Uno sguardo su Cuba, mostra fotografica al Grenoble

In occasione della mostra di fotografie di Jeanne FredacCuba, l’ispanista Paola Laura Gorla (Università L’Orientale di Napoli) ed Elena Tavani (docente di estetica – Università L’Orientale di Napoli) discuteranno delle opere dell’artista francese e della realtà socio-culturale cubana. Parteciperà all’incontro Jeanne Fredac.

La presentazione si svolgerà il13 marzo, alle ore 17, presso l’istituito Cervantes di Napoli

Un progetto organizzato da EUNIC Cluster Naples,  il partenariato tra gli Istituti di Cultura Europei a Napoli, Institut français, Instituto Cervantes e Goethe-Institut Neapel.

Uno sguardo su Cuba

La fotografia è il luogo di un incontro. In quello spazio, delimitato da una cornice o circoscritto dall’inquadratura, si ritrovano lo sguardo del fotografo assieme all’oggetto fotografato. Noi, il pubblico, siamo invitati ad entrare in quello spazio, dentro a quella piazza, e ad osservare il breve dialogo che si instaura tra i due. Lo sguardo del fotografo, sempre curioso, sa scegliere quell’oggetto tra i tanti per raccontarci una storia, per descriverci un mondo. Ma l’occhio del fotografo, quando sceglie su cosa posarsi, porta sempre in sé paure, desideri, sogni, visioni, pensieri che entrano a far parte integrante della fotografia. È un incontro… un dialogo.

 

Jeanne Fredac, nata in Germania ma cittadina deterritorializzata e vagabonda, come ama definirsi, ci offre in questa mostra il suo incontro con Cuba. L’occhio della fotografa si posa sugli oggetti più disparati di una Cuba urbana, sugli spazi abitati da un popolo che ha vissuto gloria e decadenze. La galleria che Jeanne Fredac ci propone, traccia un atlante della memoria urbana. La figura umana è assente, ma lo sguardo della Fredac ne ripercorre le tracce attraverso la recente storia di Cuba, e si posa, curioso, su oggetti e manufatti che, nel loro insieme, compongono l’archeologia di un popolo. Oggetti desueti (una ventola, un piatto, una vecchia Pontiac, una scritta o un’insegna, l’inferriata di un balcone, un carretto o un sacco di iuta pieno di riso) prendono vita, in queste fotografie, per raccontarci la storia di un popolo, provato ma vivo.

Paola Laura Gorla

Paola Laura Gorla, docente dell’Università degli Studi di Napoli ‘l’Orientale’, collabora da anni con l’Università dell’Avana grazie a un accordo di collaborazione e scambio tra i due Atenei. Nel 2015 ha ricevuto il titolo di visiting professor permanente dall’Ateneo cubano. Si è occupata di studi su Cervantes, firmando la traduzione delle Novelle Esemplari cervantine per Einaudi (2002) e pubblicando un volume critico dal titolo Rutas cervantinas (Sevilla, Renacimiento, 2007) con edizione italiana per Quodlibet (Sei diversioni nel Chisciotte, 2014).

Negli ultimi anni si dedica a studi sul ruolo della retorica nella costruzione delle identità nazionali in epoca contemporanea. In particolare, ha pubblicato il libro Patria o Muerte ¡venceremos! La retórica de Fidel Castro, nel 2012 con la casa editrice Planeta di Bogotà, volume che ha avuto una seconda edizione cubana nel 2014 con la editorial UH.

 Elena Tavani è docente di Estetica all’Università di Napoli “L’Orientale”. Negli ultimi anni ha condotto le sue ricerche intorno a questioni concernenti il rapporto tra estetica e politica e lo statuto dell’immagine con riferimento alla dimensione percettiva ed estetico-mediale dell’esperienza, ai linguaggi delle arti, alle installazioni multimediali. Tra i suoi lavori recenti: Hannah Arendt e lo spettacolo del mondo. Estetica e politica, manifestolibri, Roma 2010; Parole ed estetica dei nuovi media (a cura), Carocci, Roma 2011; L’immagine e la mimesis. Arte, tecnica, estetica in Theodor W. Adorno, ETS, Pisa 2012; Installazioni: il tempo, i luoghi, le immagini (a cura), Estetica. Studi e ricerche, numero monografico, 2/2015; Selfie&Co. Ritratti collettivi tra arte e web (a cura), Guerini e Associati, Milano 2016.

