Alla fine del , dopo trimestri consecutivi di debole ma ininterrotta crescita del Pil, le stime di povertà in Italia hanno raggiunto nuovi record. Le famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta sono 1 milione e 778 mila (il 6,9% del totale) per un totale di 5 milioni e 58 mila persone (8,4%), i valori sono in crescita di due decimali rispetto al e segnano i livelli più elevati degli ultimi dodici anni.

Uno scenario di crescita della povertà come quello che ieri Istat ha confermato era stato anticipato in maggio in sede di audizione sul Documento di economia e finanza dallo stesso presidente dell’Istituto, Giorgio Alleva, e pronosticato negli indicatori di benessere equo e sostenibile allegati al Def. L’anno scorso l’incidenza della povertà assoluta – che identifica le persone al di sotto di un valore soglia corrispondente a una spesa per uno standard di vita minimamente accettabile – è solo lievemente calata tra i minori ma resta molto diffusa tra le famiglie con tre o più figli minori. La crescita maggiore dei super-poveri s’è verificata nel Mezzogiorno sia per le famiglie (dall’8,5 del 2016 al 10,3%) sia per gli individui (da 9,8% a 11,4%), soprattutto per il peggioramento registrato nelle città area metropolitana e nei comuni più piccoli fino a mila abitanti.