| Ritorna in libreria La messa dell’uomo disarmato (Edizioni Ares, pp. 864, euro 25), il grande affresco storico di don Luisito Bianchi (1927 – 2012) dedicato alla Resistenza che all’epoca della sua prima uscita (1989) si rivelò un vero caso letterario per l’ampiezza della ricognizione storica e l’inconfondibile stile a un tempo concretissimo e sognante. Il libro verrà presentato in anteprima martedì 28 aprile alle 18.30 al Teatro degli Angeli (via P. Colletta, 21 – Milano) con un reading teatrale di Daniela Cristofori e Giacomo Poretti e gli interventi dello scrittore Luca Doninelli e di Alessandro Rivali, direttore editoriale delle Edizioni Ares. |
| Il libro |
| La messa dell’uomo disarmato è una storia corale che per felicità di scrittura e capacità di rievocazione ricorda la tradizione più nobile del romanzo storico, quella di Manzoni, Bacchelli, Fenoglio o Eugenio Corti. È un “romanzo mondo” ambientato nella pianura padana lacerata dalla Seconda guerra mondiale; a narrarla, la limpida voce di Franco, novizio che abbandona anzitempo la sua abbazia. Franco sarà testimone dei drammi successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943: la discesa dei tedeschi, i rastrellamenti, la lotta partigiana, il sangue degli innocenti; conoscerà personaggi indimenticabili; e imparerà, come tutti i suoi amici, quanto sia difficile restare uomini di fronte alle scelte estreme imposte dalla guerra. La messa dell’uomo disarmato è anche un autentico caso letterario, circolato “di amicizia in amicizia” in edizione autoprodotta tra il 1989 e il 1995 e poi felicemente approdato all’editore Sironi nel 2002. È il ricordo lirico di un mondo rurale che non c’è più, di nebbie e campi a perdita d’occhio, di ruscelli e cascine, di persone miti e laboriose, ma è soprattutto la storia epica e attualissima di uomini che credono nella libertà e nella pietas anche quando il mondo sembra avvolto dalle tenebre. |
| L’autore |
| Luisito Bianchi (Vescovato, 1927 – Melegnano, 2012) visse il periodo della guerra e della Resistenza di cui divenne testimone appassionato. Fu ordinato sacerdote della diocesi di Cremona nel 1950, si laureò in Scienze Politiche all’Università Cattolica di Milano e fu assistente provinciale e centrale delle Acli. Ottenuto dal suo vescovo il permesso, lavorò come operaio alla Montecatini di Spinetta Marengo e, in seguito, come benzinaio, inserviente d’ospedale e traduttore. Dal 1976 fu cappellano del monastero benedettino di Viboldone (Milano) fino alla morte. La sua produzione letteraria è vastissima: La messa dell’uomo disarmato è il suo capolavoro. La nuova edizione del volume si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’eredità culturale di don Luisito Bianchi portato avanti da Fondazione Dominato Leonense ETS con Cassa Padana BCC insieme al Comitato Fondo Don Luisito Bianchi costituitosi per volontà dello stesso Luisito e – dopo la sua morte avvenuta nel 2012 – per volontà degli eredi e degli amici del don. |
| Teatro degli Angeli |
| Il Teatro degli Angeli rappresenta la nuova scommessa milanese del centro di produzione Teatro de gli Incamminati: una sala teatrale di 150 posti, dedicata alla ricerca e alle compagnie emergenti, che a partire dalla stagione 2024/25 affianca la programmazione del Teatro Oscar con un cartellone ricco di spettacoli, incontri e progetti speciali, oltre che con laboratori, corsi e residenze artistiche. L’ipotesi che ci muove è ancora una volta l’«indirizzo infallibile» di Giovanni Testori – forse la sua più grande provocazione e la più preziosa eredità: non sbaglierà, nonostante tutti gli errori, chi avrà voluto bene alla realtà. Grazie alla collaborazione con Fondazione Allianz UMANA MENTE e con Officine Creative | Università di Pavia, dal 2024 il Teatro degli Angeli ospita anche la Casa-Teatro UMANA MENTE: una scuola che offre corsi di formazione teatrale rivolti anche a persone con disabilità psichiche e motorie. |