte delle collaborazioni degli imprenditori e dei commercianti, maturano la denuncia, solo dopo che vengono chiamati dagli organi inquirenti a confermare dei fatti. Questo ci dice come la denuncia sia ancora una prassi di comportamento dominante e diffuso nel tessuto civico della nostra città”.

Intanto la corruzione, la mafia, dalle ultime sconcertanti notizie, sembrano invincibili.

“Dalle recente indagini, le vicende che hanno interessato il mandamento di Pagliarelli ma anche gli arresti di qualche giorno fa che riguardano alcuni parlamentari posti agli arresti domiciliari, ci fa capire che c’è ancora molto da fare. Noi quando apprendiamo certe notizie, non possiamo non riconoscere che, nonostante il grosso lavoro fatto, dobbiamo fare dei passi indietro. Quello che emerge dalle indagini suscita in noi molta indignazione, mi riferisco agli arresti che dei parlamentari dell’Ars, ci conferma una cosa su tutto: la politica ha perso il suo primato, non è in grado di fare selezione al suo interno ed è la magistratura che, puntualmente, deve intervenire per fare un qualcosa che dovrebbe essere nel ruolo, nell’essenza della politica stessa”.

Le ultime inchieste giornalistiche di Pino Maniaci della “Mafia nell’Antimafia”, la dicono lunga. C’è un grande business…

“Ho la sensazione che su un tema strategico, come quello dei beni confiscati e sequestrati alla mafia, ci si sia ridotti, come per il calcio in Italia, su cui tutti si reputano allenatori e che in ragione di ciò, sono in grado di dare indicazione, di imporre strategie. Se ci sono nella gestione dei beni sequestrati alla mafia delle falle che possono addirittura rasentare irregolarità, sarà la magistratura a chiarire tutto però credo che si debba partire da un presupposto che certe imprese, in una condizione di libero mercato e di libera concorrenza, che poi vengono sequestrate, probabilmente non sarebbero mai nate. E’ uno dei motivi, per cui spesso queste stesse imprese, una volta sequestrate hanno difficoltà a mantenersi sulle proprie gambe visto che in passato, il trattamento degli operai non era ispirato, per adoperare un eufemismo, a principi di legalità, non erano gestiti da sindacati ma dagli stessi mafiosi che avevano nelle mani l’azienda. Che ci possa essere un problema sulla gestione dei beni confiscati è evidente, ma il problema riguarda soltanto gli amministratori giudiziari, che devono avere anche delle competenze manageriali ed imprenditoriali per gestire queste attività economiche. Ripeto: queste imprese, in un libero mercato, senza il supporto della mafia, non sarebbero mai esistite. Una volta che arrivano nelle mani dello Stato, lo Stato deve fare ogni sforzo, perché queste attività possano rimanere in piedi preservando i livelli occupazionali e se quell’impresa, non è nelle condizioni di essere affidata a una cooperativa, perché si tratta di impresa con un livello di alta specializzazione, allora si valuti l’ipotesi, come diciamo da tempo, di affittare grandi aziende, di metterle sul mercato. Se c’è il rischio che possano ritornare alla mafia, meglio correre un rischio del genere, piuttosto che mandare al macero l’impresa e i dipendenti”.

