pino apriledi Laura Bercioux

Oggi sabato 31 gennaio, a Cava dei Tirreni, dopo San Giorgio a Cremano e Caserta, si svolge il terzo appuntamento del raggruppamento di associazioni e movimenti del Mezzogiorno che si riconosce nel progetto liberiaMOci. Pino Aprile è un po’ la guida culturale di questa realtà nascente. Coi suoi libri e i suoi interventi pubblici, i suoi articoli, il giornalista/scrittore ha aperto un sentiero che sembra destinata a diventare una strada larga e asfaltata, anche se al momento un po’ in salita. A Caserta Aprile ha partecipato alla riunione precedente dando un contributo lucido e appassionato, incoraggiando coloro che hanno espresso perplessità e timori a riguardo della possibilità di raggiungere un risultato apprezzabile già alla scadenza delle prossime elezioni regionali Il Sudonline gli ha chiesto qual è il messaggio che manderebbe agli amici che si riuniscono a Cava e tanto altro.

Aprile, gli amici a Cava le hanno confermato una richiesta: essere per il movimento che si va aggregando e consolidando una sorta di garante. Che cosa ha risposto?
“Io garantisco che conosco un sacco di persone per bene e motivate, fra loro, ci sono molti miei amici. Garantisco che non mi farò influenzare dall’amicizia nel valutare le loro azioni, se mai dovessero commettere errori. Garantisco che saprò chiedere scusa se sbaglierò valutazione, dal momento che soffro di una certa insufficienza di infallibilità, dovuta a ineliminabile natura umana…”

Pino Aprile
Pino Aprile

Da anni lei gira il Mezzogiorno quasi senza sosta e conosce le pieghe più recondite. I suoi libri sono considerati fondamentali per il risveglio del Meridione. Qual è il giudizio che dà oggi sulla sua terra: è cambiata? Sta cambiando? Cambierà?

“Il Sud (ma non solo) apprende di sé, comunica e fa comunità a una velocità inimmaginabile solo pochi anni fa. Questo cambia tutto. È già cambiato e il fenomeno è esponenziale. Per assurdo, fra tutti i Sud, quello italiano e, per estensione europeo, è fra quelli che lo fanno più lentamente. Altri Sud, dalla Cina all’India, al Brasile, stanno correndo. Non è cambiato il Sud: è cambiato il mondo, siamo in un’altra era, la terza rivoluzione della nostra specie, dopo l’agricoltura e l’industria: l’informatica, il web, il ritrovarsi all’istante in un non-luogo che tutto contiene, la rete”.

Perché non si mette lei per primo alla guida dei movimenti di rinascita del Mezzogiorno?

“Ammiro chi lo fa; sostengo chi lo fa (a mio modo di vedere) bene. Credo che divulgare le ragioni dei “minorizzati a forza”, ma ormai consapevoli, sia un compito che mi tocchi. Accrescere quel grado di consapevolezza significa aumentarlo ovunque, in modo che ognuno possa spenderla secondo la sua visione politica: destra, sinistra, centro, autonomista. La canzone è una, ma ognuno la canta nella sua lingua. Ma la canzone è una”.

Il suo ultimo volume,  Terroni ‘ndernescional, prova ad allargare la visione del Mezzogiorno come malattia d’Italia. Lei sostiene che tutto quello che è stato inferto al Sud, è stato prima sperimentato in Sardegna, sotto i Savoia, e ultimamente dalla Germania dell’Est, dopo il crollo del Muro. Le sembra una sintesi efficace?

“I metodi sono sempre gli stessi, per dimostrarlo ho preso le esperienze a noi più vicine geograficamente e quelle più vicine temporalmente. È l’idea che qualcuno possa essere “meno” per decisione altrui che è da contrastare. E per poterlo fare, va illuminata, resa visibile”.

