Terra dei fuochi, l’accusa di Bruxelles: la Campania aveva a disposizione 140 milioni ma ne ha spesi 8

Terra dei fuochi, l’accusa di Bruxelles: la Campania aveva a disposizione 140 milioni ma ne ha spesi 8

L’emergenza “Terra dei fuochi” non è mai stata una priorità per la Regione Campania e gli interventi pianificati negli anni scorsi per la bonifica e il monitoraggio sono stati superficiali e inconcludenti nonostante ci fossero ingenti risorse economiche provenienti dai fondi europei.

La conferma di tutto questo è contenuta nella risposta che la Commissione europea ha inviato oggi a Piernicola Pedicini, come primo firmatario, e agli altri 16 portavoce eurodeputati del M5s che il 7 maggio scorso avevano presentato un’interrogazione.

“Il programma 2007-2013 per la Campania, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale, – è scritto nella risposta della Commissione europea – fornisce un sostegno a misure di ripristino dei siti contaminati nella regione Campania, compresa la “Terra dei fuochi”, che prevede uno stanziamento di 140 milioni di euro. Finora sono stati certificati all’Unione europea circa 8 milioni di euro. La Commissione segue lo stato di avanzamento dei progetti pianificati nell’ambito di questo obiettivo”.

“Per quanto concerne il periodo 2014-2020, – è sempre la Commissione a sostenerlo – sono attualmente in corso discussioni tra le autorità regionali campane e l’Unione europea in merito all’inclusione di misure potenziali per il recupero dei siti inquinati in questione nell’ambito del programma 2014-2020 per la Campania che non è ancora stato adottato dalla Commissione”.

Nell’interrogazione di Pedicini e degli altri portavoce del M5s, veniva anche chiesto qual era la situazione rispetto alla sentenza del 6 novembre 2014 C-385/13, con la quale la Corte di Giustizia Ue respingeva definitivamente il ricorso dell’Italia contro il mancato pagamento, da parte della Commissione europea, di una parte dei fondi strutturali Ue che nell’anno 2000 erano stati destinati alla Campania per contribuire alla predisposizione, mai attuata, di un sistema regionale efficace di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti.

Rispetto a questo la Commissione ha risposto evidenziando che “nel quadro della procedura di infrazione 2007/2195 la Ue ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia europea poiché ritiene che le autorità italiane non abbiano adottato tutte le misure necessarie per assicurare un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti in Campania. La causa in questione C-653/13 – ha precisato l’organismo europeo – è ancora pendente innanzi alla Corte di giustizia Ue”.

“Ci auguriamo – ha commentato il portavoce del M5s Pedicini – che ora, anche grazie alla maggiore chiarezza che ha prodotto la nostra interrogazione, l’emergenza “Terra dei fuochi” venga inserita al primo posto tra le priorità del governo italiano e della Regione Campania utilizzando in pieno i fondi comunitari disponibili e accelerando al massimo le procedure per effettuare gli interventi necessari. Purtroppo, con molta amarezza, siamo costretti a constatare che l’arroganza e i pasticci del Pd e del neoeletto alla presidenza della Campania De Luca, che com’è noto verrà subito sospeso, non consentiranno di avere rapidamente un esecutivo regionale autorevole e nel pieno delle proprie funzioni per affrontare in modo adeguato drammi come quelli della “Terra dei fuochi”. Tuttavia, – ha concluso Pedicini – il M5s, con i suoi nuovi eletti alla Regione Campania e con i portavoce a Roma e a Bruxelles, sarà come sempre vigile, propositivo e al fianco dei cittadini per far sì che si vada rapidamente verso interventi concreti ed efficaci capaci di superare gli errori e le inadempienze del passato”.

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