Addio Pizzo festeggia 10 anni con Pif

A Palermo, da venerdì 29 maggio fino a Domenica, Addio Pizzo festeggia 10 anni di attività. L’Associazione ritorna dov’è nata, a Piazza Magione, e come dicono i ragazzi di Addio Pizzo “…è un istinto prepotente, che ti riporta alle origini e a fare i conti, con onestà, con la strada percorsa… Lo specchio ci racconta un’altra storia nota, non ci consegneranno un luogo più giusto e clemente solo perché lo chiediamo, dovremmo impegnarci ancora e ancora…”. Piazza Magione, un tempo simbolo di illegalità e criminalità, da tempo è stata restituita alla città con il suo teatro Garibaldi, con la proiezione dell’opera “cavalleria Rusticana. Una piazza che è rinata dalle macerie, la guardi e vedi i perimetri di quei palazzi, di quelle case, che una bomba della II guerra mondiale distrusse. E si apre imponente all’intera manifestazione che vedrà associazioni in campo, esercizi commerciali, spettacoli teatrali, dibattiti e grandi ospiti. Il corteo di Addio Pizzo, oggi, è partito puntuale dal Teatro Massimo fino ad arrivare a Piazza Magione: a sfilare per le vie della città centinaia di di studenti, imprenditori, commercianti, scolaresche. Lo Spazio Teatro, Cortile dello Spasimo, stasera presenta  alle 21,30 “Prove tecniche e furto di cuore e abuso di sorriso” di e con Pif e Lirio Abbate. Sabato visita del Commissario Nazionale Antiracket, Santi Giuffrè e dei magistrati della Procura di Palermo e il Prefetto. Il Village di Addio Pizzo propone, alle 18, “Cibo in Festa con il sicilian Food Village con dibattito alle 18. Alle 16:00, Teatro Garibaldi il saggio di Gino Pantaleone “Il Gigante controvento. Michele Pantaleone: una vita contro la mafia”. Molti i laboratori dedicati ai più piccoli sull’ambiente, sull’alimentazione e sulle attività “in campagna”. Tutti gli appuntamenti sul sito www.addipizzo.org. A sfilare nel corteo, anche l’imprenditore Ninni Gullo, ingegnere, che tempo fa ha denunciato “il pizzo”, quell’estorsione che la mafia voleva imporgli. Quel “pizzo” non è stato incassato, Gullo ha denunciato e dice “E’ normale che lo abbia fatto. E’ importante denunciare, se non denunci, capita a te e poi a un altro. Bisogna interrompere questa catena e fare il proprio dovere”. Il modello di Addio Pizzo è in continua espansione, dalla Sicilia arriva in Calabria e Napoli. Tra le iniziative dell’associazione, i progetti dell’investimento collettivo e la card di Addio Pizzo. Sono due i progetti candidati: il Parco “La Favorita” e Piazza Magione, Palermo. E, come scrivono i ragazzi di Addio Pizzo “Non avremo giustizia e bellezza solo perché la desideriamo. Dobbiamo difenderle e lavorare sempre per conquistarle e mantenerle. Piazza Magione ti aspetta. Questa piazza è lo specchio”

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De Magistris sul provvedimento della Cassazione: “Sono sereno”

de magistrisSul caso De Magistris e la fuga di notizie sul provvedimento della Cassazione, oggi il Sindaco di Napoli dichiara “Dopo aver letto le anticipazioni di stampa leggiamo finalmente il provvedimento della Cassazione. Sono assolutamente sereno e convinto di portare le ragioni che sono state ritenute fondate dal Tar e dal Consiglio di Stato anche davanti al giudice ordinario. La Corte di Cassazione, infatti, riconosce che la potenziale lesione riguarda un diritto soggettivo del Sindaco quello dell’elettorato passivo che mi è stato sottratto per il periodo della sospensione. Ecco perché dopo… aver avuto ragione davanti alla Magistratura amministrativa sono convinto del fatto che la stessa Magistratura ordinaria non possa che riconoscere il mio diritto-dovere di governare fino alla fine del mio mandato sulla base della volontà popolare. Dopo un periodo di sospensione ci sono stati provvedimenti molto chiari da parte dei massimi organi amministrativi e visto che la Corte Costituzionale è fissata al 20 ottobre e che il danno che mi è stato creato con quel mese di sospensione è stato impagabile e molto grave perché mi ha tolto la possibilità di governare ed ha sottratto ai napoletani la possibilità di avere il proprio sindaco eletto, sono assolutamente persuaso che la magistratura ordinaria mi possa consentire di esercitare le mie funzioni fino alla fine del mandato. Nel frattempo auspico che anche la magistratura penale, in appello, possa, al più presto, riconoscere la profonda ingiustizia che ho subito con la condanna di primo grado”. Ieri la replica di De Magistris è stata immediata sul caso e ha dichiarato alla stampa “Gravi fughe di notizie su Cassazione, anomalie e violazioni di legge sulla mia vicenda. Da ieri abbiamo un nuova procedura di notifica degli atti giudiziari: quello delle “anticipazioni, dei “sembrerebbe” o addirittura di notizie che vengono date per certo a mezzo stampa. Mi chiedete un commento di una cosa che non so…”

Ecco l’intervista integrale .

