SUI GIORNALI. Il governo si spacca sul decreto anti-precari

Politica interna

Governo – “Non sono l’uomo di Di Maio o Salvini e non sono un politico ballerino” dice il premier Giuseppe Conte in un’intervista alla Stampa nella quale parla di rapporti con i leader, immigrazione ed economia. Sui migranti: “Nessuna divergenza con Salvini – chiarisce – il governo ha una sola linea, anche le missioni militari devono essere cambiate”. “Le Ong – aggiunge – fanno un lavoro importante ma rispettino le regole”. E le missioni internazionali “si devono rivedere, così come sono ora contraddicono il principio di Europa solidale”. Riguardo all’economia, spiega che “reddito di cittadinanza e flat tax procederanno in fretta e di pari passo” e annuncia: “Ora maggiori investimenti sui settori strategici e tagli al cuneo fiscale”. L’obiettivo è “riportare al lavoro 6 milioni di disoccupati”. A proposito delle sanzioni contro la Russia: “L’attuale sistema non risolve la crisi ma non possono essere eliminate da un giorno all’altro”. E sul rapporto con Trump: “La sua simpatia nei miei confronti è nata dal modo diretto con cui ho parlato al G7”. “I migranti non torneranno in Italia dagli altri Paesi Ue”, afferma invece il ministro dell’Interno Salvini a colloquio col Messaggero. “Faremo sbarcare solo i naufraghi per i quali c’è un’intesa preventiva di redistribuzione tra paesi volenterosi”.

Lavori pubblici – La corruzione non è più un’emergenza: la priorità è sbloccare gli appalti pubblici, liberarli dalle presunte pastoie burocratiche e quindi rivedere alla radice il Codice degli appalti e anche il ruolo dell’Anac, che avrà meno poteri. La nuova parola d’ordine del governo è liberalizzare e privatizzare. La normativa che ha garantito trasparenza nell’assegnazione dei lavori pubblici è diventata un impaccio per la maggioranza giallo-verde. Bisogna tornare al modello della famigerata “Legge Obiettivo” del governo Berlusconi, che delegava ai privati tutte le scelte ed è stata poi archiviata proprio per la degenerazione che aveva prodotto, con opere sempre in ritardo e bustarelle a pioggia. Il presupposto “politico” su cui si fonda l’orientamento dell’esecutivo è che al governo ci sono Lega e M5S, quindi non c’è bisogno di procedure in grado di arginare le derive corruttive perché le percezioni cambiano. Anche se i dati smentiscono la (presunta) paralisi dei cantieri.

Politica estera

Brexit – Il governo conservatore di Theresa May precipita nel caos, incapace di venire a capo del complesso negoziato su Brexit. Dopo il negoziatore David Davis, ieri si è dimesso anche il ministro degli Esteri Boris Johnson, in polemica con la svolta soft della premier nella trattativa con Bruxelles. “Il sogno della Brexit sta morendo soffocato da dubbi inutili” ha scritto nella lettera di dimissioni. Contestata in Parlamento, la May ha difeso la sua piattaforma definita venerdì scorso, che “pone anche le basi per una nuova partnership doganale” con la Ue. Per ora non ci sono le condizioni per un voto di sfiducia nei suoi confronti. Ma la prospettiva di una sfida alla leaderhip del partito e del governo è lo scenario dominante.

Thailandia – Un’altra giornata di salvataggi con happy end per i 13 giovani calciatori del nord della Thailandia, nella certezza che i primi 8 divisi in due gruppi di 4 più 4 e portati fuori tra domenica e ieri dalle grotte di Tham Luang “stanno tutti bene”. Sono assistiti in ospedale, compreso quello che sembrava più critico, ancora a dieta di porridge per riabituare lo stomaco dopo i primi 9 giorni di digiuno e le pappe omogeneizzate dell’ultima settimana dopo il ritrovamento. Lo racconta alla fine di un’altra giornata “tecnicamente perfetta” il governatore che coordina la mastodontica macchina dei soccorsi per liberare entro oggi o domani anche gli ultimi 5 rimasti dentro e trasportarli nell’ospedale di Chiang Mai dove già si trovano gli altri.

Economia e finanza

Lavoro – II decreto estivo è in attesa della firma del Capo dello Stato e dell’approdo in Gazzetta ufficiale (salvo sorprese, tra oggi e domani). Nel frattempo continuano le limature al testo. Da sciogliere non c’è solo il nodo coperture (in particolare sui giochi) ma anche aspetti tecnici, a partire dal lavoro stagionale. II provvedimento, in base all’ultima bozza, porta con sé, sul fronte lavoro, un complessivo aggravio burocratico ed economico sui datori, disegnando vere e proprie “trappole” nel percorso applicativo delle nuove regole. A rischio le attività delle agenzie private di lavoro, stabilizzazione resa più difficile anche dall’irrigidimento degli indennizzi del contratto a tutele crescenti. Teso il vertice di maggioranza di ieri. Tra Lega e M5S si tratta sulle correzioni. Salvini punta a reintrodurre i voucher. Di Maio: “Se usati per sfruttare faremo muro”. “I voucher in agricoltura, nel turismo e nei lavori stagionali servono a combattere il lavoro nero. Ma tutto è migliorabile” replica Salvini. Sul tema interviene anche il presidente dell’Inps Tito Boeri, prendendo le posizioni della Lega, anche se ribadisce la sua contrarietà all’impianto del decreto dignità: “E’ un errore – dice – irrigidire il contratto a tempo indeterminato”.

Ilva / Conti pubblici – Sull’Ilva Di Maio sfida ArcelorMittal. Il colosso siderurgico interessato al sito di Taranto ha presentato “novità migliorative” al piano ambientale dell’Ilva ma non si tratta di proposte “entusiasmanti”, mentre sul piano occupazionale “siamo fermi al palo”. Lo sostiene il ministro dello Sviluppo economico dopo aver incontrato, ieri al Mise, i vertici della società che dovrebbe rilevare l’azienda siderurgica italiana. Secondo Di Maio quindi, le proposte del gruppo indiano restano non soddisfacenti. Il governo chiede nuove proposte: “Servono garanzie certe da parte dell’azienda per l’occupazione, ci aspettiamo proposte migliorative, fortemente migliorative” ribadisce Di Maio. “Ci sarà un confronto tecnico serrato: noi siamo molto esigenti” aggiunge il ministro.
“Dobbiamo vedere i fatti prima di esprimere un giudizio, i test saranno i fatti, finora ci sono state le parole e le parole sono cambiate”: così Mario Draghi ha risposto ieri durante l’audizione all’Europarlamento a una domanda sulle linee di politica di bilancio dell’Italia. Il presidente della Bce ha voluto anche essere rassicurante sull’elevato ammontare delle passività italiane nel sistema di pagamenti europeo Target 2, emerse nei giorni scorsi dall’ultimo censimento effettuato dalle banche centrali

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