Camera, le protestePolitica interna
 
Riforme – Dopo lo strappo alla Camera, con l’Aventino delle opposizioni durante la seduta notturna sul Ddl di riforma costituzionale, le posizioni delle forze politiche sembrano essersi irrimediabilmente polarizzate. Da una parte il Governo, con Renzi convinto che “fermarsi sarebbe stato un errore”, e che ora vede vicina la fine della prima lettura con il voto finale alla Camera nella prima decade di marzo. Dall’altra, le opposizioni in blocco confermano che da martedì saliranno al Colle per denunciare la “deriva autoritaria” dell’Esecutivo e si preparano a far “vedere i sorci verdi”- copyright Brunetta- al Governo già a partire dal Milleproroghe, che scade il 1° di marzo. Beppe Grillo ha addirittura proposto le dimissioni in blocco dal Parlamento di tutti gli eletti all’opposizione. 
 
Forza Italia – Silvio Berlusconi tiene la barra dritta sulla nuova linea barricadera del partito, ora all’opposizione senza se e senza ma. Con i suoi l’ex Premier si mostra convinto che ora Renzi, stracciato l’accordo del Nazareno, si troverà in balìa dell’opposizione interna del Pd e dice di non temere nemmeno l’ipotesi di elezioni anticipate, che si svolgerebbero con il cosiddetto “Consultellum” e potrebbero portare a Forza Italia più parlamentari di quelli attualmente eletti. E in una prospettiva elettorale, Berlusconi continua a lavorare alla ricomposizione del Centrodestra: presto vedrà Salvini e Alfano, soprattutto per vagliare lo stato delle candidature alle elezioni regionali e magari portare a casa un clamoroso ricompattamento del fronte dei moderati. Per la partita delle regionali è però arrivato proprio ieri lo stop a qualsiasi apparentamento della Lega Nord da parte di Flavio Tosi.    
 
Politica estera
 
Danimarca Un uomo ha sparato all’impazzata sulle vetrine di un caffè di Copenaghen, dove era in corso un convegno sulla blasfemia e la libertà d’espressione, in ricordo della strage a Charlie Hebdo. L’attentato ha causato la morte di una persona e tre feriti tra le forze dell’ordine. Illesi invece Lars Vilks, uno degli autori delle famose ‘vignette blasfeme’ del 2005, e l’ambasciatore francese in Danimarca, mentre il killer è riuscito ad allontanarsi a bordo di un auto. In nottata poi una sinagoga della capitale danese è stata presa d’assalto e un civile è rimasto ucciso. Per ora le autorità locali non si sbilanciano sulla correlazione dei due attentati, ma i servizi di sicurezza hanno dichiarato che le “circostanza fanno presumere che la sparatoria sia stata un fatto terroristico”.
 
Libia Dopo le dichiarazioni del Ministro Gentiloni, secondo il quale il precipitare della situazione potrebbe costringere l’Italia a un intervento- gli islamisti hanno conquistato Sirte e puntano ora su Tripoli- Un’avanzata che chiama in causa direttamente il nostro Paese. Anche il Premier ha ribadito la gravità assoluta di un’affermazione dell’Isis a pochi chilometri dalle coste europee. E Renzi si è rivolto proprio alle istituzioni comunitarie, sollecitando una presa di posizione unitaria, che sia viatico alla costituzione di una missione Onu: “L’Italia è pronta a fare la sua parte. Noi non partiamo da soli”, ha detto il Premier. Intanto, gli allarmi del Governo italiano hanno portato alla risposta del Califfato, la cui radio ufficiale a Mosul, Iraq, ha rilanciato le dichiarazioni di Gentiloni, definito il Ministro degli Esteri dell’Italia “crociata”. Dalle opposizioni è arrivato il sostegno al Ministro ma anche l’invito a riferire in Parlamento sulla strada che il Governo intende percorrere.
 
Economia e Finanza
 
Popolari – La Consob è pronta ad avviare le consultazioni private sugli intermediari che hanno operato sui titoli degli istituti popolari, oggetto di forti rialzi nei giorni seguenti all’annuncio della riforma governativa del credito cooperativo. Ha fatto scalpore l’annunciata convocazione del finanziere londinese Davide Serra, vicino al Premier Renzi, ma è probabile che l’Authority convochi anche consiglieri e sindaci delle popolari coinvolti in compravendite proprio in quei giorni. Si parla di Andrea Moltrasio (Ubi), Angelo Garavaglia (Creval) e Alberto Marri (Bper).  Intanto, la Procura di Milano sta valutando se seguire la Procura di Roma e aprire un fascicolo d’inchiesta. Per quanto riguarda la riforma, il Governo ha ribadito di voler andare avanti nonostante la bufera e il contemporaneo commissariamento della Popolare dell’Etruria, e domani le commissioni Finanze e Attività produttive sentiranno Federcasse, giovedì Popolari. 
 
Grecia – Lunedì sarà il giorno del negoziato sul debito di Atene. L’Eurogruppo che si riunirà a Bruxelles “cercherà di trovare una soluzione accettabile per tutti i 19 Stati”, secondo gli auspici del Vicepresidente della Commissione Ue, Kaitanen, ma i nodi da sciogliere per arrivare a un’estensione del finanziamento alla Grecia sono molti e complessi; Tsipras ha infatti bloccato le privatizzazioni concordate dal suo predecessore con la Troika e intende anche rivedere le riforme varate in questi anni di tutela internazionale. Sul negoziato poi pesano i tempi strettissimi per salvare il Paese: solo dall’inizio di febbraio dalle banche elleniche sono stati ritirati 4 miliardi di euro e senza un’intesa l’interruzione dei finanziamenti d’emergenza della Bce porterebbe al default in poche settimane.               
 
Ucraina – Dovrebbe partire oggi il ‘cessate il fuoco’ concordato a Minsk, ultima chance prima di una guerra totale, ma una nuova tegola è piovuta ieri sull’Ucraina: Fitch ha tagliato il rating del credito sovrano da CCC a CC, l’ultimo gradino prima del default. L’agenzia è infatti convinta che il nuovo prestito da 17 mld di dollari appena concesso dall’Fmi ridurrà sì il gap dei bisogni finanziari, ma rende sempre più probabile una ristrutturazione del debito. Fitch stima che il Pil nel 2015 si contrarrà del 5% e il Premier Iatseniuk ha annunciato che l’inflazione potrebbe toccare il 26%.