Uomo. Italiano. Over 50. È questo il nuovo ritratto dei ba- danti in Italia. Secondo i dati più recenti relativi al settore, dal 2012 al 2017, il numero degli italiani over 50 impiegati in tale professione è, infatti, aumentato del 265%, passando da 1151 a 4200 unità. Una crescita record. A registrarla è la ricerca “Il valo- re del lavoro domestico” realizzata da Domina-Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico in collaborazione con la Fondazione Moressa.

Il trend è chiaro. E se il picco si ha nella fascia over 50 – tra gli stranieri, si sale solo del 66% – l’aumento di uomini italiani è evidente in tutte le classi d’età. Tra gli under 30, la crescita è stata del 129%. Nella fascia 30-50 anni, è stata del 124%.

cifre che raccontano il cambiamento in atto. «Le famiglie italia- ne – dice Lorenzo Gasparrini, segretario generale Domina – cercano personale sempre più qualificato di cui si fidano e, dato che sale la quantità di casi di anziani con malattie invalidanti, spesso si rivolgono a uomini perché hanno la forza per compiere le manovre necessarie per aiutare una persona allettata».

Aumenta la domanda e aumenta pure l’offerta, anche per questioni di “r conversione” in un mercato del lavoro che, in più di un settore, tende a giudicare facilmente e anticipatamente i lavoratori “vecchi”. «Rientrare in azienda già a 45 anni è difficile – spiega Gasparrini – perché si viene considerati vecchi. Nell’ambito del lavoro da badante, invece, non è così. L’età ha tutt’altro valore. Una persona più matura ha esperienza e una diversa capacità di colloquiare all’interno della famiglia. La sensibilità di un ragazzo di vent’anni, ovviamente, non è come quella di un cinquantenne che magari ha già cresciuto dei figli».

A influenzare il mutamento di offerta sono anche una nuova percezione del lavoro e le cifre che ruotano intorno al settore. «Questo tipo di impiego comincia a crescere di dignità – prosegue – e oggi fare il badante è rite- nuto un mestiere come tanti al- tri. Gli stipendi si attestano intorno ai dodicimila euro l’anno. Si va da un minimo di novemila euro l’anno al massimo di diciassettemila. Per chi vive in casa della persona assistita, alla somma vanno aggiunti vitto e alloggio».

Il trend interessa anche le donne. Il numero di badanti italiane over 50, tra 2012 e 2017, è salito del 144%. In generale, si è regi- strato un aumento del 97% di ba- danti di nazionalità italiana, a fronte di un calo del 4,5% di quel- le straniere. Il cambiamento è visibile in tutto il Paese secondo percentuali differenti. Al Nord, la proporzione è 75% di stranieri e 25% di italiani. Nel Centro-Sud, invece, le distanze si riducono: gli italiani rappresentano tra il 43% e il 45% del settore. Caso unico, la Sardegna, dove ad essere di nazionalità italiana è il 75/80% dei lavoratori, perché, commenta Gasparrini, «è un’isola e quindi per gli stranieri è più complicato e più costoso tornare, ogni tanto, al Paese d’origine».