Taranto, Cantieri e reddito minimo di Cittadinanza

news “Nella difficile situazione occupazionale, ambientale e sociale della città di Taranto, il tema del lavoro rappresenta la priorità assoluta, perché è solo il lavoro, soprattutto quello nuovo, a generare un cambio di rotta nelle coscienze e nel modello di sviluppo di una realtà come quella tarantina. Così il giorno dopo il successo per l’accordo siglato a Roma che mira al completo reintegro dei lavoratori dell’ex Marcegaglia, sono costretto a tornare sulle criticità, spronando! Trovo infatti singolare che ancora ad oggi la Provincia di Taranto non si sia attivata per dare seguito, anche in quei territori, ai “cantieri di cittadinanza” e al protocollo per il “Lavoro minimo di cittadinanza”,  così come spero che i risultati dei recenti colloqui con esponenti dell’amministrazione comunale di Taranto non restino lettera morta.”

Così l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Leo Caroli, -dopo aver accolto nella capitale il progetto di reindustrializzazione della Otlec Spa ed il ritorno al lavoro degli 84 lavoratori rimasti disoccupati- torna sul tema sollevato dal segretario generale della CGIL di Taranto, Giuseppe Massafra, e dall’Assessore regionale Fabrizio Nardoni.

“Conosco personalmente il Presidente della Provincia di Taranto, e so della sua attenzione verso le persone che vivono condizioni di fragilità rispetto al mercato del lavoro – continua Caroli – e per questo voglio pensare che si tratti solo di una mancanza di informazioni adeguate sulla Legge regionale per i Cantieri di cittadinanza e sul Protocollo per il lavoro minimo di cittadinanza. Spero, pertanto, che il tempo perduto sinora possa essere prontamente recuperato.

“Ma se la provincia di Taranto, l’unica in Puglia a non aver avviato questi due importanti strumenti di programmazione, non si è fatta ancora sentire, altrettanto distratta risulta l’amministrazione del Comune capoluogo.

“Taranto registra diffuse situazioni di drammaticità estrema – dice Caroli – spesso sfociate nel più orribile dei drammi, quello dei sucidi, che raccontano del grave disagio che molti uomini e donne di diverse età e diversa estrazione sociale vivono in quella terra. Vi è, pertanto, una platea di persone a rischio di esclusione sociale che preme sulla responsabilità di chi ha ruolo pubblico. Le sollecitazioni giunte dal collega Nardoni e dal segretario di Taranto della CGIL, sono un richiamo ad evitare che l’autolesionismo consumi quella comunità che per questa ragione ha bisogno più di altre di muovere politiche attive che restituiscano insieme al lavoro, anche speranza.

“Sono fiducioso – termina l’Assessore regionale, Leo Caroli – e attendo che si faccia presto, perchè le azioni connesse a questi due importanti strumenti nati per dare possibilità di lavoro a disoccupati di lungo corso o lavoratori percettori di ammortizzatori sociali, possano approdare nel più breve tempo possibile a risposte che diano nuovamente valore al lavoro e al bene comune.”

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