RIFLESSIONI. E se smettessi di scrivere…

Ogni giorno che mi siedo alla scrivania per scrivere e comunicare saggiamente i miei pensieri al mondo, di cui mi sento attivamente parte, sono assalito dal dubbio che tutto è inutile. Che tutto, in questo mondo e di questo mondo, non serve proprio a niente. Che anche le idee, i pensieri ed il buon comunicare non serve, perché c’è la gente sempre più indifferente a tutti; sempre ed unicamente protagonista solo di se stessa.

Purtroppo, questi miei pensieri mi vengono alla mente sempre più spesso; sempre più ostinatamente fanno parte di me.

Ma, nonostante la loro forte presenza, con giusta e saggia determinazione, cerco di liberarmene; cerco di scacciarli dalla mente e dal cuore.

Cerco di tenerli lontani da me. Tanto, perché nonostante tutto, voglio continuare a scrivere.

Scrivere per comunicare, fa parte di me; fa parte della mia vita. Non posso assolutamente vivere senza scrivere; senza comunicare; senza produrre idee. Mi sentirei inutile ed inaridito; mi sentirei un uomo della Terra, senza alcun senso per il proprio vivere.

Con una grande forza di dentro dello scrivere, come insostituibile valore della mia vita, nonostante i tanti dubbi che mi assalgono, forte di un’ostinata determinazione, tengo lontano da me i tanti miei pensieri che mi vorrebbero un perdente silenzioso, senza la saggia voce del trasmettere e del comunicare, una parte importante della mia vita, compagna di viaggio dei miei pensieri, delle mie idee, dei miei valori e del mio essere creativo che non ha mai smesso di tenermi compagnia nel corso degli anni della mia vita, per questo belli da vivere.

Tanto, perché la mia mente naturalmente computerizzata ed aperta alla conoscenza ad ai saperi del mondo, è affollata, come non mai, da pensieri e di idee nuove che non possono essere assolutamente cancellate e tanto meno dimenticate per una mia sola egoistica indifferenza verso il mondo; verso l’altro del mondo che è sempre più, parte di me.

Le tante idee, i miei tanti pensieri che sono assolutamente diversi, gli uni (di ieri) dagli altri (di oggi) e (di domani) dagli altri ancora dei giorni a venire, il frutto di un”pantareo cosmico” che esprime in sé, l’insieme umano in costante movimento, senza fermarsi mai, nonostante l’indifferenza umana al sapere ed alla conoscenza, continuano a fare parte di me.

Le tante mie idee, che mi affollano la mente, sono idee e saggi pensieri pensati soprattutto per gli altri; pensati per un vivere insieme che, necessariamente si alimenta dalle idee rigenerate; rigenerate e condivise per diventare parte del pensiero e del fare comune.

A questo punto, ritengo assolutamente saggia e giusta la decisione di mettere da parte l’assillante pensiero del “basta con lo scrivere”.

Tanto, perché mi ritrovo un vincente con me stesso, se adempio al mio giusto dovere di comunicatore. Mi ritrovo bene e così conosco sempre meglio l’intimo di un me stesso aperto al mondo che mi vuole comunicatore di conoscenza, scrivendo pensieri e da idee; scrivendo pensieri ed idee ben al di là del mio pensare positivo finalizzato unicamente a me stesso.

Si tratta e sempre più, di pensieri e di idee che hanno per grande soggetto protagonista il MONDO; che hanno per soggetto protagonista gli altri del mondo che fanno intimamente ed umanamente parte di me e che non possono non avere una parte del saggio tempo della mia quotidianità, rivolta a loro; rivolta a loro dell’insieme umano di cui facciamo parte e che dobbiamo sempre, dico sempre, altruisticamente alimentare ed arricchire di saggezza condivisa, regalando per questo nobile e saggio fine, parte di Noi, attraverso la libera espressione di idee e di pensieri.

Tanto, per il nuovo del Mondo, di un Mondo saggiamente in cammino verso un’umanità dal volto nuovo, forte di essere aperta alla grande condivisione di insieme, con l’uno parte dell’altro e con un IO/NOI, il nuovo del FUTURO DEL MONDO.

Giuseppe Lembo

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