Pompei cerca il rilancio, cambia il logo (e molte altre cose)

La soprintendenza guidata da Massimo Osanna dal primo gennaio 2016 cambia denominazione e diventa “Soprintendenza Pompei”, così, senza più la preposizione “di”; ma non solo questo cambiamento, ora un nuovo logo, con la scritta “Pompeii” con la “o” in arancione sulla quale i quattro punti cardinali sono evidenziati da ricami ispirati alle decorazioni parietali della città romana. Pompei cambia volto – ha detto il premier Renzi nella sua visita della Vigilia di Natale – e punta ora, anche simbolicamente, a un nuovo brand.

Anche un nuovo plastico del sito archeologico, nuove piantine degli scavi e nuove guide tascabili, che saranno distribuite in decine di migliaia gratuitamente ai visitatori con l’acquisto del biglietto. Pompei avrà anche un plastico ricostruttivo, in scala 1:500, che rappresenta la città romana così come doveva presentarsi prima dell’eruzione, in età flavia. Comprende non solo l’abitato entro la cinta muraria, ma anche un’area di paesaggio fuori le mura di 300 metri.

Diventerà il cuore dell’allestimento dell’ex Antiquarium, dove il visitatore, anche attraverso l’ausilio di tecnologie multimediali, potrà meglio comprendere il divenire dell’insediamento, i diversi collegamenti urbanistici funzionali e rappresentativi della città e, più in generale, la comprensione della storia urbanistica e dell’articolazione della città”.

Go to TOP