Il Sud in Prima Pagina. Bari, Berlusconi a processo per le pressioni su Gianpi – Entità esterne alla mafia volevano uccidere Di Matteo

Nino di Matteo con gli uomini della sua scortaEcco le principali notizie in evidenza sui quotidiani del Sud.

“Anche entità esterne alla mafia interessate a uccidere Di Matteo” – Fino a qualche giorno fa, era uno degli irriducibili di Cosa nostra al carcere duro. Oggi, è un uomo che dice di avere paura per quello che potrebbe accadere a Nino Di Matteo, il pubblico ministero del processo “trattativa”. Vito Galatolo, 40 anni, rampollo di una delle famiglie mafiose più blasonate, ha deciso di collaborare con la giustizia: «Perché sono assalito da un turbamento interiore», ha detto. E mentre svelava il progetto di attentato nei confronti del pm Di Matteo ha avvertito: «All’eliminazione del magistrato sono interessate anche entità esterne a Cosa nostra».

Volevano testare al Cardarelli farmaci non sicuri – Il presunto tentativo emerge dall’inchiesta Biotest. Il manager: “Non rompete, qui comandiamo noi”. «RAGAZZI, non ci dovete rompere il c… perché qui comandiamo noi», diceva il dirigente di Biotest Italia Enrico D’Aiuto mentre discuteva della necessità di ottenere la «benedizione» di un medico famoso per garantire l’efficacia di un farmaco commercializzato dall’azienda. C’è anche questa conversazione, intercettata il 4 maggio 2010, fra quelle citate dal giudice Alberto Cairo nell’ordinanza emessa nell’ambito dell’inchiesta sulle gare per la fornitura di medicinali. Sono ora agli arresti domiciliari sette fra manager e imprenditori. Le quattro gare sotto inchiesta risalgono al 2009-2010, ma secondo la Procura l’associazione per delinquere contestata a quattro dei sette arrestati, l’imprenditore farmaceutico Massimo Petrone e i dirigenti della società Biotest Giuliano Tagliabue, Renato Carelli e Enrico D’Aiuto, va considerata «tuttora perdurante » e mira «al controllo illegale delle forniture e dei prodotti farmaceutici in diverse realtà territoriali », non solo in Campania.

Berlusconi a processo per le pressioni su Gianpi chieste le intercettazioni – L’udienza preliminare è stata rinviata in attesa della documentazione. Palazzo Chigi si costituisce parte civile. Sisto: “Siamo convinti dell’innocenza” Palazzo Chigi potrà chiedere i danni a Silvio Berlusconi. Il governo sarà infatti parte civile all’udienza preliminare a carico dell’ex premier e dell’ex direttore de L’Avanti Valter Lavitola. La costituzione è stata ufficializzata in apertura dell’udienza preliminare, dinanzi al gup Anna Rosa Depalo, ai due imputati, entrambi assenti, accusati di aver indotto Gianpaolo Tarantini a mentire sulle escort portate tra il 2008 e il 2009 da ‘Gianpi’ nelle residenze private dell’allora capo del governo. L’udienza è stata rinviata al 30 gennaio: il procuratore aggiunto Pasquale Drago ha chiesto di acquisire le testimonianze rese nel dibattimento ‘escort’.

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