 

Una mirada hacia Cuba

 

La fotografía es el lugar de un encuentro. En este espacio, definido por el marco o encerrado en el encuadre, se encuentran la mirada del fotógrafo junto al objeto fotografiado. A nosotros, el público, nos invitan a entrar en este espacio, dentro de esta plaza, para observar el breve diálogo que se establece entre los dos. La mirada del fotógrafo, siempre curiosa, sabe elegir ese objeto entre miles para contarnos una historia, para describirnos un mundo. Pero la mirada del fotógrafo, al escoger el objeto sobre el que posarse, siempre acarrea sus miedos, deseos, sueños, visiones y pensamientos, que entran a formar parte integrante de la fotografía. Es un encuentro… y un diálogo.

 

Jeanne Fredac, nacida en Alemania pero ciudadana deterritorializada y vagabunda, como ama definirse, nos ofrece en esta exposición su encuentro con Cuba. La mirada de la fotógrafa se posa en los objetos más dispares de un Cuba urbana, en los espacios habitados por un pueblo que ha vivido épocas de glorias y decadencias. La galería que Jeanne Fredac nos propone traza un atlas de la memoria urbana. La figura humana está ausente, pero la mirada de Fredac recorre sus rastros atravesando la reciente historia de Cuba, y se para, curiosa, frente a objetos y artefactos que componen, en su conjunto, la arqueología de un pueblo. Objetos en desuso (un rotor, un plato, una vieja Pontiac, una escrita o un letrero, la reja de un balcón, un carrito o un saco de tela lleno de arroz) toman vida, en estas fotografías, para contarnos la historia de un pueblo, afligido pero vivo.

                                                                                  Paola Laura Gorla

Paola Laura Gorla, profesora de la Universidad ‘l’Orientale’ de Nápoles, lleva años colaborando con la Universidad de La Habana gracias a un convenio de colaboración e intercambio entre ambos Ateneos. Desde 2015, el Ateneo cubano le ha nombrado profesor visitante permanente. Se ha dedicado a estudios sobre Cervantes, ha firmado la traducción de sus Novelas Ejemplares al italiano para la editorial Einaudi (2002) y ha publicado el volumen crítico Rutas cervantinas (Sevilla, Renacimiento, 2007), con edición italiana de Quodlibet (Sei diversioni nel Chisciotte, 2014).

En los últimos años se dedica al estudio del papel de la retórica en la construcción de las identidades nacionales en época contemporánea. En particular, en 2012 publicó el libro Patria o Muerte ¡venceremos! La retórica de Fidel Castro por la editorial Planeta de Bogotá, volumen que tuvo una reedición cubana en 2014 por la editorial UH.

Elena Tavani es profesora de Estética en la Universidad ‘l’Orientale’ de Nápoles. En los últimos años se ha dedicado a estudios sobre cuestiones relativas a la relación entre estética y política, al estatus de la imagen dentro de la dimensión perceptiva y estético-medial de la experiencia, a los lenguajes de las artes, a las instalaciones multimediales. Entre sus trabajos más recientes: Hannah Arendt e lo spettacolo del mondo. Estetica e politica, Manifestolibri, Roma 2010; Parole ed estetica dei nuovi media (ed.), Carocci, Roma 2011; L’immagine e la mimesis. Arte, tecnica, estetica in Theodor W. Adorno, ETS, Pisa 2012; Installazioni: il tempo, i luoghi, le immagini (ed.), “Estetica. Studi e ricerche”, número monográfico, 2/2015; Selfie&Co. Ritratti collettivi tra arte e web (ed.), Guerini e Associati, Milano 2016.

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