Quando il pane è veramente fresco… l’ultima follia della burocrazia

Problemi del pane cosiddetto «fresco»: stabilire quanto tempo deve passare dal momento in cui si inizia la produzione al momento in cui la si finisce; stabilire quanto tempo deve passare dal momento in cui lo si sforna al momento in cui lo si mette in vendita. Il governo è chiamato a disciplinare la materia dal 2007. È previsto che il decreto debba essere concordato tra i ministeri dello Sviluppo economico, delle Politiche agricole e della Salute. I tre però non si mettono d’accordo, e complicano la loro vita anche l’intenso carteggio con l’Unione europea e le trattative con panificatori artigianali e industriali. Si arriva al 2015 e il governo presenta alla camera un disegno di legge, che si pone come obiettivo anche la tutela del «pane artigianale» (duecento specialità in Italia).

La camera lo approva, il senato non fa in tempo, intanto il consiglio di stato fa sapere che il disegno di legge non va bene, per parecchie ragioni, ma soprattutto per il fatto che, per definire un pane «fresco» l’intervallo previsto tra messa in forno e vendita deve essere massino di 72 ore, mentre le regioni, che hanno legiferato per conto loro in assenza di una normativo dello stato, prevedono tempi diversi, per esempio il Friuli-Venezia Giulia vuole che quell’intervallo sia di 24 ore. Il ministero dello Sviluppo economico obietta che le 24 ore si riferiscono al tempo tra uscita dal forno e disponibilità sul bancone, mentre le 72 ore definiscono tutto l’iter della lavorazione, argomento che non convince però il consiglio di stato. La materia è complicata dal fatto che le relative competenze tra regioni e ministeri sono ripartite dal Titolo V della costituzione secondo criteri «cervellotici». Il pane, forse non più troppo fresco, finirà tra i problemi della prossima legislatura.

Il settore del pane vale 7 miliardi di euro, conta 25mila imprese – soprattutto a conduzione familiare, che mediamente sfornano cento chili di pane al giorno ciascuna e danno lavoro a 400mila persone

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