Un post di Antonio Marfella: chi pagherà il conto del disastro della Terra dei Fuochi

Antonio Marfella
In questi giorni stiamo assistendo ad una una gara di pubbliche confessioni sul disastro NAZIONALE dello scorretto smaltimento dei RIFIUTI INDUSTRIALI E NON URBANI CHE DA CIRCA TRENTA ANNI sta distruggendo l’intero Paese, con epicentro del danno in Campania e in Terra dei Fuochi e dei Veleni. Abbiamo dovuto apprendere , all’improvviso e senza alcuna possibilita’ di rimediare, almeno sinora, che ogni giorno circa mille tonnellate di materiale di scarto invisibile al fisco, prodotto in regime di evasione fiscale, viene smaltito scorrettamente  avvelenando coi roghi le nostre campagne migliori e addirittura distruggendo i nove km di viadotti dell’asse mediano, apparentemente costruiti non gia’ per snellire il traffico ma per garantire terreno demaniale “proprieta’ di nessuno” dove mettere ogni giorno dei drappelli di disgraziati a completare il ciclo produttivo “in nero” bruciandolo. 
Grazie e medici “pazzi” e preti “sciacalli” questa tragedia è stata smascherata e ad essa si è aggiunta , in tutta la sua evidenza di strage scientificamente programmata, l’avvelenamento sistematico del nostro territorio nazionale con il tombamento  di quel terzo di attivita’ produttiva nazionale prodotta in regime di evasione fiscale!
 Finalmente nel 2013 Coldiretti NAZIONALE ammette che risulta avvelenato un territorio nazionale pari a circa una intera regione come il Friuli Venezia Giulia, e non solo qualche ettaro come da decenni si è cercato di convincere i circa tre milioni di cittadini avvelenati di Napoli nord e Caserta. 
Eppure, ancora oggi , NESSUNO PAGA PER QUESTO, PER TUTTE QUESTE OMISSIONI, VOLUTE, SCIENTIFICAMENTE CREATE, CONFESSATE EPPURE ANCORA NEANCHE DELIMITATE, CIRCOSCRITTE, messe in sicurezza o riconvertite da tempo in parchi pubblici o coltivazioni no food.  
A Brescia, caso Caffaro, in tre mesi del 2001, circa 16 ettari di ottimo terreno furono isolati, bloccati alle coltivazioni e messe a parco pubblico dove oggi ognuno puo’ entrare ma non correre a piedi nudi! A Giugliano, sui circa 200 ettari interessati dalla tragedia della RESIT , dove ormai sappiamo metro per metro cosa è accaduto e come camminano ogni giorno i veleni della bonifica della Val Bormida , i terrificanti veleni chimici dell’ACNA di Cengio , ancora neanche un metro quadro risulta non dico bonificato ma addirittura almeno messo a “no food” e si consente a qualunque coraggioso reporter con un minimo di indipendente intraprendenza, di cogliere pomodori e dimostrare quanto sono avvelenati da metalli pesanti !
I metalli pesanti le istituzioni non li cercano, perche’ cercano solo i composti organici volatili…provenienti dai roghi, che con i veleni dell’ACNA di Cengio non hanno nulla da spartire! quando dobbiamo essere presi in giro sul danno sanitario da roghi tossici, si dosa la diossina nei cassonetti in fiamme e non nel sangue dei cittadini residenti o dei pompieri. 
Quando dobbiamo essere presi in giro sui tombamenti di rifiuti tossici, si cercano invece i composti tossici derivanti dai roghi tossici anziche’ i tossici presenti nei tombamenti. 
Accadeva cosi nel 2008, quando la delibera regionale n 1493 del dicembre 2007 attestava che le pecore di acerra erano rimpinzate di diossina dal traffico veicolare di motori a scoppio a benzina o diesel. 