A proposito della fuga di notizie e della sospensione, chiedo un parere all’avvocato Raffaele Miele, noto penalista napoletano  “Molto grave la fuga di notizie, se di fuga di notizie si tratta e non di bufala giornalistica. Se la decisione della Suprema Corte fosse effettivamente questa,  il problema serio sarebbe per l’elezione di De Luca, chi voterebbe un Presidente sospeso? Per De Magistris il problema è relativo, dal momento che il reato è comunque prescritto”. Il Sindaco di Napoli, il 1 ottobre del 2014 fu sospeso con il dispositivo della sentenza di condanna a 1 anno e 3 mesi nel processo Why Not, condite da molte polemiche tra il Ministro Alfano e il Sindaco, un botta e risposta al vetriolo e con il disappunto dell’associazione nazionale dei magistrati. De Magistris non si dimise e fece il Sindaco in strada. Poi la sentenza del Tar e del Consiglio di Stato che diede ragione al Sindaco. Il Sindaco, qualche tempo fa, mi disse durante un’intervista per la voce di new york che “lo strappo della toga è stato terribile io sono uno che ha fatto il magistrato, sognava di farlo per tutta la vita ma mi hanno fermato! Mi hanno strappato alcune inchieste importanti, mi hanno tolto la toga di pm, mi hanno trasferito. Faccio il Sindaco e, in qualche modo, porto avanti gli ideali di giustizia cogliendo l’opportunità che mi è stata offerta in altri luoghi istituzionali. Non sono un magistrato che ha fatto politica durante l’attività di magistrato o perché volontariamente, a un certo punto, non potendo fare il pm, fare le inchieste, ha deciso di fare il politico. Io sono un danneggiato per sempre….”.

La vicenda di De Magistris riguarda anche altri amministratori che si ritrovano a fare i conti con la Legge Severino, con il collega Luigi Roano del Mattino, affrontiamo la questione.

Come commenti questa vicenda?

“Per quanto riguarda la questione della sospensione di questa empasse giudiziaria che tocca moltissimi amministratori italiani nell’applicazione della legge Severino, molto controversa, perché si parla di un abuso di ufficio senza danno territoriale, bisogna sanare. Lo dice la politica, lo dice il Parlamento e lo stesso Renzi che probabilmente, proprio ieri lo ha dichiarato, ci metterà mano, su questa legge.

De Magistris, in qualche modo, rimpiange la toga. Molti lo attaccano sui social e gridano allo scandalo perché non fa nomi. Cosa ne pensi?

“Penso che De Magistris li ha fatti, eccome, i nomi e lui è protagonista sia da Pm che da Sindaco. Per quel che ne so Why Not è la vicenda che lo ha ferito di più, è quella che lo sta mettendo in imbarazzo,  per la Legge Severino. Credo che il bersaglio di De Magistris sia stato fondamentalmente Clemente Mastella, l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ha fatto anche nomi e cognomi di altri magistrati ancora in servizio, che l’hanno sottoposto a giudizio. Poi, sai,. io sono un garantista sempre e credo nella legge, se De Magistris ha in mano delle carte per denunciare quali malefatte, che riconosce come tali, contro se stesso, vada in Tribunale e vada a denunciare”.

