Il Mezzogiorno vive una fase di “dinamismo economico e sociale” che, secondo il governo, trova conferma nei principali indicatori macroeconomici. È il messaggio lanciato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, intervenuto questa mattina a Napoli all’evento “Il Mezzogiorno dopo il PNRR”, promosso dalla Fondazione Merita nell’ambito della nuova edizione di Agenda Sud 2030.
Nel suo intervento, Sbarra ha rivendicato il ruolo del Pnrr nel sostenere la crescita del Sud, ricordando che al Mezzogiorno è stato destinato circa il 40% delle risorse complessive del Piano. Ma, ha sottolineato, la sfida ora è garantire continuità anche oltre questa fase.
“Un contributo determinante a questo sviluppo è arrivato dal Pnrr”, ha detto il sottosegretario, spiegando che l’obiettivo dell’esecutivo è “continuare a garantire risorse anche nella fase successiva”.
In questo quadro, Sbarra ha indicato nella Zes Unica Mezzogiorno uno degli strumenti centrali della strategia per attrarre investimenti, grazie a semplificazioni amministrative e incentivi mirati. “Per la prima volta dalla sua introduzione”, ha evidenziato, la misura può contare su uno stanziamento triennale di 4 miliardi di euro.
Secondo i dati illustrati dal sottosegretario, i risultati sarebbero già significativi: oltre 17 mila domande presentate per il credito d’imposta, più di 1.100 autorizzazioni uniche rilasciate e circa 20 miliardi di investimenti privati, a fronte di 6,1 miliardi di risorse pubbliche.
Sbarra ha poi acceso i riflettori sulle politiche di coesione nel ciclo 2021-2027, definendole un altro pilastro del post-Pnrr. “Oltre 96 dei 135 miliardi complessivi destinati all’Italia sono riservati al Mezzogiorno”, ha affermato, leggendo questo dato come una conferma della centralità del Sud nell’azione del governo.
Nel passaggio finale del suo intervento, il sottosegretario ha collegato la crescita economica agli effetti sul mercato del lavoro. “Il Mezzogiorno sta vivendo una fase importante anche sul fronte dell’occupazione”, ha detto, sostenendo che negli ultimi anni si sia raggiunto “il massimo storico”, in particolare per giovani e donne, con un aumento dei contratti stabili a tempo indeterminato.
Da qui il richiamo al ruolo delle istituzioni: “Il compito è consolidare questa fase, garantendo continuità nelle politiche, certezza delle risorse ed efficacia dell’azione pubblica”. L’obiettivo, ha concluso Sbarra, è fare del Sud “un motore stabile e duraturo di sviluppo per l’intero Paese”.