Avviene cosi oggi, quando ancora oggi nel 2013 ho letto di professori di chimica attestare che la diossina a Napoli c’e  ma proviene dalla combustione dei motori a scoppio a benzina o diesel. Afffermazioni da premi Nobel per la chimica, visto che di norma la benzina contiene benzene al 3% come antidetonante, benzene il massimo degli inquinanti cancerogeni e leucemogeni, ma NON dovrebbe contenere cloro, che produce diossina nella combustione….
quando io , di conseguenza, nel 2008 chiesi le centraline alla diossina, con le firme di oltre 1500 cittadini del centro storico, mi dissero che ero pazzo…..
e ancora il registro tumori, sotto ferreo controllo nella NON PRODUZIONE PUBBLICA E TRASPARENTE DI DATI , continua a essere sotto stretto controllo dei medesimi dirigenti regionali che da sempre negano ci sia alcun problema , neanche con le ormai note circa 14 tonnellate al minuto di rifiuti industriali campani di cui almeno 4 scorrettamente smaltiti, e la circa 1 tonnellata al minuto di rifiuti tossici del nord, regolarmente importati e sversati in campania da trenta anni e che possono costituire solo un “tocco” di salute per noi cittadini residenti ma mai alcun problema sanitario , semplicemente perche’, come confessato candidamente da tutti i RESPONSABILI DEL DISASTRO , nessuno mai ha neanche cercato il nesso di causalita’ , ma solo contato i morti e paragonati questi numeri con i cittadini del nord dove , a loro volta, smaltiscono veleni in casa propria in modo anche doppio rispetto a noi. 
E ammettiamo candidamente, senza piangere e disperarci,  che una donna su sette si ammala giovanissima di cancro della mammella senza volere neanche vedere come e quanto ci stiamo rimpinzando di plastica e veleni in tutta Italia!
 E’ terribile e atroce, per uno che ne capisce un pochettino, sentire ammettere candidamente il responsabile del registro tumori che da noi in CAMPANIA si muore di piu non solo e non gia solo perche’ i camorristi sversano veleni, (questo non lo possiamo sapere perche’ non lo studiamo), ma perché la regione Campania non crea , come dovuto, il giusto equilibrio tra strutture pubbliche e private e quindi crea un danno sanitario , da ritardato o improprio accesso alle NON CURE, tale da produrre una mortalità maggiore dal 3 al 7 percento di tutti i tumori! 
Posto che in campania abbiamo circa 100 nuovi casi di cancro al giorno , questo dato attesta che con responsabilità esclusivamente a carico della regione campania e non anche dei camorristi avvelenatori, da tre a sette cittadini campani al giorno si ammalano di cancri della peggiore specie , e ne muioiono tra atroci sofferenze, perche’ la regione campania non procede, DA SEMPRE, alla verifica del corretto numero e dei perfetti accreditamenti delle strutture sanitarie private, privando di risorse e di rete oncologica efficiente le strutture pubbliche. 
e infine, per comprendere il danno sanitario, identificarne le correlazioni, quantizzarne la entita’, dal momento che il danno sanitario NON PUO’ NON ESSERCI IN QUESTA ENORME TRAGEDIA GESTIONALE TRA SVERSAMENTO ILLEGALE DI RIFIUTI INDUSTRIALI PRODOTTI IN REGIME DI EVASIONE FISCALE ED ECCESSO DI STRUTTURE SANITARIE PRIVATE, INSICURE PER LA CORRETTA DIAGNOSI E TERAPIA DEL CANCRO , la regione campania COSA FA?
 STABILISCE UNA COMMISSIONE DI ESPERTI PER STUDIARE CAUSE E correlazioni tra tossici e cancro, ma  SENZA TOSSICOLOGI NE’ PAZZI NE’ SAVI, SENZA NESSUN TECNICO ESTERNO E/O STAKEHOLDERS CON CUI ALMENO CONFRONTARSI E RISPONDERE IN TRASPARENZA A LEGITTIME DOMANDE MA COMPOSTA DA CHI NON PUO’ FARE ALTRO CHE NEGARE DISPERATAMENTE CHE IL DANNO CI SIA e si possa o debba studiarlo , QUANDO ORMAI TUTTI SAPPIAMO CHE ESISTE E VA IMMEDIATAMENTE quantizzato, non più sempre e solo negato………E POI DICE CHE TRE MILIONI DI CITTADINI SI ARRABBIANO…….e ringraziate il Cielo che questi tre milioni di cittadini vanno ancora a piangere ai piedi di un prete “sciacallo” mentre voi continuate a cercare non solo di salvarvi dalla Giustizia Divina e Umana, ma di continuare a mantenere questo Potere IRRESPONSABILE CHE ha creato un disastro ambientale unico al mondo! 
Antonio Marfella

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