Pd, alta tensione sulle liste per le europee. Scoppia il caso Sicilia

La Direzione del Pd ha approvato all’unanimità le liste del partito per le prossime elezioni europee, con la presenza di cinque donne nelle altrettante circoscrizioni elettorali (Alessandra Moretti nella circoscrizione nord-est, Alessia Mosca per il nord-ovest, Simona Bonafè per la circoscrizione centro, Pina Picierno al sud e il magistrato Caterina Chinnici per le isole). La decisione di puntare sulle donne capolista è stata anticipata in mattinata dal premier: “Il Pd avrà per le candidature alle europee cinque donne alla guida delle liste del Partito democratico nelle cinque circoscrizioni”, ha detto da Verona Matteo Renzi. La formalizzazione è poi avvenuta per bocca dello stesso Renzi nella riunione della direzione democrat. “E’ la migliore risposta – ha tenuto a puntualizzare Renzi – a chi in queste settimane ha accusato proprio me di scarsa sensibilità sul tema”. Per Bonafè il segnale partito dal Nazareno è molto positivo: a Strasburgo il Pd non manda “politici a fine percorso” ma “una nuova classe dirigente”. Fuori dalle liste l’ex calciatore Marco Tardelli, la cui “discesa in campo” politico era stata ventilata nei giorni scorsi.
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La riunione democrat è stata a lungo bloccata da un “incidente” tra i delegati siciliani, in netto contrasto tra di loro su alcune scelte operate dal partito. Al momento della lettura delle liste, infatti, il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta ha criticato la scelta di mettere capolista Caterina Chinnici per la circoscrizione Isole, chiedendo che venisse riveduta: “Caterina Chinnici – ha detto Crocetta – è figlia di magistrato ucciso dalla mafia, ma io questa scelta la mediterei. Sarebbe stato meglio scegliere Giusy Nicolini, sindaco di Lampedusa, perché Chinnici è stata assessore con Lombardo, condannato per mafia”.

Nella querelle è intervenuto il segretario regionale del partito Fausto Raciti, che ha sottolineato che “Chinnici ha una fedina penale immacolata” e ha chiesto invece a Crocetta di “verificare la sua giunta”. Poi Raciti ha chiesto di farsi sostituire in lista da Antonello Cracolici, che era stato escluso, ma anche in questo caso Crocetta ha espresso una critica, affermando che “Antonello Cracolici non è estraneo ai conflitti interni nel partito siciliano, e ha aggiunto che “se avviene questa sostituzione con Cracolici, credo che per rappresentare tutte le aree politiche e aumentare il consenso propongo di sostituire Nelli Scilabra con Giuseppe Lumia”.

A questo punto è intervenuto nella contesa Matteo Orfini, deputato della corrente dei “Giovani turchi”, prendendo le parti di Raciti: “In queste correzioni ad personam della lista – ha detto – vedo solo un capriccio di corrente. Quindi trovo giusto e coerente ripristinare le scelte del Pd siciliano. La differenza tra quello che dice Raciti e quello che dice Crocetta è che la direzione regionale del Pd siciliano ha votato, con 100 voti a favore e 4 contro, una lista in cui c’è Cracolici e non Lumia”. Alla fine, il vicesegretario Guerini è intervenuto chiedendo che venisse approvata la lista così come presentata ai membri della Direzione, con Raciti dentro e Cracolici fuori, riservandosi di trovare, assieme all’assemblea del Pd siciliano, una soluzione nelle prossime ore.

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