I dati del Rapporto Mezzogiorno di Svimez 2014 sono agghiaccianti. La crisi non risparmia al sud nessun settore. Nel Mezzogiorno si consuma sempre meno e non si investe più. Il crollo è particolarmente marcato negli investimenti pubblici: appena un quinto rispetto a 20 anni fa. Eppure il mezzogiorno continua ad essere fuori dalle priorità del Governo, ai margini dell’agenda Renzi. Non è così?
“Purtroppo sì. Renzi e Delrio, Lupi, buoni eredi dei Letta, dei Monti, dei Berlusconi-Tremonti-Calderoli, e via all’indietro, sono dei malfattori, nel senso letterale del termine”.

Come giudica il siluramento repentino del ministro degli Affari Regionali Lanzetta?

“Qualcuno ha fatto la spia: si sono accorti che c’era un ministro meridionale infiltrato nel governo, sia pure ininfluente, e hanno rimesso le cose a posto”.

Diamo i titoli: una possibile ricetta per una ripresa dello sviluppo nel Sud nel medio periodo su quali pilastri dovrebbe basarsi? Infrastrutture, logistica, portualità, riforma aree asi, energia, tecnologia e brand, più capitale sociale?
“Tutto giusto, tutto necessario, ma tutto secondario rispetto alla necessità prima: la volontà dell’equità; la volontà di condividere l’idea che le disuguaglianze sono ingiuste e costruiscono conflitti”.

Secondo lei, Il Sud potrebbe cogliere l’occasione della riforma del titolo V per proporre politiche autonome di sviluppo fondate su progetti sistemici. Cosa ci vuole per fare questo?
 
“Vedi risposta precedente”.

La Macro regione meridionale al posto delle Regioni o un coordinamento delle Regioni del Sud a costituzione invariata?

“L’ingegneria costituzionale, amministrativa non risolve il problema. A volte si limita a spostarlo più in là, altre a peggiorarlo. Vedi lo Statuto della Regione Siciliana: nulla di più avanzato e di più inutile, se non c’è la volontà di applicarlo, da una parte; e se c’è la volontà di impedirne l’applicazione, dall’altra. Le soluzioni non sono nelle norme, ma nel cuore e nella mente degli uomini. Le norme sono la conseguenza. Se vengono prima, restano cose dette e non fatte”.

“Una Euro regione tirreno-mediterranea sulla stregua della euroregione adriatico-jonica di recente costituzione?

Come prima… Comunque, ogni forma di collaborazione allargata fra le regioni mediterranee è benedetta, perché darebbe loro il peso politico che non hanno, in Europa”.

Per quale motivo, a suo parere, il governo che bacchetta le Regioni del Sud perché incapaci di spendere i fondi europei, da 7 mesi non mette in campo l’Agenzia per la Coesione immaginata da Trigilia? E a suo avviso, cosa potrebbe fare e a quali condizioni?
“Discorso lungo, e spesso disonesto: per spendere i fondi europei, devi metterne tu una parte. Se non ne hai, non lo puoi fare. Il governo fa di tutto perché le Regioni non abbiano soldi per cofinanziare. Riduce il suo stesso cofinanziamento, rende non spendibili i fondi aggiuntivi, poi se li frega. I ministeri spendono molto peggio delle Regioni. Le Regioni del Nord non hanno spesso quasi un euro dei fondi per fronteggiare i disastri idrogeologici, ma quei soldi, i Delrio & C. non li hanno fregati, né hanno accusato quelle Regioni. Liguria, you know?”.

Parliamo di Napoli. Se lei fosse il sindaco della città, quali sono le tre priorità su cui concentrerebbe l’azione della sua giunta?
“Diffondere conoscenza, coinvolgere la popolazione, i comitati, le associazioni: sono tanti, operano bene, sono ignorati quasi sempre dalle istituzioni. Partire dalle scuole, dalle case. Sapere, per saper fare”.

E quali sono le cose che non farebbe mai?


“Invitare Renzi, Delrio, ricevere Salvini… Ma è una battuta. La cosa che non farei mai è abbattermi se fallisco la prima volta. O la seconda. O la terza. O la… … … Contano solo le vittorie”.


