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Di SIMONA D’ALBORA

Segnate questa data, potrebbe non essere l’ultima: la direzione regionale del Pd ha approvato a maggioranza lo slittamento delle primarie dall’11 gennaio al 1 febbraio. È il secondo rinvio dal momento che le primarie erano già slittate dal 14 dicembre all’11 gennaio. È la segretaria regionale del Pd Assunta Tartaglione a chiederlo in direzione regionale, unica sede preposta a prendere decisioni in tal senso. Il rinvio nasce sulla base di una riflessione sollecitata proprio dalla segreteria nazionale del Pd e sulla base dell’imminente slittamento delle elezioni al 17 maggio. Lo slittamento, secondo la segretaria regionale, servirebbe non solo per motivi organizzativi, ma anche a stemperare gli animi in una competizione che si è già più volte infuocata. Insomma un po’ di tempo per ristabilire un clima sereno e di regole certe e riportare le primarie sul binario giusto e anche per lavorare a creare un’ampia alleanza moderna e coesa in grado di riprendere il governo della Regione. “In Campania siamo stati in grado di battere la destra quando abbiamo costruito alleanze vaste – ha ricordato Assunta Tartaglione  – Senza questo ampio fronte democratico capace di parlare a mondi diversi rischieremmo, in una regione fortemente provata dall’attuale crisi economica, di lasciare spazio non solo alla destra, ma anche al populismo grillino. Esperienze identitarie e massimaliste come quella Arancione a Napoli stanno dimostrando tutto il loro serio limite amministrativo.
Come a livello nazionale anche a livello regionale spetta al PD dettare la linea, indicare l’orizzonte che una coalizione ampia e coesa dovrà raggiungere. E colgo l’occasione per chiarire, a chi accusa la segreteria regionale di barcamenarsi, tra accordi con NCD e accordi con le forze della sinistra, che sin dalle prime battute di questa delicata fase si è chiarito che la coalizione dovrà essere costruita sulla base una visione programmatica capace di far voltare pagina alla Campania. In tale quadro è importante fare un patto con i cittadini. Stiamo lavorando per ampliare il nostro quadro di riferimento, operando per andare a confrontarci con quell’elettorato che guarda con attenzione alle riforme che stiamo mettendo in campo a livello nazionale.
Un’alleanza con programmi chiari, scelte nette e precise, ma che sappia coinvolgere al proprio interno forze sociali e politiche, che sappiano unirsi per il bene della Regione Campania. Non è il momento delle divisioni.”
Ma l’11 gennaio non verrà dimenticato. Assunta Tartaglione ha chiesto ai circoli democratici un impegno a istituire in quel giorno un open day, come occasione propizia per i candidati di far conoscere il proprio programma agli elettori. Tale manifestazione culminerà in un’assemblea di tutti i segretari di circolo della regione assieme al sottosegretario Del Rio e al ministro Lanzetti”.
La risposta di Andrea Cozzolino non si è fatta attendere, presente per pochi minuti alla direzione, l’eurodeputato candidato alle primarie ha dichiarato in un comunicato: “la scelta delle primarie è stata confermata dalla relazione della segretaria regionale del Pd Maria Assunta Tartaglione in accordo con il gruppo dirigente nazionale. Nonostante la nostra contrarietà si è scelto un rinvio della data dall’11 gennaio all’1 febbraio. Se ci sono ragioni tecnico organizzative ben venga un ulteriore periodo di lavoro per creare il miglior clima e consentire una larga partecipazione al voto che dovrà scegliere il candidato che si batterà contro il centrodestra per sconfiggere Caldoro”
Ma l’impressione è che i giochi sulle primarie non si siano del tutto chiusi e che la data dell’1 febbraio non sia quella definitiva. Lo stesso Enzo Cuomo, nel suo intervento ha espresso la sua perplessità circa i tempi e l’organizzazione delle primarie: “Non riesco a cogliere – ha sottolineato- la coalizione che accompagna il Pd a queste elezioni e con quale programma si presenta alle elezioni, se non chiariamo questo dire che siamo alternativi a Caldoro è solo un’enunciazione”
Gli fa eco Francesco Nicodemo: “Perdiamo di vista l’obiettivo reale: cosa deve fare il Pd per evitare gli errori del passato, io credo sia un po’ offensivo ridurre la capacità di vincere le elezionia regolamento e statuto. Ad oggi ancora non ho visto i programmi e il destino in questo Pd campano, non sappiamo cosa intende fare sui rifiuti, sulla sanità, sui trasporti e sui fondi europei. Qual è la coalizione? Non possiamo lasciare in mano al candidato la costruzione della coalizione. E sopratutto quanto a destra si spingerà questa coalizione? Non c’entra niente il nazionale e il regionale, stiamo parlando del futuro della Campania. In questi ultimi 5 anni il Pd non è mai stato competitivo in Campania, se si eccettuano le europee che comunque sono state vinte grazie alla spinta del premier, ma non possiamo sempre pensare che ad aiutarci sia la sua spinta. Io vi chiedo cerchiamo di chiudere bene questa direzione oggi, non possiamo essere ostaggio di nessuno”
E a far sorgere i dubbi che si proceda ancora a vista la richiesta di mettere ai voti la proposta da parte di Guglielmo Vaccaro di convocare l’assemblea regionale entro gennaio per discutere delle primarie e di spostare le primarie all’8 febbraio, nata dopo la presentazione di un ordine del giorno firmato da Casillo, Peppe Russo, Teresa Armato ed Enzo De Luca (l’avellinese) che è stato assorbito dalla relazione della stessa segretaria regionale. Per qualche attimo la segreteria ha vacillato. Ma alla fine la direzione ha deciso per lo slittamento all’1 febbraio delle primarie.