Sfide tecnologiche, l’orologio smart di Apple fa paura a Swatch

swatch

Da anni diversi analisti ed osservatori di cose di tecnologia attendono che Apple rilasci sul mercato un proprio modello di smartwatch, cioè un orologio dotato di app e altre funzionalità in grado di connettersi con uno smartphone (come tra gli altri ha già fatto Samsung, il suo principale concorrente). Negli ultimi mesi sono tornate a circolare insistenti voci al riguardo anche per via di un articolo pubblicato a giugno da Nikkei Asian Review, uno dei principali giornali finanziari giapponesi, nel quale veniva riportato che Apple ne avrebbe presentato uno nell’ottobre del 2014 (più o meno lo stesso periodo in cui dovrebbe essere presentato iPhone 6, il nuovo modello del famoso smartphone).

L’ipotesi non è rilevante solo per Apple, per i potenziali acquirenti dei suoi prodotti e per un mercato nuovo che potrebbe esserne molto esteso: mette in agitazione tutto il già tormentato business della produzione di orologi. Lunedì 25 agosto il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo in cui descrive le preoccupazioni di Swatch – una delle più famose società produttrici di orologi al mondo, che oltre all’omonimo marchio possiede anche marchi di orologi di lusso come Omega e Breguet – che hanno portato a un recente annuncio della società sulle nuove funzioni che verranno introdotte in alcuni modelli a partire dal 2015.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal «la società ha detto che introdurrà alcune funzioni fitness, spesso presenti sugli smartwatch, nella sua linea di orologi Touch. Swatch non ha rivelato quali funzioni proporrà in particolare, ma ha detto che saranno “le solite”» (molti smartwatch offrono la possibilità di registrare il numero dei passi compiuti in una giornata o la quantità di calorie consumate). Fino a ora, il capo di Swatch Nick Hayek aveva detto che gli smartwatch non avevano l’eleganza degli orologi prodotti coi marchi Omega e Braguet, e che i loro schermi erano troppo piccoli per essere utili.

Nel 2004, in realtà, Swatch aveva già prodotto una specie di smartwatch in collaborazione con Microsoft: si chiamava Paparazzi, e permetteva tramite un abbonamento mensile o annuale di ricevere notizie con filtri personalizzabili e di scambiare messaggi (senza però poter rispondere) con i propri contatti di MSN Messanger. Paparazzi non andò bene: il Wall Street Journal riporta che Swatch possiede ancora nei propri magazzini molti orologi invenduti.

L’articolo dice che attualmente Swatch è considerata maggiormente «vulnerabile» all’ingresso di Apple nel mercato rispetto ad altri produttori di orologi di lusso perché circa il 30 per cento delle proprie entrate è generato dalle vendite di prodotti di medio e basso costo: «gli smartwatch si venderanno a un prezzo compreso fra 150 e 300 dollari [cioè circa 113 e 227 euro], più o meno gli stessi prezzi a cui Swatch vende i suoi orologi in plastica più costosi e quelli al quarzo più economici». Proprio questa presunta “vulnerabilità”, secondo il Wall Street Journal, ha contribuito a quella che il quotidiano definisce una «svendita» delle azioni della società: «durante gli scorsi 12 mesi, il valore delle azioni di Swatch è sceso quasi dell’11 per cento, più di quelle dei suoi concorrenti Richemont e Louis Vuitton, che hanno perso rispettivamente il 5 e il 6 per cento».

Come va Swatch

Nei primi sei mesi del 2014 il suo utile netto è stato di 680 milioni di franchi svizzeri (circa 563,5 milioni di euro), mentre nello stesso periodo del 2013 era stato di 768 milioni (circa 636,4 milioni di euro); la cifra è stata inoltre inferiore anche a quella prevista dagli analisti per questo semestre, che era di 696 milioni di franchi svizzeri.

I motivi, spiega in un altro articolo il Wall Street Journal, sono diversi. La colpa, secondo Swatch, è fondamentalmente del franco svizzero: il cambio nei confronti delle altre valute è molto sfavorevole per un’azienda svizzera. Inoltre, sempre secondo la società, negli scorsi mesi la vendita degli orologi è stata danneggiata dall’incendio di una fabbrica di componenti dell’indotto della Swatch e da una nuova legge del governo cinese contro la corruzione, che ha reso molto più complicato utilizzare accessori di lusso – come gli orologi – per corrompere dirigenti del governo.

Swatch è stata fondata nel 1983 dalla fusione di due società svizzere produttrici di orologi, ASUAG e SSIH. Da allora, è uno dei maggiori produttori mondiali di orologi. Nel 2012, i marchi del gruppo Swatch generarono 7,2 miliardi di franchi svizzeri di entrate (circa 5,9 miliardi di euro).

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