SUI GIORNALI. Salvini-Di Maio, un altro flop

Politica interna

L’esplorazione, fallito il tentativo. Salvini: basta veti, provo io. Il Corriere della Sera: “Di Maio ha ribadito il no a Berlusconi che replica: non esiste in natura che stiamo fuori. II M5S concede solo un appoggio esterno di Forza Italia e Fratelli d’Italia. «L’Italia non ha tempo da perdere, mi metto in campo io». La scommessa è totale: «O la va o la spacca». Potrebbe sembrare una reazione a caldo, ma il capo leghista poco dopo lo ripete a Paolo Del Debbio che lo intervista per Quinta Colonna: «Io lascio passare qualche giorno e mi taccio. Poi, provo a andare al governo, altrimenti andremo tutti a nuove elezioni». Insomma, il leader leghista ha deciso di fare il tentativo che fino a ieri aveva sempre respinto. E cioè, quello di radunare una maggioranza in prima persona, senza esploratori. Accettare, cioè, un «preincarico». Mentre è sempre più convinto il no a «governi del presidente». Tanto più che a Salvini continua ad arrivare l’eco del lavoro che si starebbe facendo intorno alla possibilità di una proroga per il premier Gentiloni”. Repubblica: “Mattarella riceverà stamattina la presidente del Senato. Non vede margini per prolungare il mandato della seconda carica dello Stato, tanto più dopo che Salvini ne ha sconfessato il lavoro. Se non ci saranno novità nel week end è ormai scontato che Mattarella proporrà a Fico un mandato sul modello di quello della Casellati. Ma con nuove regole e nuovi perimetri: a tutto campo, il che significa anche in grado di evidenziare i margini per un governo del presidente, per una maggioranza che si crea intorno a una figura esterna, “tecnica”. “Mattarella sorpreso dal “ci penso io” del leader leghista”, si legge inoltre. “Gli potrebbe dare una chance solo vedendo numeri inconfutabili. La strategia è evitare altri giri a vuoto”.

I retroscena. Il Corriere della Sera: Di Maio ribadisce: «Berlusconi non può essere nel governo e non vogliamo ministri di Forza Italia». E come si fa, si ragiona, qualcosa a Berlusconi bisogna dargli. E così si valuta la concessione di qualche ministro d’area in dicasteri chiave e un atteggiamento più dialogante. «Mi si spacca il Movimento», sostiene però Di Maio. E qualcosa va storto. La Casellati, che è figura istituzionale ma anche esponente di FI, fa infatti sapere: iI premier deve essere deciso dal centrodestra e il reddito di cittadinanza deve finire in soffitta. Insomma, lo sforzo è stato fatto. Per i 5Stelle si è cercato di ingoiare l’appoggio esterno ma oltre una certa soglia non si può andare. E non è casuale, sempre secondo i 5 Stelle, il passaggio in cui Salvini accusa qualcuno di «non voler far partire un governo politico per varare l’ennesimo governo tecnico» è chiaro. Evidentemente per Salvini quel «qualcuno» non è il capo dello Stato, ma Silvio Berlusconi, che avrebbe tirato troppo la corda per far saltare tutto. Repubblica: «Per me – giura il numero uno del Carroccio – qualcuno mira a far saltare l’accordo politico». Un sospetto che preoccupa pure il delfino della Casaleggio associati. Nessuno si fida più di nessuno, ma le due rabbie potrebbero sfociare in un clamoroso patto populista. Berlusconi non transige. «Non mi devono legittimare né Luigi Di Maio, né Salvini». «O stiamo dentro dentro – è la sintesi del leader azzurro – o fuori fuori». E teme che Salvini possa tradirlo ma Il Giornale sostiene che “nel quartier generale azzurro si ha la ragionevole certezza che Salvini non asseconderà la strategia di Di Maio e non si farà attirare nella trappola”. Intanto al Nazareno, la sede del Pd, si seguono e commentano le notizie sulle consultazioni. Per il momento il Pd ancora non esce allo scoperto ma Graziano Delrio si spinge a ipotizzare un referendum tra gli iscritti in vista della partecipazione a un governo istituzionale mentre la minoranza dem di Andrea Orlando e Gianni Cuperlo chiede invece sia convocata la Direzione del partito proprio per ridiscutere la linea politica. «Il chiarimento nel partito è diventato urgente».