Immigrazione: a Catania sede operativa Frontex

il Sindaco di Catania, Enzo BiancoDa Bruxelles annunciano che a Catania si aprirà una sede dell’Agenzia Frontex, che si occupa di immigrazione. Il Sindaco di Catania, Enzo  Bianco, dichiara “Scelta importante per fronteggiare l’emergenza umanitaria. Riconoscimento ad accoglienza della città. Frontex in Sicilia, nel cuore del flusso di immigrazione, sarà sempre più un’agenzia delle frontiere operativa. Grande dimostrazione delle capacità della nostra terra nell’affrontare questo drammatico fenomeno. La decisione di aprire un ufficio operativo di Frontex a Catania, spiega il Sindaco Bianco, rappresenta un passo decisivo per far operare al meglio l’Agenzia delle frontiere. Avevo chiesto da tempo che si arrivasse a questa soluzione e da domani ci sarà maggiore sinergia per affrontare l’emergenza. La scelta è anche un riconoscimento allo straordinario impegno che l’Italia e la Sicilia in particolare hanno dimostrato in questi mesi. I Catanesi hanno mostrato al mondo grandi generosità e capacità organizzative, anche in momenti drammatici. Nei giorni scorsi, rappresentanti di Frontex e del Ministero dell’Interno hanno effettuato un sopralluogo nel monastero di Santa Chiara, che stiamo ristrutturando, e hanno giudicato la struttura idonea agli scopi dell’Agenzia di frontiera europea. I lavori saranno completati rapidamente, in pochi mesi. Quella di aprire in Sicilia una sede operativa rappresenta una decisione di fondamentale importanza per dare una risposta all’emergenza umanitaria che stiamo vivendo nel Mediterraneo e in Sicilia. Dalla base di Catania, Frontex potrà coordinare l’operazione Triton lavorando in stretto contatto con gli ufficiali di collegamento di Europol, Eurojust e dell’ufficio Ue d’asilo Easo”. Il Sindaco di Catania ha ricordato che nell’ottobre del 2013 aveva sostenuto la necessità che Frontex aprisse una sede operativa a Catania, candidando la città etnea perché servita da una rete infrastrutturale assai importante (il sistema di aeroporti e porti di Catania e di tutto il Distretto Sud-Est) e ben collegata con l’Europa, ribadendo questa richiesta a Bruxelles il 16 aprile scorso. “L’idea, il progetto di una moderna polizia delle frontiere – ha detto Bianco – era nata proprio a Catania nel 2001, quando, da Ministro dell’Interno, incontrai l’allora commissario europeo della Giustizia e degli Affari interni Antonio Vitorino. Ora Frontex è in procinto di fare un salto di qualità e l’Unione europea sta lavorando per riempirla di funzioni erogando importanti finanziamenti: quest’anno avrà 26 milioni di euro e 45 milioni nel 2016”.

Licola Mare Pulito contro I Cinque Stelle “spazzini per un giorno”

licola mare pulito

Campagne elettorali e speculazioni su “argomenti” attraenti per l’elettore. Tra impresentabili, in candidabili, alla fine ci provano sempre, i furbetti della politica quando ‘è’ da conquistare una comoda poltrona e uno stipendio assicurato. Cosa succede? Si tratta dell’iniziativa del Movimento Cinque Stelle, che con i suoi attivisti di Licola, Lago Patria e Varcaturo, saranno, questo weekend, sulle spiagge con sacchetti e retini. Sembra una storia, l’ennesima, della caccia al voto. A Licola esiste un’associazione di volontari Licola Mare Pulito, che da oltre un anno si occupa realmente di tenere pulito un tratto di spiaggia, con il pieno sostegno del Comune di Pozzuoli e del Sindaco Figliolia.

Alla notizia dell’iniziativa pentastellata, è stata immediata la reazione dell’Associazione Licola Mare Pulito che dice “Si fa presente a tutti i cittadini e soci, che il tratto di spiaggia che va dal canale dell’Alveo dei Camaldoli iniziando da via Dentice, Licola Mare, Pozzuoli fino al confine con Giugliano, di cui 15000 mq, da piu’ di un anno la stiamo ripulendo da rifiuti e differenziando cio’ che ci restituisce il mare dopo le piogge, con il pieno sostegno del Comune di Pozzuoli, pertanto nessuna forza politica si sta interessando a ripulire questo tratto visto che e’ in adottata dalla nostra associazione. Ultimamente iniziative di spiagge pulite si stanno facendo sul versante di Giugliano dal Movimento Cinque Stelle durante campagna elettorale, e se questo e’ un modo per prendere un voto giudicate voi, ma non dite che siete voi che ripulite il nostro tratto di Pozzuoli perche’ qui c’e’ gente che ogni fine settimana si spacca la schiena volontariamente, se qualcuno avesse dubbi in merito puo’ rivolgersi al Comune di Pozzuoli. Si prega di far diffondere questo comunicato, visto che si sta approfittando della campagna elettorale per acquisire benefici propri con i nostri sacrifici volontari”. Licola Mare Pulito che ha adottato questa parte di spiaggia, restituendola ai cittadini con un gesto di puro volontariato sociale, è sostenuta nei fatti dall’amministrazione guidata dal Sindaco Figliolia. Ma solo Pozzuoli si fa carico di una questione che riguarda anche altri comuni perché il vero problema è l’Alveo dei Camaldoli utilizzato come discarica dove ogni tipo di rifiuto, indisturbato, arriva in mare e sulla spiaggia. Ad occuparsi delle operazioni disposte dall’ordinanza del Sindaco sono il Comune di Pozzuoli e l’associazione Licola Mare Pulito.

