I soldi stanziati dalla Regione per il mantenimento del Teatro Massimo Bellini di Catania rasentano il ridicolo, per questo il sindacato Snalv, Confsal e i dipendenti che rappresenta, sono molto preoccupati per il suo futuro, tuttavia, non saranno presenti alla conferenza stampa di domani, 30 Aprile indetta dalle sigle sindacali dell’Ente. Il futuro del Teatro e dei suoi lavoratori sono a serio rischio ma, piuttosto che lottare insieme per la risoluzione del problema, tra i sindacati catanesi continuano a prevalere scelte esclusivistiche.

“Avevamo annunciato che ci saremmo stati perché siamo convinti che, soprattutto in questo momento, occorre fare squadra. Non possiamo fare morire il Teatro di Catania che è uno dei pilastri per il rilancio della dignità di questa città mortificata dal fallimento della politica e da tutti i soggetti che l’hanno interpretata, comprese le forze sociali. Non possiamo permettere che i suoi lavoratori finiscano per strada. Domani però non ci saremo – afferma il segretario regionale Snalv, Confsal Antonio Santonocito -. Siamo “costretti” a rinunciare a partecipare perché qualcuno ritiene di avere l’esclusiva nella rappresentanza dei lavoratori e questo non è certo espressione di una volontà di collaborazione. Il percorso iniziato insieme qualche settimana fa – continua Santonocito – ha preso una piega inaspettata, mortificando la democrazia.
Tutte le federazioni presenti nel Teatro, unitariamente, hanno deciso di indire la conferenza stampa, – spiega Antonio Santonocito – ma immotivatamente, supponiamo per scelte politiche, il segretario generale della Confsal, Santo Torrisi, è stato escluso. Protestiamo fortemente contro questi atteggiamenti discriminatori e parziali che non fanno per niente bene al Teatro Bellini.
Questa esclusione non ci mortifica ma ci dà ancora più forza. Noi continueremo a portare avanti le giuste rivendicazioni dei lavoratori lasciando a chi non ama il Bellini le piccole beghe di quartiere. Oggi – dichiara ancora Santonocito – lo Snalv, Confsal, gode della fiducia di molti lavoratori del Teatro attestandosi tra i primi sindacati nell’Ente.
Non solo quindi è pienamente rappresentativo, è il protagonista delle battaglie sindacali di questi anni. Battaglie che hanno consentito ai lavoratori precari di essere ancora dipendenti del Bellini. Erano stati buttati fuori e solamente la perseveranza dello Snalv, Confal e dei lavoratori ha evitato questo scempio”.