Una spirale di incendi a Corigliano

Una spirale di atti incendiari pervade la città di Corigliano Rossano. Ormai, senza soluzione di continuità, quasi ogni notte assistiamo attoniti al falò di autoveicoli, e traspare anche ai meno avveduti la matrice dolosa degli atti. È tutto il litorale jonico contaminato: da Crotone a Corigliano Rossano. Anche l’antimafia, i cui uffici sono collocati nei capoluoghi, è centralizzata. Siamo con il procuratore della DDA Nicola Gratteri quando propone un pool antimafia nelle procure ordinarie così da meglio coordinarsi con tutto il territorio regionale. Il tribunale di Crotone e il ripristino del tribunale di Corigliano Rossano costituirebbero un valido avamposto. A ciò appare piuttosto riduttiva l’attenzione posta dai Ministeri della difesa e dell’Interno riguardo al potenziamento delle forze di polizia a contrasto delle organizzazioni criminali e della delinquenza ordinaria. Per l’alto jonio si chiede un’immediata elevazione a Gruppo delle due compagnie dei carabinieri di stanza a Corigliano Rossano. Questa realtà ha bisogno di alti Ufficiali e di un numero sufficiente nella dotazione organica del personale. Idem per il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corigliano Rossano da elevare a Distretto.

Nel Crotoniate invece, i Reparti delle forze dell’ordine, sono al limite della disponibilità di uomini. Le strutture che ospitano Questura e Polizia Stradale da tempo agli onori della cronaca per palesata inagibilità degli stabili ed in attesa di nuove allocazioni. Tutto ciò fa sorridere, se si pensa che in città esistono già due edifici in località Tufolo, pronti all’uso e che permetterebbero di allocare sia la Benemerita, sia le forze di Polizia per un miglior coordinamento d’intergruppo. E di certo non va meglio nelle aree interne Silane e Presilane, dove al massimo esiste qualche Stazione con un numero di uomini che si contano sul palmo di una mano.

È impensabile ed assolutamente fuori da ogni logica che una città di 80mila abitanti, Corigliano Rossano, ed un’area di pertinenza di circa 200mila abitanti, possano continuare a rimanere sotto l’egida di due compagnie alla gestione di un territorio di circa 100km di costa e relative propaggini pedemontane afferenti, senza considerare l’esiguo numero e la vetustà dei mezzi a disposizione. Paradossale ma, in area dell’Arco Jonico, ancora si discute se assegnare un GRUPPO dei Carabinieri, piuttosto che un REPARTO TERRITORIALE, quando ben altre 3 aree, nella nostra Regione, più piccole territorialmente e demograficamente dispongono (e da tempo) del GRUPPO: Lamezia Terme, Gioia Tauro, Locri. È altresì necessario ribadire che il GRUPPO demoltiplica, in aree particolarmente estese territorialmente e demograficamente cospicue, nonché difficili per l’elevata presenza criminale, le funzioni del COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI.

Ci chiediamo se sia logico assistere inermi ad un territorio che “brucia letteralmente”, mentre lo Stato continua a non dare risposte.

COMITATO MAGNA GRAECIA

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