Nel nostro articolo, l’Assessore Franco Camino sollevava la questione dei rifiuti in spiaggia “L’enorme quantità di rifiuti richiederà diversi giorni di lavoro. Ancora una volta, siamo intervenuti con le nostre risorse e i nostri operai, anche se non spetta a noi bonificare l’arenile, ma alla Regione Campania, visto che si tratta di suolo demaniale. Abbiamo anche sollecitato più volte l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano, che aveva assunto degli impegni con il Comune di Pozzuoli, ma ad oggi non abbiamo avuto risposta. Quando la situazione diventa critica, l’amministrazione si fa carico dell’intervento di bonifica e cerca di dare delle risposte concrete ai cittadini, ma fino a quando possiamo andare avanti così? In particolare gli operai del Comune si stanno occupando quotidianamente di raccogliere e differenziare, cosa resa possibile dall’aiuto delle braccia e dei mezzi messi a disposizione dall’associazione Licola Mare Pulito, formata da residenti e che si occupa della pulizia ordinaria di un altro pezzo di spiaggia ottenuta in concessione”. Insomma, se i Cinque Stelle, vogliono ripulire Licola, ben vengano ma che se ne occupino tutti i fine settimana e, una volta conquistata la poltrona, che si prendano la responsabilità politica di risolvere il dramma ambientale di questa spiaggia.

Pino Maniaci: “Vi spiego la mafia dell’antimafia….”

Nella Giornata della Legalità, l’inchiesta di Pino Maniaci, giornalista siciliano di Tele Jato sui patrimoni sequestrati e gli amministratori giudiziari, rimbalza sulle cronache dei giornali. Noi avevamo già intervistato Maniaci sulla “Mafia dell’Antimafia” come lui stesso definisce gli scandali della gestione dei beni sequestrati. Dove indaga Pino? Pino Maniaci porta alla luce il malaffare della gestione dei beni sequestrati (a Palermo sono gestiti quasi il 50% dei beni sequestrati in tutta Italia): società, aziende, terreni, capitali immensi affidati a un pugno di prescelti amministratori giudiziari, in barba ai 4000 iscritti all’albo che puntualmente si vedono esclusi perché i 20 fortunati, e spesso in conflitto di interesse, hanno un’esclusiva fuori legge.

Come succede a Seminara Cappellano, amministratore giudiziario di beni sequestrati, che acquista quote azionarie dei beni di Massimo Ciancimino in Romania o, da gestore di albero gestisce alberghi sequestrati. Maniaci descrive la storia nei dettagli, Seminara e’ sotto processo ma continua a gestire questi beni. L’inchiesta giornalistica parte da un bene sequestrato che è affidato da 7 anni dal Tribunale Sezione di pPrevenzione sui patrimoni sequestrati, secondo la legge Pio La Torre. Il sequestro deve stabilire se la provenienza degli affari e’ illecita o meno, ci vogliono 3 anni di giudizio e troppi per capire se il proprietario dei beni ha a che fare con la mafia. Maniaci e’ sotto protezione dal 2008 per le sue inchieste e dichiara, qualche giorno fa, a resapublica.it

“Ci sono casi di beni con anche 16 anni di amministrazione giudiziaria. I danni che gli amministratori procurano al bene che amministrano a volte sono devastanti e i loro compensi milionari. L’avvocato Cappellano Seminara, in un solo incarico ha guadagnato 7 Milioni di euro”. La mafia dell’antimafia, dunque, scatena polemiche dopo il sevizio andato in onda alle Iene e,  distanza di tre giorni dal servizio televisivo, i servizi segreti  avvertono che la d.ssa Saguto e’ “a rischio attentato per la sua attività”.