 

3 pensiero su “Pino Aprile: “Al Sud ora ci “LiberiaMo” a una velocità sorprendente”. Lanzetta? “Si sono accorti che era meridionale e hanno rimesso le cose a posto…””
  1. Invitare Salvini….eppure nell’intervista che si trova nel libro che ho appena letto Nordici e Sudici che porta la firma di un giornalista come Riccardo Scarpa (ed io non sono leghista affatto) non dice cose tanto diverse da quello che pensano molte persone del Sud.
    Sarà che certi preconcetti, pregiudizi, pre-costruzioni stanno alla base di una certa immobilità del nostro amato Sud?

  2. Vorrei esprimere una mia opinione personale a proposito della Lanzetta, forte del monitoraggio continuo che sto svolgendo sul web in merito alla scandalosa vicenda di Capocolonna a Crotone. Saprete certamente dello scempio della copertura a cemento armato dei resti di un foro romano appena scoperto, con la complicità della sovrintendenza e dell’Ente locale. Scempio che per ora è stato stoppato dal coraggioso presidio di un manipolo di ragazzi amanti della propria terra, in attesa che il sig ministro Franceschini, bontà sua, abbia il tempo di decidere il fa farsi.. Durante tale presidio l’allora ministro Lanzetta ha avuto il buon gusto di scendere personalmente in Calabria per rendersi conto del disastro perpetrato ai danni di un sito archeologico di grande valenza. Naturalmente tale intervento ha suscitato le ire gel sindaco della città che ha inteso protestare con Franceschini. Niente ci vieta di ornare che tale gesto sua stato poco graditi al suo partito e dunque a Renzi che ha provveduto a spedirla alla Regione Calabria dove poi non è approdata per altri motivi.
    Vorrei conoscere il vostro parere a riguardo e chiedervi che ruolo occupa nel vostro programma la nostra Calabria.
    Grazie

  3. Premetto che sono originario della provincia di Benevento, vivo e ho un’attività nel campo dell’informatica in Belgio con una sede a Caserta, e torno in Italia mensilmente. Ho studiato all’università di Salerno e all’università di Bruxelles.

    La mia esperienza di vita tra l’Italia (del sud) e il Belgio mi ha fatto capire una sola cosa, che i problemi del nostro caro sud non dipendono dagli altri, ma soltanto da noi stessi. E’ indubbio il fatto che le cose al Sud Italia (e forse non solo sud) funzionano in modo “strano”, secondo regole clientelari, egoistiche e malavitose (nel senso generale del termine). Lo sport più’ praticato al sud non é il gioco del calcio, come molti pensano, ma é il gioco del “fregare il prossimo”, dimenticando che nel prossimo ci siamo tutti noi, i nostri figli, i nostri parenti, i nostri amici….é uno sport che ci danneggia tutti.

    Sappiamo tutti che le amministrazioni (a partire dai politici locali, agli amministratori ecc) sono corrotte e non funzionano per la maggior parte di noi, ma dimentichiamo che queste amministrazioni sono il risultato delle nostre scelte, siamo noi che con il nostro voto gli permettiamo di fare i propri comodi.

    Condivido qualsiasi iniziativa che si impegna alla rinascita del Sud, purché si concentri sui veri problemi da risolvere. Ci vuole una pulizia “Culturale” e non solo, bisogna sbattere fuori tutti quelli che hanno rovinato e stanno rovinando il sud, bisogna mettere in galera chi ruba, bisogna iniziare a rispettare le regole … e dare le redini in mano a persone per bene…che sono la maggioranza delle persone del sud. La soluzione ai nostri problemi siamo noi stessi.

    MO basta ..;
    MO facciamo pulizia;
    MO fuori i corrotti e i mariuoli;
    MO ripettiaMOci;
    MO riprendiaMOci il sud;

    Un caro saluto, con la consapevolezza che abbiamo le risorse intellettive per risorgere dalle nostre ceneri.

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