ospedale cardarelli Napoli

Avverte un malore e muore in corsia, dopo 11 lunghe ore di lavoro. E’ quanto accaduto all’ ospedale Cardarelli di Napoli. Ed è morto così Filippo Minieri, Primario del reparto di chirurgia endovascolare del presidio sanitario. “Arresto cardiocircolatorio” è la causa del decesso, indicata nel referto medico. Minieri ha operato per undici ore di fila e, una volta terminato il proprio lavoro, ha accusato un malore che gli è riusultato fatale. Il Primario non si è infatti mai più ripreso. La salma dell’uomo è stata trasferita in giornata al Policlinico per effettuare l’autopsia disposta dall’autorità  giudiziaria. E la tragedia, oltre a lasciare sgomenti i colleghi dell’Ospedale, ha suscitato la “rivolta” dei medici e infermieri che, arrabbiati per una “tale ingiustizia”, hanno denunciato la mole di lavoro alla quale sono sottoposti i dottori.

Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, Gabriele Peperoni, ha infatti sottolineato come “la morte di Filippo Minieri non può lasciare indifferenti. E’assolutamente necessario rivedere i carichi di lavoro dei medici per evitare ulteriori tragedie”. Dello stesso parere sono i numerosi infermieri che sono così esplosi: “Accumuliamo ore e ore di lavoro, sono turni veramente massacranti e la gente lo deve proprio sapere. Non si può lavorare a ritmi così sostenuti, sempre sotto stress. Sono necessarie forze fresche e chi ha ruoli di responsabilità  deve tenerne conto”. E la sentenza dell’Ordine dei medici è chiara: si tratta di una morte bianca. Le sigle sindacali sono corse all’attacco, parlando di “mattanza” all’ospedale Cardarelli, ricordando anche il caso di un’altra morte bianca di un infermiere, sempre per circostanze analoghe.