Economia e finanza

Shock da sanzioni sulle materie prime e allarme Fmi. Il Sole 24 Ore: “Rincaro del 30% in due settimane per l’alluminio: è l’effetto delle sanzioni Usa contro la Russia, che provocano una lunga catena di reazioni; reazioni di panico anche in settori adiacenti. Allarme tra le imprese utilizzatrici. Tensioni anche sul fronte del petrolio, ai massimi dal 2014. Il Brent ormai sfiora 75 dollari, il Wti punta verso 70 dollari. Senza contare che le tensioni geopolitiche sono alle stelle”. L’editoriale di Donato Masciandaro sul Sole 24 Ore: “Il Fondo monetario internazionale (Fmi) si è ieri aggiunto alla Banca dei regolamenti internazionali (Bis) nel mandare pubblicamente un monito a Paesi e mercati che suona più o meno così: c’è un rischio di recessione da bolla finanziaria che sotto alcuni aspetti ricorda quello che ha preceduto la Grande Crisi del 2008. Peccato che è un monito che nessuno vuol sentire. Che cosa è una recessione finanziaria? E’ un tipo speciale di caduta dell’attività economica, che può essere raccontato in tre fasi. La prima fase parte da una crescita esuberante del credito all’economia. Tale crescita innesta una seconda fase, caratterizzata da una bolla. La bolla per definizione ha una dinamica imprevedibile, in cui c’è sempre una fase ascendente e una discendente. Nel secondo caso lo scoppio della bolla innesca la terza fase: il problema da finanziario diventa anche reale. E sempre a proposito di Fmi Dario Di Vico sul Corriere in riferimento a un rapporto rende noto: “Secondo i dati del Fondo monetario elaborati dal Financial Times, nel 2017 la Spagna ha superato l’Italia per potere d’ acquisto pro capite: gli spagnoli sono più ricchi degli italiani”. “Sorpasso della Spagna metafora di un rischio più complessivo di retrocessione”.

Def. Il Sole 24 Ore: “Una leggera accelerazione del Pil nel 2018 dall’1,5% all’1,6 per cento. È quella che potrebbe prevedere il quadro tendenziale del Def “tecnico” preparato al ministero dell’Economia e ora in attesa di ottenere l’ok di palazzo Chigi. Che, visto la mancata individuazione (almeno fino ad oggi) di una maggioranza per sostenere un nuovo esecutivo, sembra essere destinato ad arrivare all’inizio della prossima settimana, forse già lunedì o martedì. Dopo lo slittamento rispetto alla canonica scadenza del 10 aprile per la presentazione del Documento di economia e finanza deciso 10 giorni fa da Paolo Gentiloni per “garbo istituzionale” sfruttando la “finestra” concessa da Bruxelles, l’attuale governo dovrebbe rendere noto in tempi rapidi (a meno di repentine accelerazioni per la formazione del nuovo esecutivo) iI quadro a legislazione vigente per trasmetterlo alla commissione Ue entro il termine previsto del 30 aprile e sottoporlo all’esame del Parlamento”.

Politica estera

Merkel e Macron rinviano il piano per la nuova Ue. Il Corriere della Sera: “Entro giugno il piano per la Ue”: questo l’impegno di Angela Merkel ed Emmanuel Macron dopo il vertice franco-tedesco a Berlino. Ma il presidente francese teme le riserve tedesche verso i suoi piani di rilancio del progetto comune. Mai come adesso infatti Merkel è sotto pressione nella Cdu-Csu, che ha disseminato il suo cammino di paletti da non superare nell’eventuale riforma dell’eurozona. «Non ho alcuna intenzione di fare dei desideri di Macron il mio programma politico», aveva detto alla vigilia Alexander Dobrindt, capo dei cristiano-sociali bavaresi al Bundestag. La cancelliera ha dovuto cosi rassicurare soprattutto il suo fronte interno, tornando a insistere sugli «sforzi nazionali» e le economie di bilancio, necessarie a rendere più competitivi i Paesi della moneta unica. Quasi a voler diluire l’impatto divisivo della riforma dell’area euro, che Macron definisce il «cuore» del suo progetto, Merkel ha anche abilmente ampliato il campo, facendo un elenco delle riforme indispensabili per il rilancio dell’Ue, dove al primo posto figura la politica europea dei rifugiati, al secondo la politica estera comune e solo al terzo «lo sviluppo dell’Unione economica e monetaria e l’Unione bancaria».

Classifiche. L’astrofisica Marica Branchesi e il chirurgo Giuliano Testa. Sono i due italiani inseriti fra i 100 personaggi più influenti nel mondo dalla rivista Time. Branchesi, 41 anni, lavora al Gran Sasso Science Institute ed è membro del progetto Virgo, quello che ha rilevato le onde gravitazionali. Giuliano Testa è esperto di trapianti di fegato e lavora al Baylor Transplant Center di Dallas.

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