Ci sono troppi dubbi e punti di domanda, sentite cosa dichiara Pino Maniaci a resapubblica.it “Uno dei casi più eclatanti è quello del patrimonio dei Rappa sottoposto a sequestro. Il patrimonio era stato sequestrato a Ciccio Rappa, ma da allora a adesso sono trascorsi decenni e ancora non si sa se e quale parte dell’immenso patrimonio che si stima in 800 milioni di euro, sia da confiscare. Nel frattempo, scopriamo che la d.ssa Saguto ha nominato amministratore giudiziario un giovane avvocato, Walter Virga, che è figlio di Vincenzo Virga, giudice componente del Csm”.

Pino parla di un giro devastante di comportamenti al limite della legalità negli affidamenti o deontologicamente poco corretti. “Finora non è arrivata nessuna querela da parte di nessuno – racconta Maniaci -, nonostante le gravi accuse alla Saguto e al marito che lavora nello studio dell’avvocato Cappellano Seminara, cioè l’amministratore giudiziario che amministra un numero considerevole di beni posti sotto sequestro. Al Csm c’era una richiesta di un provvedimento disciplinare nei confronti della Saguto, riguardo proprio alle procedure di nomina dell’amministratore giudiziario di una discarica in Romania, che appartiene al patrimonio di Massimo Ciancimino, e affidata al solito Cappellano Seminara. Ma il giudice Vincenzo Virga, componente del Csm e responsabile dei provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati, archivia la richiesta e 15 giorni dopo il figlio diventata amministratore giudiziario dell’impero dei Rappa. A me pare un comportamento deontologicamente poco corretto”.

La d.ssa Saguto è adesso nel mirino della ritorsione mafiosa e Pino manifesta la sua solidarietà ma anche le sue perplessità per una nota dei servizi pubblicata 3 giorni dopo il servizio delle Iene. “A me – dice Maniaci – l’accostamento tra la Saguto e Falcone sembra deprecabile. Noi puntiamo il dito sulle attività della sezione misure di Prevenzione del Tribunale diretto dalla Saguto da un pò di tempo ma nessuno ci ha mai querelato, mi chiedo perché. Ci sono tantissime associazioni che hanno scoperto l’antimafia per guadagnare e fare soldi, e l’antimafia dovrebbe fare parecchia introspezione dentro se stessa. Io posso dire che l’emittente Telejato rischia sempre di chiudere per mancanza di fondi. La nostra antimafia è gratis. Io vado in giro per l’Italia senza prendere un euro. Anzi, io non faccio antimafia. Io considero un errore avere istituzionalizzato l’antimafia. Con il Capo dello Stato antimafia, il Presidente del Senato antimafia, il politico antimafia. A me da fastidio questa distinzione, perché l’antimafia e il rispetto della legalità dovrebbero essere nel cuore di ogni cittadino onesto. A volte la legalità è usata a proprio uso e consumo. Noi facciamo un lavoro giornalistico. Denunciamo l’illegalità secondo la lezione di Pippo Fava. Una buona informazione incide, corregge diventa determinante per un territorio. Diventa punto di riferimento per chi non ha voce. Senza infingimenti politici e distinzioni tra destra e sinistra. La merda può essere a destra ma a sinistra non si scherza nemmeno e va pestata tutta”. Maniaci non si arrende e continua a battagliare, a raccontare, i magistrati gli sono accanto e dice “C’è una sottoscrizione su change.org, che ha giàraggiunto 40.000 firme. Abbiamo chiesto al Csm di essere ascoltati in merito ai comportamenti deontologici della d.ssa Saguto ma nessuno vuole ascoltare e nessuno ci querela. Quello che noi abbiamo detto è soggetto a un grave reato, vilipendio a corpo dello Stato. É previsto anche l’arresto immediato per questo. Ma io sono ancora a piede libero. Io sono stato ascoltato dai magistrati di Caltanissetta, perché c’è una loro inchiesta sulle misure di prevenzione del Tribunale di Palermo che non ha ancora prodotto risultati. Mi chiedo che fine abbia fatto quell’inchiesta”.

Nella Giornata di Falcone, se ne parla tra i colleghi, fuori dall’Aula Bunker di questa brutta storia, sembra che una certa “antimafia” si beffi di quei morti, di quelle persone che, per combatterla ci hanno rimesso la vita.

Intervista a Fabio Nuccio – Giornalista Mediaset